OPINIONI.

RESISTENTI. LA TUTELA DEGLI ORTI COME MODELLO DI RIGENERAZIONE, di DILETTA BELLOTTI.

Larea dismessa di Livorno  tornata Parco. Ma lipotesi di nuova edilizia ha ripreso vigore. Come le proteste.

Loccupazione degli Orti Urbani a Livorno inizia il 19 ottobre 2013 sulla spinta del comitato Precari e Disoccupati dellEx Caserma. Larea dove sorge il Parco  un terreno di circa 6 ettari adiacente a via Goito, nel centro di Livorno. Fino al 1973 il terreno era adibito ad attivit seminativa, tramutato poi in area per servizi e, infine, in area edificabile sul 20% del totale. Loccupazione si organizz su un terreno che per pi di trentanni era passato da una cooperativa edile allaltra, senza che nulla venisse costruito e che, di fatto, si era trasformato in una discarica a cielo aperto. Gli orti essenzialmente furono creati come modo per mantenere un presidio permanente contro la cementificazione, spiega un militante livornese attivo negli Orti. Dopo i vari passaggi di progetti arenati, lultima formula di edificazione sembra tendere ancora pi verso la cementificazione. Si tratta del progetto della ditta livornese Frangerini che ha acquisito il terreno lo scorso giugno e che ora deve affrontare le resistenze locali. La cittadinanza livornese, con il sostegno di Asia-Usb, Potere al Popolo e Buongiorno Livorno, non demorder molto facilmente:  un luogo vitale per laggregazione e la vivibilit della citt. 

Non ci interessa che poi ci facciano un pratino allinglese su un improbabile 80% del territorio, al momento questarea, come certificato anche da studi della Lipu, ospita decine di specie animali in un habitat unico in citt che verrebbe distrutto dal cantiere, afferma il Collettivo. Il parco  organizzato in 120 piccoli orti con scopi di sussistenza e piccolo reddito. Gli Orti sono accessibili a tutta la cittadinanza e organizzati con la formula prendo qualcosa, semino qualcosa e sono stati piantati circa 80 alberi da frutto. Negli anni il Parco ha visto sorgere diverse aree di ristoro, un forno dargilla, un parco giochi e un anfiteatro in paglia. Gli Orti Urbani ospitano un roveto ed un canneto che permettono la nidificazione di diverse specie di uccelli. E, ad oggi, sono centinaia i livornesi che usufruiscono di questo bene comune, dei suoi spazi e dei suoi prodotti. Continuano anche a crescere le proposte di socialit e politica dal basso del collettivo degli Orti e dei cittadini che desiderano usufruire del verde. E c di pi. Sono ancora vive le immagini delle alluvioni del 2017 a Livorno, fecero morti e feriti. Il quartiere degli Orti Urbani fu risparmiato proprio perch quei sei ettari di vegetazione e terreno drenarono il grosso dellacqua, limitando in maniera massiccia i danni.


Un polmone verde allinterno di una citt ormai non  solo una questione di salute pubblica, ma una vera e propria strategia di adattamento e mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Chi lotta per tutelare questo spazio indica il migliaio di appartamenti vuoti in citt, sottolinea che i desideri e le urgenze locali sono ben diverse e che contano pi di qualsiasi progetto di speculazione. Ci stiamo organizzando: le assemblee degli ultimi mesi sono frequentate da un centinaio di persone. Tante organizzazioni, realt politiche e singoli, si stanno occupando per allestire eventi e strumenti di difesa per resistere e respingere ogni tentativo di speculazione e cementificazione dellarea, racconta il Collettivo. Dal 3 settembre  stato chiamato un campeggio di supporto agli Orti, il 5 settembre  prevista invece la manifestazione in citt.