ATTUALITA'.

SCONTRO SULLA MOSCHEA. A MESTRE LA COMUNIT BENGALESE MINACCIA LO SCIOPERO PER LA MOSCHEA NEGATA: "SI FERMANO FINCANTIERI E IL TURISMO".  SCONTRO COL NEOSINDACO VENTURINI: "DEVONO PRIMA INTEGRARSI", di GABRIELE RAGNINI.

Il sindaco del capoluogo veneto ha bloccato l'iter per il centro islamico di via Giustizia, chiedendo alla comunit "passi importanti sul fronte dell'integrazione". Prince Howlader, presidente dell'associazione Giovani per l'Umanit, minaccia manifestazioni di piazza. Ma la comunit stessa si divide.

Unarea industriale dismessa a ridosso della stazione di Mestre, 15 milioni di euro raccolti interamente dalla comunit e una trattativa che si trascina da quindici anni. Tutti elementi attorno a cui ruota lultimo scontro sulla moschea di via Giustizia, infervorato negli ultimi giorni dopo che il neosindaco di Venezia Simone Venturini ha congelato liter amministrativo necessario per trasformare larea, a destinazione commerciale, in luogo di culto. Io sono un sostenitore della libert religiosa, ma oggi non ci sono le condizioni per aprire una moschea. La comunit bengalese deve prima compiere passi importanti sul fronte dellintegrazione, ha dichiarato il primo cittadino.  

Venturini ha elencato tra le condizioni necessarie il rispetto delle leggi italiane, lapprendimento della lingua, la scolarizzazione dei minori e il decoro urbano di unarea che, ha aggiunto, oggi verserebbe in stato di degrado. Il sindaco ha citato come ulteriore condizione anche labolizione del velo integrale, sebbene la pratica riguardi, nella comunit bengalese locale, solo una minoranza di donne.

La sfida  stata raccolta da Prince Howlader, 33enne italiano di origini bengalesi, presidente dellassociazione islamica Giovani per lUmanit e figura politicamente vicina a Fratelli dItalia. Ora basta! Siamo stanchi di essere presi in giro dal Comune, le sue parole riprese dal Manifesto. Se non ci consentiranno di costruire la nostra moschea questa volta scenderemo tutti in piazza. E se scioperiamo noi bengalesi, a Venezia, Mestre e Marghera si ferma la Fincantieri e tutto il turismo tra cucine, ristoranti e alberghi. Non  la prima volta che la comunit minaccia lo sciopero: era gi accaduto nel 2017, allora per via della chiusura di una moschea in via Fogazzaro. Si opt per una soluzione provvisoria al PalaPlip, prima che la ricerca di uno spazio definitivo approdasse su via Giustizia.

Nel frattempo, tra gli amministratori politici, il centrodestra si  compattato dietro il sindaco: leuroparlamentare leghista Anna Maria Cisint ha additato come volto arrogante e sovversivo quello delle minacce islamiche, mentre il coordinatore regionale di Fratelli dItalia Raffaele Speranza ha definito inaccettabile lipotesi di un blocco a Fincantieri. Sul versante opposto, il patriarca di Venezia Francesco Moraglia ha invocato un dialogo costruttivo e la necessit di accrescere la reciproca conoscenza e fiducia. In parallelo, il consigliere del Pd Andrea Martella ha chiesto al sindaco una maggiore trasparenza su un percorso amministrativo avviato gi sotto la giunta Brugnaro, di cui lo stesso Venturini si era occupato in prima persona da assessore. 

Nonostante sui social fiocchino altri appelli, come quello di Alvin Onik, un altro membro della comunit (Non chiediamo privilegi ma uno spazio per pregare), c chi non condivide la strategia dello scontro frontale. Limprenditrice e influencer Rhitu Miah ha criticato sia il Comune che Howlader: Lerrore pi grande lo ha fatto lamministrazione, dicendo o vi integrate o niente centro di culto, come se fosse un ricatto. Ma anche Howlader sbaglia parlando a nome di tutti, e soprattutto rispondendo al ricatto con lannuncio di una protesta. Altri imprenditori della comunit, come lalbergatore Md Jahangir Alam e Clark Manwar, insistono piuttosto sulla necessit di un tavolo di dialogo. Il presidente della Comunit islamica di Venezia e provincia, Sadmir Aliovsky, ha chiesto un confronto istituzionale: A Venezia e provincia esiste una comunit musulmana numerosa, stabile e profondamente inserita nel territorio. Ascoltiamoci, confrontiamoci e troviamo una soluzione. 