PSICOLOGIA.

Deficit di attenzione in adolescenza.

Con interventi mirati e una rete di supporto competente  possibile trasformare una vulnerabilit in un percorso di sviluppo pi consapevole
e sostenibile.

Dott.ssa Silvia Marinelli Psicologa Clinica cognitivo-comportamentale
Roma.

...
Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattivit, pi
noto con lacronimo ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder),  un disturbo neurobiologico caratterizzato da difficolt di attenzione, impulsivit e/o iperattivit, legato alla disfunzione di alcune aree
e circuiti cerebrali. Le ricerche longitudinali (che analizzano gli stessi soggetti o fenomeni ripetutamente per un lungo periodo) indicano una condizione che, se non riconosciuta e trattata, tende a cronicizzarsi, aumentando il rischio di abbandono scolastico, dipendenze e
disturbi emotivi.
Per gli individui che vivono questa condizione, ladolescenza rappresenta una fase critica: quando aumentano
le richieste di autonomia e il livello delle prestazioni,
lADHD diventa pi visibile. A causa delle fragilit delle
funzioni esecutive (organizzazione, pianificazione e
gestione del tempo), i ragazzi faticano a tenere il passo
con le aspettative scolastiche e sociali.

...
Iperattivit e disattenzione.
Nel passaggio dalla scuola primaria alla secondaria,
liperattivit motoria tende spesso a ridursi, trasformandosi in una sensazione interna di irrequietezza, bisogno costante di fare qualcosa e difficolt a tollerare lezioni lunghe o studio prolungato. La disattenzione, al contrario, diventa pi evidente: molti adolescenti riferiscono di perdersi nei propri pensieri, di iniziare i compiti con buone intenzioni e di ritrovarsi, dopo minuti o ore, a fare tuttaltro, con compiti incompleti e materiali  sparsi ovunque.

...
Difficolt cognitive ed emotive.
Sul piano cognitivo ed emotivo, sono frequenti: lentezza nellavvio dei compiti, scarsa memoria di lavoro
(dimenticare indicazioni, scadenze, materiale), difficolt a pianificare e portare a termine attivit complesse,
oscillazioni del tono dellumore e bassa tolleranza alla
frustrazione. La forte impulsivit, tipica delladolescenza, risulta amplificata: scelte affrettate, ricerca
di novit e rischio (alcool, droghe, guida spericolata,
comportamenti sessuali non protetti), comorbilit con
disturbo oppositivo-provocatorio, disturbo della condotta, ansia e depressione.

...
Come effettuare la diagnosi.
La diagnosi in adolescenza richiede unaccurata valutazione clinica, che integri anamnesi evolutiva, osservazione diretta, colloqui con genitori e insegnanti, uso di scale standardizzate e, quando necessario, approfondimenti neuropsicologici per le funzioni esecutive.
I criteri proposti dal DSM-5 (il principale manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) prevedono la
presenza di un quadro persistente di disattenzione e/o
iperattivit-impulsivit, con esordio dei sintomi prima 
dei 12 anni, durata di almeno sei mesi, manifestazione
in due o pi contesti (casa, scuola, attivit extrascolastiche) e compromissione significativa del funzionamento
cognitivo. In adolescenza la diagnosi pu essere tardiva,
perch il ragazzo ha compensato alle elementari grazie a un buon livello cognitivo o al sostegno familiare,
per poi andare in crisi alle superiori, quando aumentano carico di lavoro e richieste di autonomia.  essenziale verificare la compresenza di altri eventuali problematiche (disturbi specifici dellapprendimento, disturbi
dansia, depressione, uso di sostanze), che potrebbero
condizionare la prognosi e le scelte terapeutiche.

...
Quali difficolt nella vita quotidiana?
LADHD in adolescenza impatta su molti ambiti della
vita. In area scolastica, le difficolt organizzative e
attentive si traducono in compiti non portati a termine,
disorganizzazione della gestione delle attivit scolastiche e dei materiali, voti bassi per le potenzialit del
ragazzo, rifiuto scolastico e, nei casi pi gravi, abbandono. A casa, genitori e figli entrano facilmente in un
circolo di conflitti, rimproveri e reciproca frustrazione,
alimentato da incomprensioni. Sul piano sociale, molti
adolescenti con ADHD sperimentano relazioni intense
ma instabili, gelosie eccessive, labilit emotiva, difficolt a cogliere i segnali sociali e a rispettare le regole implicite del gruppo dei pari. Il rischio di condotte a rischio e di abuso di sostanze  pi elevato rispetto ai coetanei neurotipici, anche per la combinazione di
impulsivit, ricerca di sensazioni forti e immaturit
della corteccia prefrontale. In prospettiva, senza un
supporto mirato, possono emergere problemi di autostima, disturbi dellumore, dipendenze comportamentali
e difficolt nella transizione verso let adulta (studio
universitario, lavoro, gestione del denaro).

...
Un approccio multimodale.
Le Linee Guida internazionali e italiane raccomandano un approccio multimodale, che combini interventi
psicoeducativi, Terapia cognitivo-comportamentale
(CBT), strategie scolastiche mirate e, quando indicato,
trattamento farmacologico. In adolescenza, la terapia
cognitivo-comportamentale assume un ruolo centrale:
gli studi mostrano che programmi strutturati, centrati su autoistruzioni, problem solving, gestione del tempo, organizzazione del lavoro scolastico e regolazione emotiva migliorano attenzione, pianificazione e funzionamento globale, con effetti che possono mantenersi
nel follow-up.
Le forme di terapia cognitivo-comportamentale pi promettenti integrano training comportamentali, training sulle funzioni esecutive, tecniche di Mindfulness e strategie organizzative personalizzate.
Il lavoro con la famiglia (parent training) rimane fondamentale: aiutare i genitori a comprendere il disturbo,
ristrutturare le aspettative, usare in modo coerente rinforzi positivi e conseguenze logiche, riduce i conflitti e sostiene la motivazione del ragazzo.

...
Luso dei farmaci.
Sul versante farmacologico, gli psicostimolanti e alcuni
antidepressivi specifici possono migliorare disattenzione, iperattivit, impulsivit e potenziare le funzioni
esecutive e la memoria di lavoro, risultando utili soprattutto nei quadri pi severi o in presenza di marcata
compromissione scolastica e sociale. Le evidenze attuali
indicano che la combinazione di farmaci e terapia cognitivo-comportamentale, quando ben monitorata, offre
risultati superiori rispetto ai singoli interventi, riducendo anche il rischio di esiti negativi a lungo termine.
Infine, realt specializzate e servizi dedicati sottolineano
limportanza di percorsi continuativi nella transizione
dalladolescenza allet adulta, centrati sulla costruzione
di competenze di vita quotidiana e progettazione del
futuro. In questo orizzonte, il messaggio chiave da trasmettere a ragazzi, famiglie e scuola  che lADHD non
definisce lintera persona: con interventi mirati, una rete
di supporto competente e una visione di lungo periodo,
 possibile trasformare una vulnerabilit in una traiettoria di sviluppo pi consapevole e sostenibile
