Quando tua figlia diventa una fuorisede.

Per ogni figlia che diventa una fuorisede, c' una mamma che resta. La ragazza parte col valigione con tutto il necessario e lascia a casa il superfluo. Ma tu, mamma, non sei superflua: sarai sempre un suo importante punto di riferimento.

di Barbara Rachetti.

Cos che mangi adesso a colazione?. Forse la vera misura della lontananza da una figlia fuorisede  non riuscire pi ad anticipare i suoi gusti: non essere pi l pronta ad assecondarli perch, di fatto, lei  cambiata.

Scegliere di studiare fuorisede  una cesura fortissima.
La scelta di studiare in unaltra citt segna uno spartiacque con la vita che lha preceduta, una cesura tra tutto ci che  venuto prima, e quello che viene dopo: i peluche, i giochi e i cuscini col cuore li avevi gi messi in cantina, ma ora a sparire sono i suoi vestiti, il suo beauty, i suoi libri. Resta linutile, il superfluo. Resti tu. E cos tutta lei fuoriesce dal tuo raggio dazione, dallocchio di quel radar cos rassicurante ma anche, in fondo, cos opprimente. Se ci pensi, per, allo scanner materno si era gi sottratta da sola, in modo naturale, in quel ping pong di allontanamento e avvicinamento alla famiglia che rappresenta per tutti il diventare grandi. Le uscite con gli amici, le serate e qualche after, le vacanze da sola, linterrail con le foto che arrivano a spizzichi e bocconi quando c il wi-fi, il non sapere dov in tempo reale: a tutto questo hai avuto tempo di abituarti. Hai imparato a convivere con i piccoli, dolci distacchi.


Come cambiano i distacchi.
Il treno che parte dal binario, per, e lei col valigione che ti saluta con gli occhi lucidi,  unaltra cosa, perch sai che per tanti anni non torner, che non ti telefoner tutti i giorni, che non saprai cosa ha mangiato a pranzo e se ha dormito bene. Che non ci sar il bacio del buongiorno (da noi usa cos) e neanche le chiacchiere con la maschera in testa. Ci saranno per sempre i tuoi pensieri speciali per lei, angoli silenziosi della mente che imparerai a riservarle nellassenza. E ci sar sempre quellelastico damore tutto vostro che si tender e diventer lunghissimo per settimane, per poi allimprovviso accorciarsi, quando lei torner anche solo per qualche giorno. E tu penserai gi giorni prima allabbraccio in stazione.


Quando la figlia fuorisede torna.
Quando torna allora tu riempi il frigo, allerti la nonna che si risveglia dal torpore della lontananza e inizia a cucinare le cose che le piacciono, tenti di organizzare del tempo insieme a lei con lagenda sottomano perch quello rappresenta per te  deve rappresentare  un tempo speciale, quello in cui lei c. Ma poi ti rendi conto che  un tempo normale perch le giornate scorrono esattamente come quando lei  lontana 600 chilometri, tra il lavoro, la spesa, le incombenze, la burocrazia. Lamore resta sullo sfondo, e cos anche lei. E tu finisci imprigionata in questo gioco di aspettative che, impietoso, non risparmia te, ma neanche lei.


Le aspettative di chi resta e di chi torna.
Anche lei infatti si aspetta tanto, quando rientra. I primi tempi glielo leggevo nel cuore, sentivo che lei si immaginava di trovare sempre una festa, con tutti noi sorridenti e che ogni cosa danzasse intorno al suo rientro. Non me lo diceva ma io sapevo che limpatto con la routine di noi, che siamo rimasti agganciati esattamente dove ci aveva lasciato,  stata tante volte una delusione, che calava come un velo oscuro sul suo sguardo. Glielho visto tante volte, quello sguardo appannato, ma ci siamo capite senza bisogno di parole. Adesso, dopo tre anni, quello sguardo  diverso:  quello di una piccola adulta alle prese con una vita che resta patinata solo nei suoi sogni e in certi post su Instagram ,che per anche lei, come tutti noi adulti affannati, frequenta sempre meno.


Cambia la figlia fuorisede, ma cambi anche tu.
Per fortuna se lei cambia, e non sai pi cosa mangia a colazione, cambi anche tu. Impari a non sentirti pi indispensabile, a non tappare tutti i buchi, a non soccorrerla a ogni richiesta daiuto. A trovare spazi tuoi, magari anche qualche momento di leggerezza in cui torni un po ragazza pure tu. E poi nel frattempo cambiano anche gli altri figli in casa: chi resta, si accaparra in modo naturale tutte le tue attenzioni, riempiendo quel tempo e quegli spazi che ti devono avanzare per forza, perch lasciati vuoti dalla figlia fuorisede.


Il senso di colpa di dedicarsi a chi resta.
E cos inizi a fare i conti con un sottile senso di colpa, quasi che dedicandoti di pi agli altri figli, togliessi qualcosa a chi se n andato. In fondo, te ne sei andata, lhai scelto tu: la verit  questa, lho pensata anche io tante volte, ma non gliela dir mai. Non voglio perch sarebbe come gettarle addosso il peso di quella complessit che io conoscevo, perch gi la vedevo, ma che lei nella giusta ingenuit di una ragazza neanche immaginava: una citt ancora pi grande della metropoli in cui viviamo, amici tutti da trovare, nessuna certezza se non se stessa. Potevi dirmelo che era cos difficile. Gi, ci ho provato. Ci provi, ma lo fai timidamente perch pensi che un conto  stata la tua esperienza 30 anni prima, un conto  la sua. Anche io sono stata una fuorisede, ma in un tempo che ormai  troppo lontano da questo. Siamo troppo diversi dai nostri figli, e il nostro presente di oggi  cos paradossale rispetto a comeravamo noi alla loro et, che non possiamo pensare di incidere in modo netto nelle loro scelte. Tanto meno una volta che si sono compiute.


La crescita veloce di chi vive lontano da casa.
Possiamo solo pensare di sostenerli in questa strada che si sono scelti, piena di enormi incognite ma anche di meravigliose opportunit di crescita. Una crescita che viaggia a una velocit diversa rispetto ai figli che restano, e che per forza ti scappa via, ma che riacciuffi in quella telefonata in cui non ti chiede aiuto per risolvere un problema, ma per condividere pensieri, sogni, esperienze, emozioni. L allora capisci che sei tutto meno che superflua, che rimani un punto di riferimento importante e che, se tanti anni prima la rincorrevi arrancando mentre sgambettava coi codini, ora ti puoi fermare, tirare un bel respiro e contemplarla.