Carrello della spesa, in 5 anni rincari del 30%: scopri quanto costa in pi la tua vita quotidiana.

Per acquistare gli stessi 31 prodotti che nel 2021 costavano 100 euro, oggi ne servono 129,50. Dal caff allolio extravergine, gli aumenti entrano nella spesa di tutti i giorni e cambiano anche le abitudini delle famiglie.

Alla cassa del supermercato qualcosa  cambiato. Non c dubbio. Il carrello  pi leggero, lo scontrino decisamente meno. Ora anche i numeri ci dicono quanto sia diventato pi caro fare la spesa. Una simulazione del Sole 24 Ore fotografa un aumento del 29,5% in cinque anni.

Per comprare le stesse quantit di 31 prodotti alimentari che nel luglio 2021 costavano 100 euro, nel luglio 2026 ne servono 129,50. E alcuni degli alimenti che mettiamo pi spesso nel carrello sono aumentati molto pi della media.

Rincari spesa: il carrello da 100 euro oggi ne costa 129,50.
Quasi 30 euro in pi ogni 100 spesi.  questa la misura pi immediata di quanto siano cresciuti i prezzi al supermercato negli ultimi cinque anni. Lindagine del Sole 24 Ore prende come riferimento un paniere di 31 prodotti alimentari. Sono quelli indicativi della spesa settimanale di una coppia con un figlio.


Tra luglio 2021 e luglio 2026, il costo necessario per acquistare le stesse quantit  salito del 29,5%. Un incremento sostanzialmente in linea con linflazione alimentare registrata nello stesso periodo dallIstat, pari al 30%.

Il confronto con landamento generale dei prezzi rende ancora pi evidente il peso assunto dalla spesa alimentare. Nei cinque anni considerati, infatti, linflazione generale  stata del 21%. Il cibo, dunque,  rincarato pi velocemente rispetto alla media complessiva.

Dietro il dato generale, per, si nascondono differenze molto ampie. Non tutti gli alimenti hanno seguito la stessa traiettoria. Alcuni prodotti quotidiani hanno registrato aumenti superiori al 40 e perfino al 50%.


Dal caff allolio, i prodotti che sono aumentati di pi.
In cima alla classifica dei rincari c il caff. Rispetto a cinque anni fa costa il 51% in pi. Subito dopo arrivano le fragole, aumentate del 48%, e lolio extravergine doliva, con un incremento del 47%.

Anche il reparto ortofrutta presenta numerosi aumenti superiori alla media. I pomodori costano il 45% in pi, mentre le patate hanno registrato un +44%. Le melanzane sono aumentate del 41%, gli ortaggi nel complesso del 39% e i limoni del 37%. Per le arance lincremento  del 31%.

Non va molto meglio per altri alimenti presenti abitualmente nelle dispense. Il riso segna +44% e le uova +43%. Il pollo  aumentato del 33,7%, mentre la carne bovina registra un +31%.


Altri prodotti rimangono sotto la soglia del 30%, ma presentano comunque rincari significativi. Il pane  aumentato del 28%. Yogurt, merendine e biscotti segnano +27%, la passata di pomodoro +26% e il tonno in scatola +25%. Seguono pasta (+24%), prosciutto cotto (+21,5%) e latte (+21%).

C anche leccezione che conferma la regola. Tra i prodotti considerati, il vino da tavola  quello che ha risentito meno dellaumento dei prezzi, con un incremento dell1,8%.

Sempre pi famiglie riducono quantit o qualit della spesa.
Laumento dei prezzi non modifica soltanto lo scontrino. Cambia anche il modo in cui le famiglie fanno la spesa.

Un modo per aggirare il problema, senza per risolverlo completamente, potrebbe essere il prestare particolare attenzione alla lista della spesa, da fare su base settimanale e giornaliera in modo organizzato e pianificato, acquistando solo quello che realmente occorre.

Tuttavia la quota di nuclei familiari che dichiarano di avere ridotto la quantit o la qualit degli acquisti alimentari  cresciuta. Nel 2021 riguardava il 24,3% delle famiglie. Nel 2024 la percentuale  arrivata al 31%.

 un dato che aiuta a leggere laltra faccia del peso dellinflazione sulla quota alimentare. Di fronte a prezzi pi elevati, una parte delle famiglie non spende semplicemente di pi per acquistare le stesse cose. Riduce invece ci che mette nel carrello oppure modifica le proprie scelte.


E un trend che prosegue gi da alcuni anni, dovuto anche al peso dellinflazione sul potere dacquisto delle famiglie e che porta a lasciare i soldi fermi in banca. Una decisione dettata dalla paura e dallincertezza economica, ma che nel contempo erode il valore del conto corrente, aumentando i problemi di economia domestica delle famiglie.

Non solo supermercato: quanto costa in pi la vita quotidiana.
Il supermercato  soltanto una parte della fotografia. I rincari degli ultimi cinque anni interessano anche altre piccole spese che fanno parte delle nostre giornate.

Un esempio arriva dalla classica tazzina al bar. Il prezzo medio del caff  passato da 1,07 euro a 1,30 euro, con un aumento del 21%. Anche il panino consumato al bar registra un rincaro del 21%.

Poi c la cura della persona. Il taglio di capelli costa il 14% in pi per le donne rispetto a cinque anni fa. Per gli uomini lincremento indicato  dell11%.

Presi singolarmente, alcuni di questi aumenti possono sembrare meno impressionanti rispetto al +51% registrato dal caff acquistato per casa. Ma sono spese frequenti, che si ripetono nel corso delle settimane e dei mesi.

C anche chi, negli Stati Uniti ha cercato la soluzione affidandosi allintelligenza artificiale, sperimentando la spesa fatta con ChatGPT, che agisce come assistente virtuale attivo nellintero processo di acquisto, ma con risultati tutti da dimostrare.


Sempre pi costoso riempire il frigorifero.
Ma  nella quotidianit, che il rincaro diventa pi facile da percepire. Non riguarda soltanto un grande acquisto da rimandare o una spesa eccezionale. Entra nei gesti pi normali: riempire il frigorifero, comprare il pane, bere un caff fuori casa o andare dal parrucchiere.

Cinque anni fa bastavano 100 euro per riempire il paniere preso come riferimento. Oggi ne occorrono 129,50. Dietro quei 29,50 euro in pi non c soltanto una statistica sullinflazione. C un cambiamento concreto del costo della quotidianit e, per una quota crescente di famiglie, anche del modo di fare la spesa.