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LA PROPAGANDA. I RISERVISTI ISRAELIANI STANNO CONDUCENDO UNA CAMPAGNA DI PROPAGANDA DAVANTI ALLE UNIVERSIT STATUNITENSI: "SIAMO UMANI. SIAMO STATI A GAZA, CHIEDICI QUELLO CHE VUOI", di VALENTINA ROMAGNOLI.

Una serie di banchetti con cartelli e bandiere vicino ad alcuni dei maggiori atenei degli Usa. L'organizzazione collabora ufficialmente con il ministero degli Esteri di Tel Aviv. L'accusa: "State facendo il lavaggio del cervello".

Si chiama "Frontline Advocates" e su instagram conta poco meno di 8 mila follower e - come si legge nella bio - una collaborazione diretta con il ministero degli Esteri israeliano. Si tratta di una manciata di giovani riservisti dell'esercito (Idf) impegnati in una battaglia "contro l'antisemitismo". Un'organizzazione propagandistica che nelle ultime settimane  impegnata in un tour di alcune delle maggiori universit statunitensi - in primis la Columbia - con l'obiettivo di diffondere l'idea che Israele, in realt, sarebbe la "vittima" del 7 ottobre e che l'obiettivo primario del governo di Tel Aviv sia quello di mettere d'accordo le parti, pensando al bene di tutti.  

"Siamo riuscite a fornirvi una prospettiva diversa?", chiede una ragazza in un video online alla fine di una discussione con due avventori del banchetto. "La ragione per cui siamo qui  che spesso molte persone nel mondo non ci vedono come esseri umani, e questo ci fa male. Siamo persone reali, siamo brave persone", sottolinea poi la stessa giovane. Sul banchetto troneggia la bandiera israeliana. 

Un altro video diffuso dalla stessa pagina ha toni decisamente meno pacati. Si vede Chris Smalls, attivista sostenitore della causa palestinese, che  stato anche a bordo della Flotilla, discutere con i giovani riservisti israeliani. "La vostra  un'oppressione sistematica. State facendo il lavaggio del cervello", dice. Dietro il banchetto le ragazze lo riprendono con lo smartphone. Sulla pagina dell'organizzazione non ci sono solo foto e video della campagna fuori dalle universit. In un altro video, due membri della Frontline Advocates si intrufolano sotto copertura a un evento a un evento a favore dei diritti dei palestinesi al Center for Jewish Nonviolence a Staten Island. Durante il talk degli attivisti, si vedono i due intervenire accusandoli di "lavaggio del cervello". I toni si alzano e i due vengono accompagnati alla porta.

Frontline Advocates non  un format del tutto nuovo. Da anni realt come StandWithUs, con il suo Israeli Soldiers Tour, o Reservists on Duty, portano ex soldati israeliani nei campus nordamericani per dare "un volto umano" alle forze armate e contrastare quella che loro definiscono una narrazione ostile. In questo caso per c' un elemento inedito, cio il confronto aperto, il dialogo anche con chi la pensa diversamente.