CULTURA.

COLPO DI SCENA. HABIL DELLE CITT RIPORTA AL CENTRO IL TEMA DELLA LEGGE E DELLA MORALE E LA FUNZIONE DEL TEATRO, di FRANCESCA DE SANCTIS.

Unagor in cui condividere sguardi e riflessioni. Il nuovo spettacolo del Teatro dellArgine pone un tema centrale, quello della responsabilit, a cui non ci si pu sottrarre.

Di chi  la colpa se un ragazzino uccide un coetaneo per un cellulare caduto da una tasca? Di chi  un morto ammazzato? Non pretende di dare risposte Habil delle citt, il nuovo spettacolo del Teatro dellArgine, ma pone un tema centrale, quello della responsabilit, a cui non ci si pu sottrarre. E questo  il primo punto a favore di un lavoro che fa parte del pi ampio progetto Politico Poetico (unindagine sulladolescenza) e che chiama in causa ogni spettatore, in un rito nel quale immergersi prima singolarmente, attraverso il visore VR che ciascuno indossa, e poi collettivamente, stando luno di fronte allaltro, in un cerchio che delimita e nello stesso tempo apre al confronto. Nella prima parte dello spettacolo diretto da Andrea Paolucci, dunque, un piccolo gruppo di spettatori, seduto su una sedia girevole e immerso nella realt virtuale, segue una giornata qualunque di Habil, adolescente migrante di seconda generazione. Habil fa esattamente quello che farebbe qualunque ragazzo della sua et: ascolta la musica, legge i messaggi, si infila il cappuccio ed esce. Eppure quella giornata finisce con il corpo insanguinato di un adolescente ucciso da un altro adolescente. Habil e Quabil fanno a botte, poi il coltello colpisce e il corpo cade a terra. Da quella posizione, vediamo lo sguardo della gente puntato su di noi, che diventiamo quel corpo. 

Habil e Qabil come Eteocle e Polinice. Ed eccoci nella seconda parte dello spettacolo, senza pi il visore, nella bellissima sala Stabat Mater dellArchiginnasio, seduti in cerchio per condividere qualcosa insieme a giovani e bravissimi attori e attrici professionisti under 25 (nel cast Rayen Labidi, Aymen Tampellini, Valeria Andrean, Giacomo Gaetano Liva, Sara Mendo, Carlotta Pistillo, Arianna Ridolfi, Daniele Santoro). Di chi  la responsabilit? Ecco la domanda che torna a risuonare. Antigone, di Jean Anouilh e poi di Sofocle, riporta al centro il tema della legge e della morale, e la funzione primaria del teatro: unagor in cui condividere sguardi e riflessioni.