STORIE E CULTURA.

  Punto H
  di Bruno Bertucci.  
  
  Quando cerchi di girare per Roma da solo e non vedi, a portata di mano solo un bastone bianco, te ne succedono di tutti i colori! Peccato che i colori neanche li si possa gustare. 
  Parliamo seriamente: le normative europee dovrebbero essere rispettate in tutti gli stati dellUnione. Purtroppo accade spesso che ci si dimentichi facilmente degli handicappati o portatori di handicap o disabili che dir si voglia. In Italia, poi  per me che ho viaggiato in oltre 60 paesi  il problema si fa pi evidente. Perch viaggiando in Europa (Spagna, Belgio, Francia, etc.) i semafori acustici si incontrano facilmente; le persone si fermano quando vedono un bastone bianco; le macchine non sono parcheggiate sui marciapiedi o nei posti riservati agli invalidi. In Francia hanno scritto in questi parcheggi Voulez vous prendre ma place? Prenez aussi mon handicap!". Insomma tutto viene visto  e lo dico alla cieca  sotto unaltra luce. In Italia, al mio arrivo allaeroporto di Fiumicino vengo accompagnato sempre da una hostess per prendere il taxi e quasi sempre mi  capitato di dover spiegare non voglio prendere un taxi qualunque, ma uno di quelli in regola per evitare discussioni con un abusivo. A questo proposito sono stati fatti anche in televisione alcuni servizi. 
  Ma la cosa pi incredibile  la preparazione realizzata dei percorsi per non vedenti i quali sia in metropolitana sia in altri luoghi nuovi come lAuditorium  di recente costruzione  spesso ci fanno provare la durezza del muro. Infatti proprio l vanno a finire gli appositi percorsi per i non vedenti! Non solo: la maleducazione civica rasenta spesso il ridicolo. Quando si sale su un autobus, certo uno che cammina bene non ha certo bisogno di sedersi ma mentre allestero, anche nel terzo mondo, c sempre un occhio di riguardo verso chi ha un problema, in Italia bisogna lottare contro una specie di occhio di vetro. Scusi mi fa sedere per favore? con risposte fra le pi varie. In teoria, ci dovrebbe essere una precedenza nelle file; ma provate ad andare in qualsiasi ufficio pubblico e a farlo presente. La risposta spesso sar: non sono al corrente della normativa. Inoltre quando si prende la metropolitana che dovrebbe avvertire delle fermate, spesso il conducente si dimentica di premere il pulsante apposito. Mi  capitato pi di una volta di dover chiedere la fermata e la risposta  stata un silenzio profondo. Ma la cosa pi simpatica mi  successa proprio come regalo di Natale, qualche anno fa. Tornato dallestero mi sono ritrovato nellimpossibilit di citofonare perch durante la mia assenza era stato cambiato il sistema del citofono sia esterno che interno. I tasti del nuovo apparecchio erano infatti a sfioramento per cui era necessario avere una buona vista per riconoscere i numeri. Il disagio, quindi, avrebbe senza dubbio coinvolto anche gli anziani che nel condominio sono parecchi. Successivamente  stato ripristinato il citofono a norma, ma per diverso tempo qualcuno  rimasto fuori casa anche il sottoscritto!
  Gli Eurostar da qualche anno dicono le fermate in italiano e in inglese; in un paese come il Marocco questo servizio era presente sui treni normali dalla fine degli anni Ottanta e, oltre al francese e allinglese le fermate erano annunciate naturalmente anche in arabo. 
  In alcuni paesi in cui ho viaggiato c il gusto di perdersi perch si incontrano tante persone gentili, si fa amicizia e si socializza senza problemi. In Italia, vicino casa, mi  capitato di chiedere un aiuto e di sentirmi rispondere no!. Forse la paura in questo momento la fa da padrona, ma che ci vuole a rispondere anche senza accompagnare? Il massimo  quando chiedo uninformazione e mi viene indicato il percorso con le mani, a quel punto devo specificare: ma guardi che non ci vedo!. Questo francamente  il meno, anche perch io me me la so cavare lo stesso. Purtroppo gli anziani, coloro che hanno poca mobilit e le persone che hanno paura di attraversare, tutti coloro che insomma hanno anche qualche problema psicologico oltre a quello fisico per comunicare le loro difficolt, perch non dovremmo aiutarli? Mi  capitato di perdere un aereo e grazie ad un aiuto riuscire a prenderne un altro, ma ribadisco: non  giusto che lintraprendenza personale vada a supplire le carenze organizzative e strutturali che purtroppo dovrebbero fare lEuropa unita e invece rischiano di mettere allangolo proprio quelle persone che avrebbero pi bisogno. 
  Alcune volte mi  stato detto: meno male che non ci vedi!; ma il problema che si pone girando a piedi o con i mezzi pubblici  sempre lo stesso: a chi chiedere informazioni? In metropolitana, ad esempio, dove basterebbe spingere un bottone perch vengano annuncate le fermate, mi  capitato di dover domandare: ma perch non parla? e mi  stato risposto: fino a questa fermata parlava. Altre volte, invece, mi sono incontrato con gli stranieri che hanno molto pi senso civico perch abituati al diverso nella societ e quindi per attraversare una strada, per avere uninformazione o anche semplicemente per conoscere il numero dellautobus che sta arrivando non c problema. Devo rilevare anche come fra i giovani che hanno avuto contatto con un portatore di handicap sia pi sviluppata la sensibilit nellaiutare chi ha difficolt di qualsiasi tipo. Mentre le persone che non hanno avuto questo tipo di problemi nelle loro famiglie non sono sempre disponibili a dare una mano. 
  Purtroppo mi  capitato di far presente che nella scuola italiana un ragazzo sarebbe potuto capitare in una classe con un handicappato e la risposta del genitore, persona colta,  stata: mio figlio non sar inserito in una classe con un handicappato!. Come si vede i pregiudizi non mancano. Il diverso, che sia lo straniero che sia limmigrato che sia il disabile,  sempre visto con sospetto e purtroppo deve dimostrare di poter arrivare ad un certo livello altrimenti dopo qualche iniziale benevolenza viene messo, come gi detto, da parte o comunque abbandonato a se stesso.  chiaro che lhandicap di uno straniero sar la lingua ma superata la conoscenza dellitaliano molto spesso queste persone ci danno dei punti: dopotutto, proviamo ad imparare larabo o il cinese
  La disabilit invece si dimostra purtroppo dallaltra parte nella non comprensione delle difficolt che qualcuno pu avere. Ho insegnato in classi con etnie diverse sia in Italia che in Marocco. Quando mi capitarono bulgari, slovacchi, marocchini e figli di coppie miste, tanto di moda oggi, per lintegrazione fra i ragazzi non cera problema; anche quando ho insegnato a roma, nella scuola Manin del quartiere Esquilino, dove sono presenti circa una ventina di etnie e fra i ragazzi come sempre non ci sono problemi, anzi il problema vero si pone quando adulti italiani, siano essi genitori o insegnanti, hanno una reazione poco propensa allintegrazione socio-culturale. La cosa fondamentale a mio avviso  quella di saper trasmettere la convivenza fra persone diverse anche perch ognuno di noi  un diverso, ha una personalit differente sia per lambiente in cui vive, leducazione familiare, gli input che riceve e la possibilit di confrontarsi o i limiti che possiede  siano essi fisici che psichici.         
