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 MORTO RATKO MLADIC, IL BOIA DI SREBRENICA CHE MASSACR PI DI 8MILA PERSONE NELLA GUERRA IN BOSNIA: SCONTAVA L'ERGASTOLO DAL 2017, di GABRIELE RAGNINI.

Il generale serbo-bosniaco, condannato all'ergastolo nel 2017 per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanit,  morto a 84 anni in un ospedale dell'Aia. Scontava la pena nel carcere di Scheveningen dopo essere rimasto latitante per sedici anni. Pochi giorni fa i giudici avevano respinto l'ennesima richiesta di scarcerazione per motivi umanitari presentata dal figlio.

Erano i giorni dellingresso a Srebrenica da parte dellesercito serbo-bosniaco, nel luglio 1995. Ratko Mladic, una volta fatta irruzione, si rivolse al popolo serbo e offr la citt liberata in dono. Appena dopo, i suoi uomini iniziarono lesecuzione sistematica di migliaia di prigionieri: un massacro che la Corte internazionale di Giustizia avrebbe riconosciuto solo nel 2007 come genocidio. Il generale che ordin quella strage di oltre 8mila uomini e ragazzi bosgnacchi  morto il 27 agosto in un ospedale dellAia, nei Paesi Bassi, dopo mesi in cui le sue condizioni di salute erano sempre pi precarie.

Portava un pacemaker, visto che i suoi reni erano ormai compromessi per via dellictus accusato lo scorso aprile. Ratko Mladic stava scontando dal 2017 lergastolo nel carcere olandese di Scheveningen, condannato per genocidio, crimini contro lumanit e crimini di guerra dal Tribunale penale internazionale per lex Jugoslavia. La sentenza era stata confermata in appello nel 2021. 

Suo figlio, Darko, aveva pi volte chiesto la scarcerazione anticipata per motivi umanitari: sosteneva che il padre fosse ormai in fin di vita e non rappresentasse alcun pericolo di fuga. Lultima richiesta era stata respinta il 20 agosto scorso dalla presidente del Meccanismo residuale internazionale per i tribunali penali, Graciela Gatti Santana, secondo cui le condizioni cliniche non giustificavano una misura eccezionale come la scarcerazione anticipata. Passata appena una settimana, la corte non ha pi dovuto pronunciarsi su nulla.

CHI ERA RATKO MLADIC, IL BOIA DI SREBRENICA.

Nato nel 1942 in un villaggio nei pressi di Kalinovik, in Bosnia Erzegovina, Mladic entr giovanissimo nellesercito jugoslavo e partecip alla guerra in Croazia del 1991 prima di diventare, lanno successivo, comandante dellesercito della Republika Srpska, lentit che i serbi di Bosnia avevano creato in opposizione allindipendenza del Paese dalla Jugoslavia. Lo guid attraverso il conflitto pi sanguinoso nato dalla dissoluzione jugoslava: oltre 100mila morti e due milioni di sfollati dal 1992 al 1995. Il suo nome resta legato anche allassedio di Sarajevo, durato quasi quattro anni, il pi lungo della storia moderna. 

Mladic riusc a evitare larresto per sedici anni, protetto prima dai servizi di sicurezza serbi durante il regime di Slobodan Milosevic - quando si sentiva abbastanza sicuro da frequentare ristoranti e stadi a Belgrado - e poi, con la caduta di questultimo e lavvicinamento della Serbia allUnione Europea, da una rete pi ristretta di vecchi fedelissimi. Fu catturato il 26 maggio 2011, nascosto nella casa di campagna di un cugino a Lazarevo, un paesino di tremila abitanti nel nord del Paese. 

Il giornalista britannico Julian Borger, che ha ricostruito la caccia ai criminali di guerra balcanici in un libro dedicato al tema, descrisse cos gli ultimi anni della sua latitanza: Il fuggitivo aveva perso poco a poco la propria dignit e il proprio prestigio. Era passato dallessere un ospite Vip nei circoli militari serbi a diventare un vecchio malato e trascurato, circondato dalle ragnatele in una casetta di campagna. Pochi giorni dopo larresto fu trasferito allAia, dove il processo si apr e si concluse sei anni pi tardi con la condanna definitiva.  

Restano irrisolti, tuttoggi, molti dei conti che Srebrenica non ha mai smesso di presentare. Circa 1600 vittime non hanno ancora un nome: sono i corpi dispersi nelle fosse comuni o quelli mai ritrovati nei boschi lungo la Drina. Il presidente della Republika Srpska, Milorad Dodik, continua a definire una falsa narrazione la qualifica di genocidio attribuita al massacro dai tribunali internazionali. Eppure lo stesso generale Radislav Krstic, condannato insieme a Mladic e ancora detenuto in Olanda, ha ammesso che le forze del mio esercito commisero un vero genocidio contro i musulmani di Bosnia.
