STORIE E CULTURA.

 Per una societ senza esclusi: intervista al Ministro Lucio Stanca. 
 di Bruno Bertucci. 
 
 (Lintervista al Ministro Lucio Stanca, realizzata nel 2003, in occasione dellanno europeo del disabile, affronta tematiche varie ma sempre attuali). 
 
 Il Ministro per lInnovazione e le Tecnologie ha presentato alle Camere il disegno di legge convertito successivamente nella Legge 9 gennaio 2004, meglio conosciuta come Legge Stanca, vera e propria rivoluzione per la partecipazione alla vita sociale dei portatori di handicap. Finalmente qualcosa di concreto  in cottura per rendere amica, anzi democratica, la nuova tecnologia, affinch sia pienamente accessibile anche ai disabili. Linnovazione pu essere infatti un grande strumento di inclusione nella vita sociale e lavorativa; ma al contempo, senza correttivi ed interventi idonei, pu costituire anche una barriera di esclusione. Laccesso alla tecnologia dellinformazione rappresenta infatti unenorme opportunit di conoscenza, di istruzione e di lavoro e acquisisce sempre maggior importanza nel modo di vivere, di lavorare e di apprendere.  pertanto vero che laccesso alle tecnologie ed al loro pieno utilizzo pu essere considerato diritto primario per tutti i cittadini, nessuno escluso. Un argomento che interessa non meno di 3 milioni di persone a vario modo colpite da significative forme di disabilit.
 Istituendo per la prima volta uno specifico dicastero per lInnovazione e le Tecnologie, il Governo Berlusconi ha voluto segnare come prioritario lobiettivo di ammodernare tecnologicamente il Paese. Questa delicata operazione, che ha risvolti rivoluzionari non tanto, e non solo, in termini tecnici quanto e soprattutto umani e culturali, coinvolgendo famiglie, studenti, lavoratori, imprese, oltre che istituzioni pubbliche centrali e periferiche,  stata affidata a Mister I, ossia a Lucio Stanca, manager foggiano-comasco con un lungo passato ai vertici mondiali della multinazionale Ibm. 
 Abbiamo fatto il punto di situazione e prospettive con lo stesso ministro a pochi giorni dalla conferenza Tecnologie e disabili: una societ senza esclusi, da lui promossa il 5 marzo 2003 alla Camera dei Deputati, nel corso della quale tra laltro il Ministro ha presentato la sua proposta di legge per labbattimento delle barriere virtuali anche mediante incentivi e la creazione di unapposita rampa tecnologica, nonch del Libro Bianco della Commissione interministeriale per luso e lo sviluppo delle tecnologie in favore delle categorie deboli.
 
 Ministro, perch lo Stato non sviluppa una politica di ricerca cos da brevettare dispositivi che facilitino i disabili, fornendoli a prezzi di mercato?
 Lo Stato pu e deve fare di pi per sostenere la ricerca, lasciando per al mercato lazione di sviluppare nuovi prodotti e renderli disponibili per la collettivit. Questo sforzo deve essere compiuto in maniera sinergica a livello mondiale cos da avere un ritorno positivo per tutte le parti interessate.
 
 Come si crea una tecnologia appropriata in modo da supportare i portatori di handicap negli studi universitari e consentirgli un vero inserimento sociale?
 Credo che la tecnologia vada sviluppata, come sempre, tenendo presente le principali esigenze da soddisfare; la collaborazione diretta tra chi sviluppa queste tecnologie e chi ne potr usufruire, soprattutto nel caso dei portatori di handicap,  a mio avviso essenziale. In tal senso, anche luniversit pu avere un ruolo altrettanto importante. Esistono gi esempi importanti di ragazzi con gravi disabilit motorie che riescono a seguire lezioni e a dare esami senza doversi spostare fisicamente dalla propria abitazione. Si tratta, quindi, non solo di creare nuove tecnologie, ma anche di aumentare la diffusione di quelle esistenti.
 
 Anche perch ad un disabile pu servire un certo tipo di tecnologia, rispetto ad un altro...
 Credo che questa sia la logica che deve essere applicata, ed  applicata, a tutti gli sviluppi dei prodotti coinvolgendo chi deve utilizzarli nella definizione degli stessi programmi e prodotti.
 
 Cosa sta progettando il Ministro per lInnovazione e le Tecnologie, di concerto con la collega della Pubblica Istruzione, per un inserimento sempre pi attivo dei soggetti portatori di handicap nella scuola?
 Certamente deve essere estesa in maniera quasi capillare lintroduzione delle nuove tecnologie nella scuola, a partire da quelle gi esistenti. Il computer, ad esempio, deve diventare in qualche modo uno strumento ordinario di studio sia per quanto riguarda i docenti per il processo di insegnamento sia che per quanto riguarda gli studenti nel loro processo di apprendimento. Sicuramente in questo sforzo di modernizzazione del sistema scolastico italiano bisogna avere unattenzione particolare per i portatori di handicap, per i quali, ovviamente, non basta un semplice computer. Perci, su questo tema, la collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione  totale e costante.
 
 Dal momento che con il Ministro Mazzella Lei ha stabilito unintesa molto stretta per adeguare i siti alle esigenze dei non vedenti, come pensate di agire in questo ambito in sintonia con la normativa dellUnione Europea?
 Il 2003  stato dichiarato Anno europeo del disabile. Pertanto allinizio di luglio terremo a Cernobbio la conferenza europea sulle-Government dove ci sar una specifica sessione dedicata al rapporto tecnologie-disabilit. In questi incontri dibatteremo il tema con le migliori esperienze e le migliori politiche realizzate nella UE. Per quanto riguarda, in particolare, la Pubblica Amministrazione in Italia, stiamo lavorando ad un intervento normativo mirato affinch tutte le amministrazioni in rete siano attrezzate con tecnologie che consentano la piena accessibilit ai disabili.
 
 Quali controlli e quale monitoraggio vengono effettuati sullaccessibilit ai siti delle pubbliche amministrazioni da parte dei portatori di handicap?
 In Italia solo il 3% dei siti sono attrezzati per i disabili. Perci dobbiamo fare in modo di rendere di fatto tutti i siti della Pubblica Amministrazione accessibili alle persone disabili. Inoltre, stiamo pensando ad una sorta di bollino blu da rilasciare a tutti i siti delle imprese private per coinvolgerle in pieno nello sforzo di rendere pi accessibile la Rete ai disabili. Il 5 marzo organizzeremo una conferenza presso la Camera dei Deputati, con lalto patrocinio del Presidente della Repubblica, dove con i ministri della Sanit e del Lavoro dibatteremo il tema della disabilit e delle tecnologie. In quella sede presenteremo un libro bianco su quanto si sta facendo in Italia e verr illustrato un disegno di legge che ho preparato ad hoc.
 
 Perch non si emana, come in America, una norma che preveda che nessun ente sovvenzionato con fondi pubblici possa acquistare strumenti non accessibili a tutti?
 Nellambito di questa iniziativa legislativa che stiamo preparando, stiamo considerando anche lopportunit di inserire qualcosa di simile a quello che  stato creato negli Stati Uniti.
 
 


