Papa Leone: Mettere il rumore in modalit silenziosa per ascoltare la Terra e il suo Creatore.


Dal 1 settembre al 4 ottobre torna il Tempo del Creato: cinque settimane per fermarsi, ascoltare Dio e impegnarsi perch ci che  stato usato per portare distruzione possa essere invece orientato alla vita, per la cura dei poveri, il nutrimento degli affamati e la salvaguardia del creato.

Annachiara Valle.

Farci canali di acqua viva della pace di Dio, che dona ristoro al nostro mondo ferito. Papa Leone, nella Giornata che segna, come scrive sul suo account Pontifex, linizio del Tempo del Creato  osservato dai cristiani di diverse Confessioni  il cui tema questanno  Acqua viva, ricorda che queste settimane, che si protrarranno fino al 4 ottobre, festa di San Francesco, ci chiedono di occuparsi della nostra casa comune con una conversione del cuore, affinch ci che  stato usato per portare distruzione possa invece essere orientato alla vita.

Il Pontefice celebra la messa per la Custodia della Creazione presso il Giardino della Madonnina del Borgo Laudato si, nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo. Qualche giorno fa aveva guidato la processione mariana sul lago di Albano chiedendo alla Vergine di incoraggiare in tutti il desiderio della pace dove cresce l'odio.

Un desiderio di pace che sottolinea anche in questo primo settembre, di fronte al laghetto del giardino che fa da cornice alla celebrazione. Il Papa invita a contemplare la bellezza, cos come suggerisce il libro della Sapienza, per riuscire ad apprezzarne lArtefice. E aggiunge che  superficiale fermarsi alla contemplazione del fuoco, del vento, dellacqua impetuosa o delle stelle del cielo senza risalire al Creatore di tanta meraviglia.

Cos il Salmo 18, scelto per questa celebrazione, ci sprona ad alzare lo sguardo per contemplare i cieli che narrano la gloria di Dio e il firmamento che annuncia lopera delle sue mani. Tutta la creazione ci parla della grandezza del Creatore, purch lo sguardo e il cuore siano aperti a tanto mistero.

Il Vangelo di Matteo, infine, ci invita alla contemplazione del creato, sottolineando lamore speciale del Signore per lessere umano. Ammirare tutto ci, spiega papa Leone, ci conduce a comprendere quanto sia grande lamore di Dio per noi. Se infatti il Signore non manca di assegnare sontuosa bellezza e provvedere quanto necessario a piante e animali, quanto pi sar attento alle esigenze dei suoi amati figli e figlie!.

Poi spiega che il Tempo del creato, il periodo di cinque settimane dedicate alla preghiera e allimpegno nella cura della casa comune che comincia il primo settembre, ci chiede di prendere qualche minuto di pausa dalla frenesia delle attivit quotidiane per gustare la grande armonia di cui siamo parte. Il Papa invita a mettere in modalit silenziosa tutti i rumori delle opere umane per ascoltare la voce melodiosa della creazione, in cui Dio, Autore di ogni cosa, ci parla.

 questa contemplazione che, favorendo lincontro con il Signore,  il primo passo verso unautentica conversione ecologica, in cui gli effetti dellincontro con Ges Cristo si manifestano con evidenza nel rapporto con il mondo che ci circonda.

Da questa contemplazione e dal rapporto con il Signore nasce la consapevolezza di quale sia il nostro posto nel mondo, quale sia la nostra responsabilit personale e collettiva nella custodia dellarmonia originale. Cos, dalla presa di coscienza delle nostre mancanze e dei nostri errori, nasce un impegno rinnovato a restaurare le relazioni tra le creature secondo la volont del loro Artefice.

Ricorda le parole che aveva usato nel suo messaggio per questa Giornata, quella chiamata profetica a forgiare le spade in vomeri, [] a trasformare ci che  male in vita, per spingere a una conversione perch ci che  stato usato per la distruzione pu essere reindirizzato verso la vita, per la cura dei poveri, il nutrimento degli affamati e la salvaguardia del creato.

Queste settimane fino al prossimo 4 ottobre, giorno in cui celebreremo lottavo centenario del Transito di San Francesco di Assisi ci ricordano anche papa Francesco e la sua Lettera Enciclica Laudato si che ha dato vita a questo Borgo che ci accoglie, sottolinea Leone. Che conclude la sua omelia chiedendo di unirsi spiritualmente al Poverello di Assisi facendo nostro il suo Cantico di lode:

Laudato sie, mi Signore, cum tucte le tue creature,

spetialmente messor lo frate sole, [].

Laudato si, mi Signore, per sora luna e le stelle [].

Laudato si, mi Signore, per frate vento [].

Laudato si, mi Signore, per soraqua [].

Laudato si, mi Signore, per frate focu [].

Laudato si, mi Signore, per sora nostra matre terra,

la quale ne sustenta et governa.

Cos, con San Francesco, dice Leone, vogliamo rinnovare il nostro impegno a vivere e promuovere quella fratellanza universale che  inseparabilmente unita al compito di custodire il creato.