Curiosit. Perch il famoso cavallo di Troia non compare affatto nell'Iliade?

Il cavallo di Troia non  citato nell'Iliade, ma in un poema perduto. Il mito del cavallo divide gli studiosi: fu un dono per propiziare il ritorno, una devastante macchina da guerra o il ricordo di un sisma? 

Il cavallo di Troia  l'oggetto pi famoso della mitologia greca, eppure nell'Iliade non c'. Il celebre stratagemma del cavallo di legno, dentro il quale si nascosero i guerrieri achei per varcare le mura di Troia, non  narrato nel poema della guerra: l'aneddoto  tramandato dall'Iliou persis, un altro poema greco attribuito a un certo Arctino, di cui resta soltanto un riassunto.
L'Odissea lo cita a posteriori, quando un cantore lo rievoca davanti a Ulisse.

Macchina da guerra o terremoto?
Ma che cosa fu davvero il cavallo? Le teorie degli studiosi sono parecchie. Per alcuni altro non era che una specie di macchina da guerra d'assedio, anche se questo  tutto da dimostrare; esistono comunque evidenze che grandi macchine d'assedio fossero gi in uso in Anatolia fin dal 19esimo secolo a.C.

Una teoria interessante lo interpreta come simulacro di Poseidone, dio del mare ma anche dei terremoti: fu forse un sisma, verso il 1260 a.C., a danneggiare le mura della citt che gli archeologi chiamano Troia VIh, permettendone il saccheggio. Il "dono" del dio che scuote la terra sarebbe cos il ricordo mitizzato di una catastrofe naturale.

Per altri il cavallo potrebbe essere solo un simbolo scolpito su una porta della citt, lasciata aperta da un infiltrato acheo (il troiano Antenore, secondo alcune versioni), oppure un'enorme offerta a qualche divinit, abbandonata sulla spiaggia dagli Achei per propiziare il ritorno in patria dopo la vittoria.

Cosa dice oggi l'archeologia.
Bench molte di queste ipotesi siano plausibili, non si pu escludere del tutto che un concreto oggetto di inganno sia stato veramente costruito: magari non un gigante di legno con guerrieri nascosti all'interno, ma una statua vuota portata in citt come trofeo alla fine dell'assedio e usata come diversivo per permettere a uno o pi "agenti" di aprire le porte agli Achei.

Una risposta definitiva a oggi non c'. Ma la continua e meticolosa ricerca archeologica mostra un quadro sempre pi chiaro, bench non definitivo, della Storia dietro al mito.