Animali. Gli orsi escono dal letargo prima del tempo: il rischio di incontri ravvicinati con l'uomo aumenta.

L'aumento inspettato delle temperature sta scombussolando l'orologio biologico dei mammiferi nello Utah. Risvegliandosi in anticipo, gli orsi non trovano abbastanza cibo e il rischio di incontri ravvicinati con l'uomo si fa sempre pi alto.
 
Come fa un animale a decidere quando andare in letargo e quando uscirne? Pu sembrare una banalit ma parliamo di due momenti decisivi per la sopravvivenza all'inverno: un'ibernazione tardiva o un risveglio anticipato possono mandare "fuori sincrono" l'animale in questione rispetto all'ambiente, con conseguenze sulla sua capacit di procurarsi il cibo e non solo.

Ecco perch lo studio della Virginia Tech pubblicato sui Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences  cos importante: per la prima volta abbiamo identificato gli elementi che contribuiscono a regolare l'ingresso e l'uscita dal letargo negli orsi neri, scoprendo che  un meccanismo pi complicato di quanto credessimo.

Non  solo il freddo.
Finora, l'idea che avevamo sul letargo degli orsi neri era che si basassero sulle temperature esterne per decidere quand' il momento giusto per ibernarsi. Il team di Virginia Tech ha approfondito questa ipotesi analizzando un totale di 22.000 ore di filmati  riprese fatte alla Black Bear Research Facility della stessa universit. I ricercatori si sono concentrati in particolare su quattro femmine incinte, per le quali le tempistiche del letargo sono fondamentali, e hanno individuato 45 diversi comportamenti legati all'ibernazione.

Quello che hanno scoperto  che, se  vero che la temperatura ha un forte impatto sulla scelta del momento in cui andare in letargo, per quanto riguarda il risveglio la situazione  pi complicata. Gli orsi neri si basano infatti su una combinazione di temperatura e fotoperiodo, cio la durata del giorno e della notte: quando le giornate cominciano ad allungarsi, si preparano al momento in cui potranno uscire dal letargo.

Perch  un problema?
C' una differenza fondamentale tra le temperature e il fotoperiodo: le prime sono variabili, e capita sempre pi spesso che l'inverno tardi ad arrivare o che la primavera giunga in anticipo, almeno se parliamo di caldo. Il fotoperiodo, invece, rimane costante: il rischio  un "disaccoppiamento" tra i due fattori, con tutte le conseguenze del caso sull'intero ecosistema.

Oltretutto, se gli orsi neri cominciassero a svegliarsi troppo presto o comunque a uscire dal letargo non in sincronia con le loro tradizionali fonti di cibo, il rischio di contatti indesiderati con gli umani aumenta: appena svegli, affamati, potrebbero avvicinarsi con sempre pi coraggio ai nostri insediamenti.

Gabriele Ferrari