Niu Lai, questo film  cos brutto che tutti vogliono vederlo: ecco perch.

Animazioni rudimentali, doppiaggio fatto in casa e cinque anni di lavoro: il film cinese realizzato da un ragazzo e sua madre  diventato un fenomeno virale e un inatteso simbolo anti intelligenza artificiale.

Daniela Bilanzuoli.

 brutto. Brutto davvero. Le animazioni sembrano uscite da un videogioco di trent'anni fa, i personaggi si muovono in modo improbabile, le immagini sono sgranate, il doppiaggio  fatto in casa. Non esattamente il film che ci si aspetterebbe di trovare in cima al botteghino.

Sto parlando di Niu Lai, film d'animazione cinese di 86 minuti che ha per protagonista un vitellino appena nato e che, almeno a guardarlo, sembra arrivare da un'altra epoca dell'animazione. In Cina lo hanno gi ribattezzato il film pi brutto dell'anno. Quando  arrivato nelle sale, il 5 agosto, l'esordio  passato quasi inosservato. Poi sui social hanno cominciato a circolare le prime immagini, le recensioni impietose e i video girati durante le proiezioni con gli spettatori che ridono davanti alle animazioni rudimentali e alle scene pi improbabili.

IL FILM PI BRUTTO DELL'ANNO DIVENTA UN CASO.

Nel giro di pochi giorni Niu Lai  diventato un fenomeno virale e la curiosit si  trasferita dai social alle sale: in tanti hanno voluto vederlo con i propri occhi, i cinema hanno moltiplicato le proiezioni e, in assenza di veri materiali promozionali, alcuni si sono persino arrangiati realizzando a mano le locandine. Quello che sembrava destinato a sparire rapidamente dalla programmazione si  cos trasformato in un caso cinematografico, con incassi per decine di milioni di yuan. Un successo nato, insomma, dalla sua stessa bruttezza.

LA TRAMA.

Ma fermarsi alle immagini diventate virali rischia di far perdere la parte forse pi curiosa della storia. Perch Niu Lai non nasce come film demenziale, n come parodia costruita per far ridere. La storia che prova a raccontare , al contrario, molto seria. Il protagonista  un vitellino appena nato, timido e molto protetto dalla madre, che si trova per la prima volta a fare i conti con un mondo pieno di pericoli e con le proprie paure. Il suo viaggio si svolge nella dimensione di un sogno e lo porta lontano dalla sicurezza in cui  cresciuto, attraverso incontri e prove che lo costringono poco alla volta a diventare pi coraggioso e indipendente. Tra gli incontri pi importanti c' quello con Bao La, un giovane leopardo rimasto orfano, con il quale nasce un'amicizia.

La prova pi dolorosa arriva durante la migrazione della mandria, quando la madre di Niu Lai muore per salvarlo dall'attacco di un branco di lupi. Senza di lei, il vitellino  costretto a proseguire il viaggio e ad affrontare un'altra minaccia: un misterioso mostro che sta distruggendo la foresta e che si rivela essere una ruspa. Alla fine, il protagonista si risveglia e scopre che quel viaggio era un sogno. Ma qualcosa  cambiato: il vitellino timoroso e dipendente dalla madre ha trovato il coraggio di affrontare ci che lo aspetta e di partire alla ricerca del padre.


CHI HA CREATO NIU LAI.

Niu Lai affronta quindi temi tutt'altro che banali: amicizia, paura, perdita, sacrificio, rapporto con i genitori, crescita e distruzione della natura. A sorprendere, per, non  soltanto ci che racconta, ma anche come  stato realizzato. Nessuna grande casa di produzione n una squadra di animatori professionisti: dietro il film ci sono Xin Yumeng, 34 anni, designer d'interni senza una formazione cinematografica, e sua madre Sun Lifang. Per portarlo sul grande schermo hanno impiegato cinque anni.

Xin ha iniziato a lavorare al film nel 2021 e, non avendo esperienza nell'animazione, ha imparato man mano le tecniche necessarie per realizzarlo, servendosi anche di software nati per la modellazione architettonica. Ha curato praticamente da solo la regia e la realizzazione delle animazioni, mentre sua madre lo ha affiancato nella scrittura, nel doppiaggio e nella colonna sonora, prestando anche la voce ad alcuni personaggi. Una produzione familiare e artigianale nel senso pi letterale del termine. Anche il vitellino protagonista nasce da un riferimento alla famiglia: Xin ha raccontato di aver scelto il bue pensando al segno zodiacale cinese del padre. Pi difficile, invece, stabilire quanto sia costato realizzare il film. Sui media sono circolate cifre sorprendentemente basse, in alcuni casi nell'ordine di poche centinaia di euro, ma non esiste un dato ufficiale sul budget.

Di certo c' il risultato: cinque anni di lavoro per 86 minuti di animazione che, una volta arrivati sul grande schermo, sono stati derisi proprio per la loro povert tecnica. Un esito che potrebbe sembrare persino crudele, se la storia si fosse fermata alle risate. Invece, con il crescere della popolarit,  cambiato anche il modo in cui una parte del pubblico ha iniziato a guardare il film. Quella grafica rudimentale, all'inizio bersaglio di ironia,  stata riletta anche alla luce della storia dei suoi autori: sar pure fatta male, ma dietro ogni immagine ci sono il lavoro e il tempo di due persone.


PERCH  DIVENTATO UN SIMBOLO ANTI-AI.

E nel dibattito  entrata una parola che fino a quel momento sembrava non avere nulla a che fare con la storia del vitellino: intelligenza artificiale. Il film  stato adottato come una sorta di simbolo anti-AI, contrapponendo le sue imperfezioni alle immagini sempre pi levigate prodotte dagli strumenti generativi e rivendicando il valore del lavoro di Xin Yumeng e di sua madre. Preferirei sinceramente sopportare 90 minuti di disastro creato da un essere umano piuttosto che un solo secondo di AI slop, ha scritto un utente su X in risposta a un post dedicato al film.

Questo non fa di Niu Lai un capolavoro dell'animazione e sarebbe eccessivo spiegare i milioni incassati come una rivolta contro l'intelligenza artificiale. Il fenomeno  nato dalla curiosit, dall'ironia, dai meme e dalla voglia di partecipare a qualcosa di cui tutti stavano parlando. C' per una differenza tra questo e tanti altri brutti film destinati semplicemente a essere dimenticati. Di Niu Lai conosciamo la storia dei due autori: un uomo decide di cimentarsi in qualcosa che non sa fare, impara mentre lo fa, coinvolge sua madre e per cinque anni porta avanti il progetto fino a farlo arrivare al cinema.

Il film pi brutto dell'anno non ci sta insegnando ad amare le cose fatte male. Ma ci mostra che limportanza di ci che creiamo non coincide necessariamente con la perfezione del risultato. E in un tempo in cui una macchina pu ottenere in pochi secondi ci che a una persona pu richiedere anni di lavoro, anche il percorso che ha portato alla realizzazione di un'opera pu contribuire al valore che le attribuiamo.