CULTURA.

LE GAUDENTI NOTE. VIDEOCLIP, CHE NOSTALGIA. LO STRAPOTERE DEI SOCIAL HA CONDANNATO A MORTE I FILMATI CHE LANCIAVANO LE CANZONI, di GINO CASTALDO.

A scorrere le clip dei pezzi in circolazione c da mettersi le mani nei capelli. Esempi sparsi.

Social killed the video stars? Parafrasando la celebre canzone che pi di quarantanni fa inaugur lera dei videoclip, sembrerebbe che la nemesi abbia ribaltato il paradigma. Nel clima da Valtur che oggi affligge la musica italiana c da registrare anche labbattimento del cosiddetto valore aggiunto che storicamente lavvento del videoclip avrebbe portato nel mondo della musica. A quanto sembra nessuno ha pi voglia di investire sui video, che hanno perso valore, eppure se ne fanno ancora.  

Linvasione selvaggia dei social ha disegnato altri scenari per gli artisti, ma a scorrere le clip dei pezzi in circolazione c da mettersi le mani nei capelli. Esempi sparsi. Per illustrare la sua Da Dio, Bresh ha realizzato una specie di filmino domestico con la fidanzata, o chi per lei, ripresa in tutte le pose, un video talmente brutto da far pensare che sia ironico, ma non  cos chiaro. Per la sua Flamenco paranoia, Samurai Jay ha scelto un giretto intorno al Duomo di Milano in cui saluta i fan e concede selfie. Perfino Madame cede alla banalit pi assoluta. Per Mama non mama ha realizzato un video con la dicitura Real party official video, e quello , ovvero lei che canta per tutto il tempo della canzone in mezzo a una festa con la gente che le balla intorno. In confronto a queste amenit, Al mio paese di Serena Brancale, Levante e Delia sembra un film di Wenders. Per non dire di Bossa nostra di Gaia. Al di l di queste e altre poche eccezioni regna un senso di sciatteria imbarazzante. Da una parte  comprensibile. I videoclip hanno perso di efficacia, servono meno di un tempo. La velocit dei social, soprattutto Tik Tok che  diventato, anche se nessuno lo dice apertamente, il maggior canale promozionale, impone altre logiche, tempi brucianti, linguaggi spezzettati e rapidi: ma allora perch ostinarsi a farli? Meglio astenersi piuttosto che produrre filmati talmente scarsi da essere unoffesa alla dignit delle canzoni. La rivoluzione della videomusica inizi il primo agosto del 1981. Nacque Mtv e il primo video trasmesso fu appunto Video killed the radio star, che con uno spietato slogan annunciava che le star che si limitavano a cantare avrebbero avuto le ore contate. Non fu cos, per fortuna, ma  vero che le star dovettero adeguarsi e nacque quella che sembrava e poteva essere una nuova arte. Ora siamo alla fine. Mtv ha chiuso i battenti, la logica dei social ha imposto le sue regole, le immagini sono qualcosa che si gestisce direttamente dai telefonini, ma il rischio  che, anche sul piano visivo, le star si sforzino di assomigliare sempre di pi ai social, ovviamente al livello pi basso, perch al peggio, se non si combatte, non c mai fine.