STORIE E CULTURA.

Intervista a Tms Vsry.


Tms Vsry, artista completo e grande direttore incontrato a Budapest, racconta con semplicit, in un italiano quasi perfetto, le esperienze che lhanno condotto dal pianoforte ad un successo significativo in molti paesi fra cui lItalia, dove  stimato sia come pianista che come direttore.

D.: Lei si sente pi solista o direttore? E la musica ha sempre fatto parte della sua vita?

R.: A cinque anni ho ascoltato alla radio il famoso minuetto di Boccherini. Avevamo un pianoforte, ho provato a suonarlo, dopo averlo ascoltato due o tre volte alla radio, davanti alla professoressa di mia sorella. La professoressa mi domand: Sai leggere la musica? Ho risposto di no. Cos lei inizi a darmi lezioni.
A otto anni ho tenuto il mio primo concerto in conservatorio in cui, fra laltro, veniva eseguita anche la serenata KV 525 Eine Kleine Nachtmusik. Cos ho incontrato lorchestra ed ho deciso di diventare anche un direttore. Ma in Ungheria fare il direttore dorchestra era molto difficile perch esistevano soltanto due orchestre.

D.: Ma cosa  accaduto nella sua vita poco prima della rivolta ungherese che le ha consentito di proseguire nella sua attivit?

R.: Studiavo pianoforte e quando ci fu la rivoluzione in Ungheria mio padre era un politico avverso ai comunisti. Venne messo in prigione dopo la rivoluzione. In quel periodo vinsi il concorso internazionale regina Elisabetta e in seguito fui invitato per un concerto con la Wiener Symphoniker Orchestra e cos lasciai il mio paese grazie a un passaporto ufficiale perch invitato in Belgio. Proprio la regina fece in modo che mio padre e mia madre venissero liberati, cos i miei cari lasciarono lUngheria in due giorni.

D.: Quindi larte musicale in quel momento ha acquistato anche un potere politico?

R.: Assolutamente s! Quel periodo fu molto duro e difficile, dal momento che, al di fuori del mio paese, ero conosciuto solo in Belgio. Io e la mia famiglia vivevamo in esilio. Un giorno la Deutsche Gramomphon mi offr unincisione che ebbe un grandissimo successo specialmente in Inghilterra. In seguito ho continuato a incidere per la stessa casa e nel 1960-61 ho debuttato a Londra al Royal Festival Hall con la Royal Philarmonic Orchestra interpretando il primo concerto di Chaicovski e quello di Listz.

D.: Che differenza ha notato fra le orchestre ungheresi e quelle del resto dEuropa?

R.: La differenza riguardava soprattutto la qualit degli strumenti.. Mentre gli archi erano migliori in Ungheria, i fiati lo erano in Inghilterra e in America. 

D.: Quali sono stati i pi grandi direttori con cui ha svolto il suo percorso pianistico?

R.: Ferenc Fricsay, Ernest Ansermet, Georg Solti, Antal Dorati, Claudio Abado, Andr Cluytens, Rudolf Kempff, grandissimo direttore. Dal 1961 in poi ho iniziato a dare circa 100-120 concerti lanno. Ma volevo dirigere. E nel 1969 ho diretto per la prima volta la Lizt Ferenc Orchestra di Budapest al festival di Mantova. Successivamente ho iniziato a dirigere tutte le pi grandi orchestre del mondo. Ne ho dirette circa 120.

D.: A proposito, qual  stata lorchestra che maggiormente lha impressionata?

R.: Difficile dirlo, ma ho trovato una bella orchestra a Torino. Un giorno sono arrivato per provare con il quintetto darchi per una prova dassieme. Il primo violoncello e il primo contrabbasso hanno suonato con me le parti orchestrali e guardando le partiture conoscevamo bene la musica prima della prima prova. Tutte le prove sono andate bene, per me  stata unidea fantastica!

D.: Quando riesce a comprendere fino in fondo la partitura?

R.: Quando preparo una partitura preferisco fare passeggiate in un bosco e camminando riesco a capire lanalisi formale e armonica. Cosa che raccomanderei a tutti i direttori. Se ho interiorizzato la partitura posso controllare meglio tutti i musicisti. Ci sono due tipi di direttori: uno che ha la testa nella partitura e laltro che ha la partitura nella testa.

D.: Ha un aneddoto simpatico accaduto con gli orchestrali?

R.: Una volta dovevo dirigere la filarmonica di Berlino, quando Karajan per un incidente non aveva potuto continuare la sua incisione con questa orchestra, perch ammalato e mi ha chiesto di preparare lincisione di due concerti mozartiani da un giorno allaltro. Ero sicuro della parte orchestrale. La casa discografica Deutsche Grammophon mi ha chiesto di preparare  lIncoronazione di Mozart che avevo eseguito solo una volta e quindi non ero tanto sicuro della parte del pianoforte. os abbiamo inciso questo concerto a Berlino, lorchestra era molto simpatica, gentile, entusiasta.
Il giorno successivo abbiamo iniziato ad incidere la stessa opera e intanto mi chiedevo: Come suoner il pianoforte? Nel corso dellincisione lorchestra si comportava in modo, mi prendevano in giro per come parlavo, facevano della satira ed ho capito che non cera lintesa come il giorno precedente. Ho cos domandato a mia moglie: Forse c un intrigo contro di me E mia moglie mi ha detto Chi  differente sei tu. Io ho risposto che lunica cosa differente era che avevo paura del pianoforte. E mia moglie mi ha detto: Non pensare pi a questo:  pi importante avere un buon contatto con lorchestra, dimenticati dei problemi con il pianoforte, prova a suonare tranquillamente. Cos ho continuato senza concentrarmi e senza avere paura del pianoforte; era importante che lorchestra fosse contenta della mia direzione. Entrati in scena ho potuto verificare la sensibilit di unorchestra come i Berliner. Difatti lorchestra percepisce anche il solo pensiero del direttore ed agisce di conseguenza. Questo  stato un grande insegnamento per me nella mia vita.

D.: Com la vita musicale in Ungheria oggi?

R.: Come sempre molto intensa. A Budapest, che  una piccola capitale, non paragonabile ad altre grandi come Londra, Roma o New York, ci sono cinque grandi orchestre sinfoniche, quella della Radio, da me diretta, dello Stato (oggi Filarmonica Nazionale), del Festival, dellOpera e infine quella di Matav, sponsorizzata dalla compagnia telefonica.
Purtroppo lo Stato aiuta molto meno la nostra orchestra rispetto allorchestra nazionale, perch il Ministero della Cultura ha un budget per sostenere tutte le istituzioni che portano il nome nazionale. Questi musicisti vengono retribuiti con un salario quattro volte superiore al nostro ed ho deciso che lanno prossimo offrir una donazione per il mio ensemble.

D.: So che spesso viene in Italia: come sono state le sue esperienze?

R.: Ho avuto molti contatti con lorchestra da camera di Santa Cecilia ed anche con quella della Radio di Torino. Per la RAI ho inciso in video con Uto Ughi tutte le sonate di Beethoven per violino e pianoforte ed  stata una cosa molto bella.

Bruno Bertucci


