Come da bambina, guardando Supergulp!, mi innamorai dei fumetti e da grande ne feci un lavoro.

 scomparso oggi allet di 93 anni Guido De Maria, fumettista e regista che port i fumetti in Tv negli anni Settanta, con i programmi Gulp! e Supergulp! Il ricordo di una giornalista di Famiglia cristiana che ha lavorato prima per oltre venti anni nel settimanale a fumetti Il Giornalino e che era bambina quando la Rai mandava in onda quel programma rivoluzionario. E la canzoncina di Giumbolo la canticchia ancora.

Fulvia Degl'Innocenti.

Il nome Guido De Maria, scomparso oggi allet di 93 anni,  legato, anche per chi non  conoscitore del mondo dei fumetti, a un programma che negli anni Settanta fece innamorare, per la sua ventata di novit e di rottura degli schemi, bambini e ragazzi: Gulp! nel 1972, ma ancora di pi Supergulp! nel 1978.

Lidea, davvero rivoluzionaria, fu quella di portare i fumetti, che non godevano di grande fama ed erano considerati letture facili e disimpegnate, in televisione. Ma senza snaturarli, cio facendoli diventare cartoni animati, bens proprio mostrandoli, vignetta dopo vignetta, come un giornale da sfogliare, dove per cerano effetti sonori e le voci dei balloon erano recitate da attori.

Cerano i grandi supereroi, come lUomo Ragno, il raffinato fumetto francese di Herg Tintin, Mandrake, il signor Rossi di Bruno Bozzetto.

Ma i personaggi pi geniali, che mi fecero letteralmente innamorare per il loro essere dissacranti, sopra le righe, grotteschi e assolutamente geniali, erano quelli di Nick Carter, un personaggio che lui stesso aveva inventato con lamico e collega Bonvi (di cui imparai a conoscere anche quella feroce satira contro il militarismo che erano le strisce di Sturmtruppen), e soprattutto Alan Ford, creato da Max Bunker.

A parte la cotta preadolescenziale per il biondo, bello e tonto (e che dava il nome al fumetto) del gruppo TNT, la pi scalognata agenzia investigativa che mente umana potesse immaginare, cerano Bob Rock, nasuto e rancoroso, con la mantellina da Sherlock Holmes; la Cariatide, che si d aria da capo per i suoi trascorsi , ma  di fatto un passa-carte; Geremia, un centenario senza denti e pieno di acciacchi; Grunf, con occhialoni e giubbotto da aviatore, costruisce complicati marchingegni volanti che non funzionano mai; il Conte Oliver, che di nobile aveva solo il monocolo e la bombetta, e in realt era uno squattrinato ladro.

E infine il Numero 1, il capo dellagenzia nascosta dietro un negozio di fiori senza fiori n clienti: vegliardo con barba da Matusalemme, costretto su una sedia a rotelle, ma dispotico e collerico, che colpiva i suoi uomini a sentimento con un bastone. Una sorta di Zio Paperone sadico, insomma (e il riferimento non  casuale: ricordate la sua prima monetina, quella con cui aveva iniziato ad accumulare la sua fortuna zio Paperone come si chiamava?).

In casa, io e mia sorella attendevamo con ansia il giorno della messa in onda di Supergulp!, canticchiando la sigla di apertura (Fumettiintvuuuuuh!) e quella di chiusura, con un altro personaggio creato da De Maria, Giumbolo (una versione pi grottesca del Gongolo dei sette nani), che metteva allegria con il suo ritornello: Quando mi muovo i ballo nzolo, bazzon solo, poi gongolo e rigongolo la notte e il d.

Era inevitabile che volessi ritrovare lamato Alan Ford anche fuori dai ristretti recinti televisivi, di una TV che allora a casa mia era in bianco e nero, e per tutti con i soli canali Rai. Mentre la mia voglia di storie necessitava di una scorta quotidiana di libri e fumetti. E cos divenni una fedele cliente delledicola del quartiere e, una volta al mese, mi compravo e divoravo la mia copia di Alan Ford.

Nello stesso anno di Supergulp!, in cerca di altri fumetti, mi imbattei nel settimanale Il Giornalino, che allepoca era davvero il crocevia dei migliori fumettisti italiani. E cos, anche su consiglio della mia professoressa di lettere, mia mamma mi port alla Libreria Paoline che si trovava sotto i portici della cattedrale di La Spezia, a sottoscrivere labbonamento al Giornalino.

Dove incontrai altri grandi personaggi, come Larry Yuma, Pon Pon, Micromino, il commissario Spada...

Chi lavrebbe mai detto, allora, quando divoravo fumetti, articoli, rubriche e scrivevo le mie richieste a Zio Gi, che era per i bambini di allora lantesignano di Wikipedia, che il giorno del mio ventottesimo compleanno, giornalista professionista ormai da qualche anno, avrei varcato lingresso di via Giotto 36 per entrare a far parte della redazione del Giornalino, dove sono rimasta oltre ventanni?

E di grandi maestri del fumetto ne ho incontrati dal vivo moltissimi. Anche il disegnatore che affianc Max Bunker nella realizzazione di Alan Ford, ovvero Paolo Piffarerio. Ma non, ahim, Guido De Maria, che dopo la chiusura della parentesi di Supergulp! nel 1981 (era iniziata lera dei cartoni animati giapponesi, Heidi, Goldrake...) ha continuato a lavorare nel mondo del fumetto e negli anni Novanta fu condirettore del settimanale umoristico Comix, edito da Franco Cosimo Panini, insieme a Beppe Cottafavi.

E allora grazie, Guido, per aver portato i fumetti in TV e aver contribuito a indirizzare il mio destino.

Il tuo Giumbolo, il mago dei travestimenti Stanislao Moulinski e tutti gli altri eroi che mi hai fatto conoscere non li ho mai pi dimenticati. E voglio salutarti, perch hai avuto un lunga e bella vita che ha saputo donare gioia a milioni di bambini, con la battuta che pronunciava Nick Carter alla fine di ogni avventura:

Tutto  bene quel finisce bene. E lultimo chiuda la porta.