PAGINE PER L'ANIMA. Un uomo e una donna a un pozzo.

Gianfranco Ravasi

Davanti allunico pozzo detto di Giacobbe, il patriarca biblico, incastonato nella valle che corre tra lEbal e il Garizim, i due monti della Samaria, la regione centrale della Terrasanta, sono seduti un uomo e una donna in dialogo, lui un ebreo, lei unabitante del vicino villaggio di Sicar. Stanno parlando tra loro, superando lostilit atavica che opponeva il popolo ebraico alla comunit locale dei Samaritani, considerata eterodossa da Israele perch legata a un culto che non aveva come centro il tempio di Gerusalemme, ma proprio uno di questi due monti, il Garizim.

Quaerens me sedisti lassus, ti sei seduto, stanco, per cercarmi, canter il celebre inno Dies irae, rievocando proprio quellincontro narrato dal capitolo 4 del Vangelo di Giovanni. Il dialogo  ampio e stringente e non pu essere riassunto in poche battute perch spazia da temi teologici, espressi per in modo limpido e incisivo da parte di Ges, fino a questioni personali come la vita sentimentale piuttosto movimentata di quella donna (Hai detto bene: Non ho marito! Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non  tuo marito).

Il dialogo di Cristo prende spunto proprio dallacqua di quel pozzo e dalla sete che egli sta provando, ma si allarga in un discorso profondo e talora fin emozionante. Citiamo solo due spunti tra i tanti. La sete: Chiunque beve di questacqua, avr di nuovo sete. Ma chi beve dellacqua che io gli dar non avr mai pi sete. Anzi, lacqua che io gli dar diverr in lui sorgente che zampilla per la vita eterna. Il tempio: Credimi, donna, viene lora in cui n su questo monte n a Gerusalemme adorerete il Padre []. Viene lora  ed  questa  in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verit []. Dio  spirito e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verit.

Solo un breve commento al secondo tema. Ges non propone un culto intimistico, un isolamento mistico senza legami con la liturgia e i santuari o impegni nella vita sociale della piazza. Le due parole spirito e verit, in greco pnuma e altheia, hanno nel quarto Vangelo unaccezione particolare. La verit  un vocabolo usato non nel senso della filosofia classica, ove indicava lo svelamento dellessere e della sostanza della realt, ma designa la rivelazione che Cristo  venuto a portare nel mondo. Lo spirito , invece, il principio divino che crea la vita nuova del credente, come era stato annunziato da Ges nel precedente dialogo con Nicodemo: Se uno non nasce da acqua e Spirito non pu entrare nel regno di Dio (3,5).

Alla fine la Samaritana crede in Ges Messia: So che deve venire il Messia. Ges: Sono io, che ti parlo!. Tuttavia la donna crede perch le ha detto tutto quello che ha fatto nella sua travagliata vicenda matrimoniale.  una fede, certo, generosa che si manifester anche ai propri concittadini, ma  ancora imperfetta tant vero che essi le diranno: Non  pi per i tuoi discorsi che crediamo, ma perch noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi  veramente il Salvatore del mondo.
