CULTURA.

NARRATIVA. IL DOVERE DI "BRILLARE": IL NUOVO ROMANZO DI SILVIA DAI PRA, di CATERINA BONVICINI.

Un paese tra le Alpi Apuane in cui tutto si  fermato: il tempo, la Storia, la voglia di salvarsi. E un ritorno. Per fare i conti col distacco, senza perdere il futuro,

Che parli di scuole di periferia o di foibe, di violenza di genere o di famiglie disfunzionali, Silvia Dai Pra sta salda sul suo baricentro, che  il sentimento della realt. Lo chiamo sentimento perch non  solo un occhio acuto e ironico a cui non sfugge niente, mai un dato materiale, un tic sociale, una storia collettiva. Come ogni serio sguardo realista, anche il suo  pieno di quella compassione per lumanit necessaria a tenere lontano qualunque atteggiamento giudicante. 

Coerente, tenace, eccola davanti al suo romanzo pi profondo, Brillare (Mondadori), per cui sceglie uno stile ricco ma rigoroso e pulito, che rifugge qualsiasi esibizionismo. Nei suoi libri lambiente  tutto e qui c subito la contraddizione cruciale: il paesaggio luccicante intorno a Greto, piccolo paese sulle Apuane (il nome  inventato), non corrisponde alla realt paludosa del borgo sperduto fra i tornanti. Brilla il marmo delle Alpi, brilla il mar Ligure colpito dal sole e brilla Bianca, la protagonista. Ma non brilla Greto, che risucchia come una sabbia mobile i suoi abitanti. 

Bianca brilla perch  fuggita dal mondo di persi in cui  nata e cresciuta. I giovani che sono rimasti l appartengono a una categoria molto italiana: non studiano e non lavorano, vivono delle pensioni dei nonni, in case fatiscenti ma comode perch gratuite, invece di imparare un mestiere hanno progetti velleitari, occupazioni stagionali e troppo tempo libero, che passano a farsi canne e a bere, come eterni adolescenti, anche quando superano i trenta o i quarantanni. Sono tutti Neet, malati di provincia, familismo e infantilismo.

Bianca invece se n andata a Firenze, si  laureata in letteratura, ha affrontato una citt, una carriera universitaria, un affitto da pagare, rapporti complessi. Quando  morta sua madre, tutti si aspettavano che lei si occupasse del padre e della sorella depressa, invece  scappata. La sua colpa? Listinto di salvarsi, che sembra non appartenere pi a nessuno dei suoi coetanei. Endemicamente estraneo alla provincia, pi in generale a una grande fetta di Italia che non ha nessuna voglia di fare sforzi per essere diversa da quello che  e che  sempre stata. Quando il padre scompare, Bianca  costretta a rimanere a Greto per unestate e a confrontarsi con la vita che non ha scelto. Tutti ce lhanno con lei per questo suo rifiuto di affondare come gli altri. Lunico che sembra capirla  Orlando, una specie di ponte fra il vecchio e il nuovo mondo. Anche lui ha cercato di scappare dal paese, ma la sua vita milanese da avvocaticchio senza clienti era persino pi frustante di quella dellultimo matto di Greto. E cos  tornato sconfitto. Ma essere uno sconfitto fra gli sconfitti  pi facile. Bianca, gi angosciata dalla scomparsa di Argo, lo  forse ancora di pi nel costatare quanto  immobile il mondo intorno a lei, si  fermata persino la Storia, alla strage nazista del 44 o al comunismo. Non vuole tornare indietro, teme leffetto ventosa che possono avere le origini. Ce la far?  la domanda che resta, mentre la montagna si sgretola, come le possibilit di futuro.