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LA PROVOCAZIONE. "GAZA NON  IN VENDITA". SUL PRATO DEL GOLF CLUB NEL RESORT A CINQUE STELLE DI TRUMP IN SCOZIA UNA SCRITTA PROVOCATORIA. GLI ATTIVISTI ORA SAREBBERO ACCUSATI DI "TERRORISMO", di VALENTINA ROMAGNOLI.

L'ennesima azione contro la politica aggressiva del presidente degli Usa. Dietro il graffito ci sarebbe Palestine Action.

Prima erano le pale eoliche, ora una scritta bianca che dice: "Gaza non  in vendita". Un graffito  comparso sul prato verde perfettamente tagliato all'inglese del Golf club di Donald Trump in Scozia, il Turnberry, dove sorge anche uno dei suoi hotel a cinque stelle.  

I fatti risalgono alla notte tra il 7 e l'8 marzo 2025. Il clubhouse del resort  stato imbrattato con vernice, alcune buche del prestigioso Ailsa Course sono state scavate e cosparse di erbicida, e sul prato  comparsa a lettere cubitali la scritta "Gaza is not 4 sale". Danneggiati anche l'impianto di irrigazione e un lampione. L'azione arrivava nel pieno delle polemiche seguite alle dichiarazioni di Trump sulla possibilit per gli Stati Uniti di "prendere il controllo" di Gaza. A distanza di quasi un anno e mezzo, quella scritta  tornata d'attualit, perch sette persone accusate del blitz dovranno rispondere anche di un'aggravante per "connessione terroristica". Come riportano Guardian e New York Times.

Il motivo per cui la vicenda torna in prima pagina proprio adesso  procedurale. Dopo l'incidente, gli arresti e le prime incriminazioni erano avvenuti con rito sommario davanti all'Ayr Sheriff Court, con la sola accusa "ordinaria" di malicious mischief, senza alcun riferimento al terrorismo. Nel frattempo la procura ha proseguito le indagini e ha elevato il procedimento alla High Court di Glasgow - che di solito  riservata ai reati pi gravi, con giuria - depositando un atto d'accusa di 16 pagine.  in questo nuovo documento, reso pubblico in vista dell'udienza preliminare del 31 agosto 2026, che compare per la prima volta la richiesta di applicare l'aggravante di "connessione terroristica". L'inclusione non equivale a un accertamento di colpevolezza: dovr essere provata in giudizio.

Huda Ammori, co-fondatrice di Palestine Action, ha postato su X il video del graffito ripreso dall'alto, sostenendo che le accuse dimostrerebbero il tentativo della procura di compiacere Trump e il premier israeliano Netanyahu, rivendicando che l'azione fosse volta a fermare il flusso di armi verso Israele.

Secondo l'atto d'accusa, i sette imputati - Kieran Robson, Uzma Bashir, Ricky Southall, Autumn Taylor Ward, Rebecca Sian Davies, John Moxley e Dylan Chiaramello - risponderanno di danneggiamento doloso, aggravato secondo l'accusa dalla "connessione terroristica", appunto: una qualifica che in Scozia pu accompagnare vari reati quando si ritiene che l'azione fosse finalizzata a influenzare un governo o intimidire la popolazione per ragioni politiche, religiose o ideologiche.

Il Guardian non nomina tuttavia il gruppo Palestine Action, ma la rivendicazione risale a quel weekend di marzo 2025. Il gruppo dichiar pubblicamente di essere responsabile del blitz, descrivendolo come risposta ai piani statunitensi su Gaza, e pubblic foto e riprese drone dei danni. Trump comment l'arresto del primo sospettato su Truth Social definendo gli autori "terroristi".

Palestine Action  stato proscritto il 5 luglio 2025, quasi quattro mesi dopo Turnberry: il fattore scatenante fu un altro episodio, l'irruzione nel giugno 2025 nella base Raf di Brize Norton, dove alcuni membri spruzzarono vernice rossa su due velivoli militari. Secondo documenti citati da Declassified Uk, solo tre episodi su 385 azioni attribuite al gruppo soddisfacevano la soglia legale per la proscrizione, riguardanti soprattutto danni a fabbriche di armamenti e infrastrutture militari. Turnberry fece parte del clima di tensione che port alla proscrizione, ma non ne fu la causa diretta, e non essendo il gruppo ancora bandito a marzo 2025, i sette imputati in questo processo non possono comunque essere accusati di appartenenza a un'organizzazione proscritta.
La messa al bando resta contesa nei tribunali: giudicata illegittima dall'Alta Corte a febbraio 2026,  stata poi ripristinata dalla Corte d'Appello il 15 giugno, mentre la Corte Suprema ha concesso un ulteriore appello atteso entro fine anno. Ad oggi Palestine Action resta comunque proscritta, e dichiararsi membro o sostenerla pubblicamente resta reato - una misura contestata da Onu, Amnesty International e Liberty, secondo cui equiparare danni a fabbriche d'armi al terrorismo di gruppi come Isis o al-Qaida sarebbe un uso improprio della legislazione antiterrorismo.