OPINIONI.

FACCIAMO ECO. DIFENDERE I BOSCHI PER NON SOFFOCARE TRA CALDO E CEMENTO, di GIUSEPPE DE MARZO.

Solo con uno stop al consumo di suolo possiamo conservare gli spazi verdi e migliorare le nostre vite.

Due metri quadrati e mezzo ogni secondo.  la quantit naturale di suolo che cementifichiamo, denuncia lultimo rapporto Ispra. Chilometri quadrati di terra fertile vengono trasformati in superfici impermeabili. Riscaldando ulteriormente laria, perch asfalto e calcestruzzo accumulano il caldo durante la giornata per poi rilasciarlo la notte, alimentando il fenomeno delle isole di calore urbano. Consumo di suolo che non solo fa salire le temperature nelle nostre citt ma ci espone a rischio alluvioni. Il cemento, infatti, non essendo in grado di drenare acqua finisce per aumentare il carico sulle reti fognarie. Fermare il consumo di suolo, riportare il verde nelle citt, ripensare lurbanistica, modificare i consumi energetici per adattarci e mitigare gli effetti della crisi climatica sono obiettivi politici prioritari da raggiungere se vogliamo tornare a respirare. Invece, nellestate pi calda della storia c ancora chi continua ad abbattere alberi e boschi. Dovremmo difenderli e curarli, come stanno facendo da tempo i cittadini di Reggio Emilia. Dallo scorso 3 agosto hanno infatti bloccato con un presidio permanente le ruspe che volevano distruggere il Bosco Ospizio, al cui posto lamministrazione comunale a guida Pd ha preferito un centro commerciale. 

Parliamo di unarea verde cresciuta spontaneamente nello spazio dove una volta cera lospizio cittadino, sulla via Emilia andando verso Modena. Dopo decenni di rinaturalizzazione  diventata unarea boschiva di 45 mila mq. Un enorme polmone verde oggi minacciato dallennesimo centro commerciale. Il progetto, reso possibile da un accordo siglato nel 2015 tra il Comune e la Conad, prevede la realizzazione di edifici, parcheggi e viabilit che porterebbero a impermeabilizzare 31 mila mq. Vorrebbe dire abbattere il 70% del Bosco Ospizio. Nel 2024 cittadini e associazioni hanno dato vita allAssemblea Permanente del Bosco Ospizio per impedirne la distruzione. Nonostante la raccolta firme per ottenere un consiglio Comunale aperto in cui discutere la mozione popolare, la maggioranza ha scelto di bocciarla ancora prima della discussione pubblica e di andare avanti con la cementificazione. Alla faccia dell'ascolto e della partecipazione, salvo poi lamentarsi della scarsa affluenza al voto. Anche la scienza si  schierata accanto a chi legittimamente impedisce alle ruspe di avanzare, dal prof Francesco Reyes al presidente della societ meteorologica italiana, Luca Mercalli. Ricordano allamministrazione comunale limportanza del Bosco, che rappresenta unarea di biodiversit unica in grado di mitigare gli effetti del riscaldamento e garantire spazio vitale ad anfibi a rischio estinzione. In una pianura fortemente urbanizzata come Reggio Emilia aree come quella del Bosco Ospizio sono indispensabili per la nostra sopravvivenza. Abbatterlo sarebbe un errore gravissimo. La gestione e la programmazione urbanistica dovrebbero garantire consumo di suolo zero, dando la priorit in edilizia a riuso, riqualificazione e riconversione di ci che gi esiste. Solo cos possiamo salvaguardare gli spazi verdi rimasti e migliorare le nostre vite. Il centrosinistra su questo si era impegnato ma lo studio dei dati nelle citt, a partire da Roma e Milano, ci dicono che ha preferito la lobby del cemento ai cittadini. Limpossibilit di garantire lo stop al consumo di suolo  la prova evidente di come non sia possibile conciliare oggi il modello estrattivista con i diritti delle persone e dellambiente. 

Difendere oggi boschi ed ecosistemi equivale a difendere linteresse generale e i diritti delle generazioni che verranno. A Reggio Emilia come in tutta Italia. Facciamo Eco!