ATTUALITA'.

FINE VITA, IN LOMBARDIA IL PRIMO SUICIDIO ASSISTITO ORGANIZZATO INTERAMENTE DAL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE, di GABRIELE RAGNINI.

Domenico Zuccarella, 59 anni, di Giussano, affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva,  morto il 25 agosto.  il terzo caso lombardo di morte volontaria assistita, ma il primo in cui la Regione ha curato ogni fase della procedura, dal farmaco al personale fino al luogo in cui  avvenuta.

Domenico Zuccarella aveva chiesto di poter morire l8 novembre dello scorso anno, presentando la sua istanza allAsst Ovest Milanese, parte del sistema socio sanitario lombardo. Sono passati 290 giorni per fare in modo che il suo percorso arrivasse a conclusione, quasi il doppio dei 145 previsti come limite massimo dalle linee guida regionali. In quei mesi, ha raccontato lassociazione Luca Coscioni che lo ha assistito, ci sono stati solleciti, diffide, e alla fine un ricorso durgenza al tribunale presentato a fine maggio dal suo collegio legale, coordinato dallavvocata Filomena Gallo. In udienza, il 23 giugno, il 59enne Zuccarella aveva fatto capire al giudice quanto pesasse quellattesa, agognata in 17 anni di sclerosi multipla: Sono stanco, non ne posso pi.  morto il 25 agosto, dopo aver ottenuto lassistenza del Servizio sanitario regionale lombardo.

Prima di lui, in Lombardia, altre due persone avevano avuto accesso al suicidio assistito attraverso il sistema pubblico, una a gennaio e laltra ad aprile. Quello di Zuccarella  per il primo in cui la Regione ha gestito ogni singolo passaggio della fase attuativa, senza limitarsi a verificare che possedesse i requisiti previsti dalla legge. Il servizio pubblico gli ha messo a disposizione il personale sanitario, su base volontaria, poi il farmaco, la strumentazione necessaria, fino a individuare una modalit di autosomministrazione compatibile con le sue condizioni fisiche e organizzare il luogo in cui potesse esercitare la scelta. Zuccarella ha infine disposto la donazione del proprio corpo alla ricerca scientifica.

Lassociazione Luca Coscioni continua per a paventare alcune fragilit delliter, affidato a linee guida regionali che un futuro assessore potrebbe modificare o cancellare senza passare dal Consiglio. Per evitare che la procedura sia condotta in tempi cos lunghi, e anche per evitare che un futuro assessore alla Salute possa disfare tutto con un tratto di penna,  fondamentale che il Consiglio regionale approvi la legge di iniziativa popolare Liberi Subito, hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente segretaria nazionale e tesoriere dellassociazione. La proposta, sostenuta da una raccolta firme, ambisce a trasformare in una norma di rango legislativo quello che oggi resta un percorso regolato da atti amministrativi, con tutta la precariet che questo comporta per chi si trova ad attraversarlo.

Intanto, arriva anche la risposta dall'amministrazione regionale: "La Regione non ha dato notizia di questo caso per rispettare la volont dal paziente che la sua morte non venisse strumentalizzata e usata - dichiara l'assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso, come si legge sull'Ansa - . Dal momento che altri hanno purtroppo deciso di renderlo pubblico, possiamo confermare che il percorso si  svolto nel pieno rispetto delle indicazioni regionali e dei principi stabiliti dalle pronunce della Corte costituzionale". E ha concluso: "Trasformare una vicenda cos intima in uno strumento di battaglia mediatica significa non rispettare la persona, la sua volont e la sua dignit". 