Bordignon: Aumenta il costo della vita e i redditi non riescono a tenere il passo.


Una ricerca del Sole 24 dimostra come il potere di acquisto per le famiglie, ma anche per i single, sia diminuito del 30% anche sui beni quotidiani. In un momento in cui i genitori sono gi chiamati ad affrontare le spese per il ritorno a scuola.

Chiara Pelizzoni.

 avvilente leggere dell'erosione del potere d'acquisto delle famiglie emersa dall'ultima ricerca del Sole 24 ore con un aumento esponenziale proprio sui beni quotidiani come l'olio, la verdura, il riso Ne parliamo con Adriano Bordignon, presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari.

 avvilente leggere i dati sullerosione del potere dacquisto delle famiglie, soprattutto perch a pesare sono sempre di pi i beni essenziali, quelli che non possiamo semplicemente scegliere di non acquistare: dallolio alla verdura, dal riso agli altri prodotti del carrello quotidiano. Quando aumenta il costo della vita senza che i redditi riescano a tenere il passo, le famiglie sono costrette a comprimere consumi, rinunciare a servizi e rimandare progetti. E questo non  soltanto un problema economico: diventa un ostacolo concreto alla possibilit di costruire una famiglia e di avere figli.

Erosione che vale per le famiglie ma anche i single che non hanno il carico dei figli, ma nemmeno la possibilit delle monoporzioni

Lerosione del potere dacquisto riguarda tutti, famiglie e persone sole. Per i single, per, c un paradosso: non hanno il carico economico dei figli, ma nemmeno possono beneficiare delle economie di scala che una famiglia pu avere. Non esistono, nella vita quotidiana, monoporzioni davvero convenienti per tutto: dallabitazione alle utenze, dalla spesa ai servizi. Per questo dobbiamo smettere di ragionare per contrapposizioni e costruire politiche capaci di sostenere le diverse condizioni familiari, riconoscendo per che crescere dei figli comporta costi e responsabilit che oggi ricadono ancora troppo sulle singole famiglie. Questi costi delle famiglie poi si tramutano in un capitale umano di tutta la societ. Ecco il paradosso: c chi semina e cura, la famiglia, e chi si limita a raccogliere i frutti, la societ. Dimenticarlo  perlomeno un atteggiamento miope.

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Tornando alle famiglie questa fotografia del caro-carrello si aggiunge alla spesa ormai prossima dei libri che inizia gi dalla prima media... un retaggio degli anni Sessanta quando la scuola dell'obbligo finiva in quinta elementare...

Il caro-carrello arriva in un momento dellanno in cui le famiglie devono affrontare anche il ritorno a scuola, con una spesa che non si esaurisce nello zaino e nella cancelleria, ma comprende libri e materiali, trasporti e contributo volontario e numerose altre spese accessorie che diventano un impegno economico importante gi a partire dalla scuola secondaria di primo grado.  un sistema che porta con s un retaggio di quando la scuola dellobbligo terminava molto prima. Oggi lobbligo scolastico si  ampliato, ma il sistema di sostegni alle famiglie non si  adeguato. Se vogliamo davvero investire sui giovani e contrastare la povert educativa, dobbiamo fare in modo che il costo dellistruzione non diventi un ulteriore fattore di disuguaglianza. Anche i pi piccoli percepiscono questa ingiustizia. Alcuni giorni fa a cena con una famiglia di amici ho assistito a questo dialogo. Luca un ragazzo brillante di 8 anni e ad un certo punto ha detto alla mamma "Mamma ma perch devi pagare i libri di Bianca  la sorella maggiore - se tu e pap pagate le tasse?". La domanda allora che come padre mi faccio  se, come sistema Paese, stiamo facendo di tutto perch le nuove generazioni percepiscano listruzione come un bene primario per lItalia degli adulti.

I numeri dellIstat ci stanno dicendo con grande chiarezza dove stiamo andando. Nel 2050 le coppie senza figli saranno pi numerose di quelle con figli e il sorpasso, nello scenario mediano,  previsto gi nel 2047.  una fotografia che non possiamo leggere soltanto come una trasformazione dei modelli familiari: dietro questi numeri ci sono anche la denatalit, linvecchiamento della popolazione e soprattutto la difficolt, per tanti giovani, di realizzare il desiderio di diventare genitori. Se le coppie con figli passeranno dagli attuali 7,5 milioni a 5,8 milioni, non possiamo limitarci a prendere atto del fenomeno. Dobbiamo chiederci quali condizioni sociali, culturali ed economiche stiamo offrendo a chi vorrebbe costruire una famiglia. Serve cambiare la filosofia ed indossare gli occhiali delle relazioni comunitarie e della corresponsabilit generazionale per consegnare alle oprossime generazioni la migliore Italia possibile.

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Allora chiedo: che fare? Cosa stiamo aspettando?

Dobbiamo smettere di considerare la famiglia come una voce di spesa e iniziare a considerarla per quello che : un investimento sul futuro del Paese ed un elemento di coesione civica che merita di essere attivato. Spinto a offrire il meglio di s. Responsabilizzato ad attivare processi di cambiamento virtuosi. Servono politiche strutturali e non interventi occasionali: un fisco realmente pi favorevole alle famiglie con figli, servizi per linfanzia accessibili, sostegno alla casa, conciliazione tra lavoro e vita familiare e una scuola che non scarichi sulle famiglie costi sempre pi difficili da sostenere. Servono politiche sussidiarie e capacitanti. Serve alimentare il desiderio di contribuire al bene comune insieme al proprio bene personale. I dati demografici, sociali ed economici non ci stanno dando una scadenza lontana: ci stanno gi mostrando il Paese che avremo domani. La domanda, allora,  semplice: quanto ancora vogliamo aspettare prima di mettere davvero la famiglia al centro delle politiche economiche e sociali?.