POLITICA.

FUTURO NAZIONALE. L'ABORTO "NON  UN DIRITTO", PRO-VITA NEI CONSULTORI, ABROGAZIONE DELLE UNIONI CIVILI E STOP A CONTENUTI GENDER IN TV: COSA C' NELLA SECONDA PARTE DEL PROGRAMMA DI FUTURO NAZIONALE, di LORENZO STASI.

Vengono pubblicati il 24 agosto gli altri capitoli della "Base ideologica e programmatica" del partito di Vannacci: no all'eutanasia, cambio sesso su minorenni reato universale, ma anche educazione militare a scuola e soldati contro il degrado in citt.

Laborto? "Non  un diritto. Le associazioni pro-vita che devono entrare nei consultori, la pillola non deve essere somministrata in regime ambulatoriale o domiciliare. Ma anche labrogazione delle unioni civili, lo stop a contenuti gender e omosessuali in tv (per quasi tutta la giornata), no alleutanasia e al suicidio assistito.  il cuore della seconda parte della "Base ideologica e programmatica" di Futuro Nazionale, online da oggi sul sito del partito di Roberto Vannacci: un capitolo su demografia, famiglia, vita e identit che ridisegna - in peius - il perimetro dei diritti civili. 

Il punto di partenza  la legge 194, che Vannacci vuole ri-orientare sulla prevenzione dell'aborto e sul sostegno alla maternit. Nei consultori entrerebbero le associazioni pro-vita; alle donne andrebbe garantita "l'informazione sul battito fetale", l'ascolto del cuore del nascituro prima della scelta; poi aiuti economici alle gravidanze difficili, adozione prenatale con la "culla vuota", sostegno alle case rifugio per donne incinte vulnerabili e l'obbligo della "culla per la vita" in ogni ospedale con maternit.

Il salto vero, per,  giuridico. Il concepito diventa "soggetto titolare di interessi giuridicamente tutelati": riconosciuto gi in gravidanza per bonus e agevolazioni, dalle borse di studio alle case popolari, con aggravanti per i reati contro donne incinte che ne provochino la perdita. Sul piano istituzionale si propone la nascita di un ministero della Vita, della Famiglia naturale e dell'Identit, listituzione della Giornata nazionale della Vita nascente, il 25 marzo, e un Piano nazionale per la vita nascente e la prevenzione dellaborto.

Sul fronte famiglia la proposta pi netta  l'abrogazione delle unioni civili. Il modello da sostenere con fisco, casa, nidi e congedi  quello "naturale", fondato sull'unione tra uomo e donna, e l'unico istituto di coppia resta il matrimonio, legato "al rilievo pubblico della potenza procreativa. "Il matrimonio rimane l'unico istituto di coppia, perch solo la procreazione ha rilievo pubblico", sintetizza Vannacci presentando il documento.

Nella stessa direzione lo stop ai contenuti "gender" e omosessuali in tv, dalle 6 alle 23, e la proposta di rendere reato universale - perseguibile cio anche se commesso all'estero - il cambio di sesso sui minorenni.

Nessuna apertura sul fine vita: linea "pro-vita dal concepimento alla morte naturale", no a eutanasia e "omicidio del consenziente (dalla sinistra detto suicidio assistito)". Cure palliative da applicare davvero - oggi precluse, sostiene il partito, al 70% degli aventi diritto - e idratazione e alimentazione mai pi considerate terapie: "nessuno potr pi esser fatto morire intenzionalmente di fame e di sete". Sospendibili solo i trattamenti "oggettivamente sproporzionati.

Sullo sfondo la "crisi demografica", indicata come "principale emergenza nazionale": a Bruxelles si chiederebbe una deroga al Patto di Stabilit per le spese di riattivazione demografica, in alternativa a Green Deal e ReArm Eu. Nel pacchetto il quoziente familiare, il "Reddito di Rinascita" per le madri, il "Mutuo Tricolore" senza interessi dal terzo figlio e le "quote azzurre" nei trasferimenti dei dipendenti pubblici con famiglie numerose. 

Sulla difesa il partito "rigetta con fermezza" il 5% del Pil fissato dalla Nato e dice no al prestito europeo Safe, nuovo debito legato alle priorit di Bruxelles: le risorse devono rispondere alle "reali necessit strategiche italiane". Sui confini torna in campo la Marina, con "pattugliamenti e interdizioni mirate" nel Mediterraneo contro l'immigrazione illegale; s agli obblighi verso gli alleati aggrediti, no agli interventi per "esportare la democrazia", con priorit alla diplomazia.

Capitolo forze armate in casa. Nelle superiori arriverebbero moduli di "educazione alla difesa e alla sicurezza nazionale", per avvicinare gli studenti alla carriera militare e intercettare "i migliori giovani con i caratteri adeguati", pi campi volontari di "educazione militare con valenza civica". E l'Esercito nelle citt, accanto alla polizia, nelle aree con "elevati livelli di criminalit e degrado" e a presidio di infrastrutture strategiche e luoghi sensibili: l'obiettivo  riaffermare "presenza, controllo e legalit" dello Stato.