ECONOMIA.

DISUGUAGLIANZE. LEDUCAZIONE DISUMANA CHE GENERA RISCHI, di ALESSANDRO LONGO.

L'intelligenza artificiale permette di aiutare la crescita dei bambini. Ma il prezzo da pagare potrebbe essere una societ dove le relazioni umane diventano un lusso riservato a pochi.

Il mio timore maggiore: un futuro in cui solo i bambini delle famiglie benestanti avranno uneducazione puramente umana. Gli altri saranno affidati allintelligenza artificiale. Un po come adesso con il cibo biologico, che  prerogativa di pochi, mentre i pi poveri vivono di cibo spazzatura.

Dana Suskind  una neurochirurga americana. Il suo libro, uscito a luglio, ha attirato lattenzione della critica statunitense perch ha un raro pregio: offre soluzioni pratiche a genitori e educatori, su come scongiurare il rischio di infanzie disumane.

Il titolo: Crescere umani, coltivare relazioni, curiosit e apprendimento permanente nellera dellintelligenza artificiale (nostra traduzione; il libro non  ancora in italiano).

Perch lintelligenza artificiale  diversa dalle tecnologie precedenti?

Anche le tecnologie passate hanno influenzato il nostro modo di pensare e di relazionarci. Ma erano prevalentemente passive, a senso unico. LIa generativa (tipo Chatgpt), invece, risponde, conversa. Simula empatia, persino. E pu essere un disastro, se dallaltra parte c un bambino. Lo dice la scienza: nei primi anni di vita, linterazione con gli altri contribuisce materialmente a costruire il nostro cervello. Si parla molto di come lIa cambier il lavoro o la democrazia; molto meno del fatto che potrebbe cambiare chi siamo.

Che cosa accade nel cervello di un bambino quando una macchina simula una relazione?

Il bisogno di connessione  una spinta primaria, paragonabile alla fame. Nei primi tre anni si costruisce circa l85 per cento della struttura fisica del cervello. La neuroscienziata Patricia Kuhl ha descritto il social gate: un meccanismo biologico che porta i bambini a imparare attraverso uno scambio sociale caldo e responsivo.  anche per questo motivo che apprendono poco dagli schermi tradizionali. LIa, per, sembra avere trovato una chiave capace di aprire quel cancello, perch reagisce e pu essere interpretata come un interlocutore umano. Gi a sei mesi un bambino pu reagire a un robot come se avesse davanti una persona. Non significa che lIa sia necessariamente negativa, ma che dobbiamo decidere con estrema attenzione che cosa lasciar entrare nel cervello in formazione.


Quali sono i rischi?

Gli attuali compagni artificiali, a differenza dei genitori, tendono a essere compiacenti: il bambino ha quasi sempre ragione.  come abituarsi agli snack alla frutta: poi non si riesce pi a mangiare una mela; la si trova troppo faticosa da masticare. Potremmo cos cominciare a preferire interlocutori artificiali, sempre disponibili, alle persone reali. Nel libro racconto il caso di Moxie, un robot sociale disattivato dopo il fallimento dellazienda: in un video una bambina piange quando il padre le spiega che il suo compagno non funzioner pi.  un aneddoto, ma coerente con gli studi sullattaccamento dei pi piccoli a questi oggetti.

Veniamo al pratico. C unet sotto la quale sconsiglia compagni artificiali e giocattoli conversazionali?

LIa non  ununica cosa. Ci sono prodotti utili e altri paragonabili agli alimenti ultra-processati. Se parliamo di chatbot-compagni, peluche conversazionali o prodotti che promettono di diventare il primo migliore amico del bambino, non li considero appropriati sotto i cinque anni. Mantengo forti riserve anche durante ladolescenza. Gi oggi, circa il 70 per cento degli adolescenti usa chatbot in veste di amici e confidenti. Positivo invece  luso scientificamente guidato dellIa per aiutare bambini con difficolt specifiche, come dimostrano studi delluniversit di Chicago.


Cosa devono sapere genitori e educatori?

Di base dobbiamo ricordare che la connessione umana  insostituibile: non  un lusso, ma una necessit biologica. Bisogna chiedersi: questo strumento di Ia aiuta il bambino a crescere? Supporta genitori, insegnanti nel proprio ruolo? O li sostituisce? Esempi positivi ci sono gi: in medicina lIa ci consente di guardare e ascoltare il paziente mentre il sistema registra, trascrive ed elabora la conservazione. Ci libera tempo da dedicare alla relazione con il paziente. La differenza  tra una tecnologia che mira a un beneficio umano preciso, e un prodotto costruito soprattutto per aumentare coinvolgimento, tempo duso e profitti. Come da anni avviene con i social e, ora, con i chatbot pi diffusi.

Ma come pu un genitore capire se uno strumento potenzia la relazione oppure la sostituisce?

Propongo un test basato su domande. Chiedersi: lo strumento rafforza la connessione umana, stimola conversazioni e gioco condiviso, oppure isola il bambino? Riduce il carico mentale delladulto e gli permette di essere pi presente? Offre qualcosa che il genitore non pu fornire? Lascia ladulto al posto di guida?  coerente con il tipo di infanzia che vogliamo costruire? Altre domande utili: per che cosa il prodotto  stato progettato, con quali dati  stato addestrato, quali valori insegna? Un peluche che parla indefinitamente con il bambino pu non superare il test; uno strumento specifico, usato con un adulto per una necessit precisa, potrebbe invece superarlo.

Milioni di studenti usano gi ChatGPT per studiare e svolgere i compiti. Qual  il rischio principale?

Per imparare abbiamo bisogno di attrito: scrivere, cercare le fonti, leggerle, formulare un pensiero. Abbiamo bisogno, ancora una volta, di masticare. Il paradosso  che un uso eccessivo dellIa pu erodere proprio le competenze di cui i ragazzi avranno pi bisogno in futuro: quelle non automatizzabili perch basate su senso critico e curiosit umane.

Teme anche una nuova forma di disuguaglianza?

Se progettata per sostenere le relazioni, lIa potrebbe ridurre i divari. Ma la connessione umana rischia di diventare un bene di lusso. Indizio significativo: molti guru della tecnologia scelgono per i figli scuole a bassa tecnologia; vietano o limitano molto luso di schermi a casa. Lo faceva Steve Jobs e ora lo fa il padre di Chatgpt, Sam Altman. Le famiglie con meno tempo e risorse potrebbero invece essere spinte verso sostituti artificiali.

 accaduto con il cibo ultra-processato: economico e presentato come soluzione, ma con conseguenze concentrate nelle comunit pi fragili. Non possiamo permettere che uninfanzia cresciuta dagli esseri umani diventi un privilegio. Altrimenti, ai divari nella lettura, nel linguaggio e nellistruzione si aggiungeranno quelli nello sviluppo sociale e nella capacit di entrare in relazione con gli altri.


Che cosa dovrebbero fare governi e imprese tecnologiche?

Servono protezioni adeguate alle diverse fasi dello sviluppo. Un seggiolino per neonati non  uguale a quello per un bambino di tre anni: allo stesso modo non possiamo trattare tutti i minori e tutte le applicazioni dellIa come se fossero identici. Serve un quadro basato sulla scienza dello sviluppo per stabilire ci che  accettabile a ogni et.

Anche gli incentivi delle aziende contano: se lobiettivo  soltanto il profitto, il design sar diverso da quello orientato al benessere umano. Alcune grandi aziende tecnologiche mi hanno gi contattata, dopo luscita del libro.  un segnale incoraggiante, di consapevolezza e senso di responsabilit, anche se non dobbiamo essere ingenui.

Dobbiamo cercare di rimanere ottimisti. I genitori possono ancora scegliere tutti gli strumenti che possono semplificare la vita e al tempo stesso rifiutare quelli che giudicano incompatibili con i propri valori e con lo sviluppo dei propri figli. Lottimismo  sempre necessario. Perch avere figli  gi un atto di speranza. E il futuro potr andare bene se decidiamo di costruirlo in questo modo.