STORIE E CULTURA.

  Impressioni di viaggio
  di Bruno Bertucci.  
  
Quando visiti per la prima volta uno Stato del Sud America ti senti spaesato,  tutto un altro mondo! Non a caso Dvork scrisse la Sinfonia Dal Nuovo Mondo. Se non vuoi fare il turista e cerchi di conoscere le persone per carpirne informazioni utili e approfondire eventualmente le conoscenze, devi prestare attenzione in primo luogo ad alcuni aspetti che questa zona mette in vetrina. Spesso queste variabili sono effimere e ingannevoli. Se, invece, sei alla ricerca di un vero approfondimento socio-culturale rispetto allambiente che ti circonda, avrai pi possibilit di entrare a far parte, con un occhio curioso, di un piccolo gruppo di stranieri che cerca di investigare i problemi e le potenzialit offerte da realt emergenti come la Colombia, lEquador, il Cile, la Bolivia o il Per. Attratto dalla musica che ti viene proposta in tutti i locali, sei avvolto da quella che per i latinos  lessenza di vita: il ritmo. Parlando con la gente di qualsiasi livello sociale, dal tassista al funzionario pubblico alla guida nel museo, si scoprono per cose che in Italia risultano quantomeno sconosciute ai pi. 
  Ricordo con piacere e con il gusto dellavventura la prima volta che sono arrivato in Colombia, senza nemmeno aver riservato lalbergo. Chiedendo in aereo, e in seguito al tassista, sono giunto a destinazione senza problemi. In una citt non facile come Bogot (il cui nome  una storpiatura del nome indigeno Bakat) con i suoi oltre 7 milioni di abitanti che vanno dalle periferie estremamente povere alla ricchezza dei quartieri tranquilli o presunti tali. Successivamente  iniziata la ricerca dei posti dove mangiare, dei luoghi da visitare e la raccolta di una serie di informazioni che mi potessero supportare nella mia innata curiosit di etnomusicologo. 
  Vi  stata, quindi, una prima valutazione superficiale, con un giro turistico, per rendermi conto se valesse la pena ritornare in futuro. Da informazioni precedenti sapevo che i colombiani, come mi disse un amico, sono molto intelligenti e allo stesso tempo molto furbi. Instaurando altri rapporti con i locali mi sono arrivate informazioni che hanno rafforzato i miei convincimenti; infatti, le 102 etnie che popolano la Colombia non hanno avuto quasi possibilit, fino a tempi recentissimi, di contatti fra loro, poich lo Stato, grande allcirca quattro volte lItalia (1.138.914 km) e popolato da circa 45.000.000 di abitanti,  percorso da tre cordigliere che sono riuscite ad isolare praticamente in maniera perfetta le varie etnie. Ma una delle cose pi interessanti  stata percepire quanto la Colombia sia un paese che potenzialmente pu arrivare agli standard brasiliani, anche tenendo conto delle problematiche sociali che toccano le periferie delle grandi citt nonch le zone rurali, che risultano quasi irraggiungibili.
  Mi sono sentito affascinato da alcuni racconti, dallutilizzo di alcuni strumenti e particolarmente mi ha interessato visitare il museo dellOro di Bogot (uno dei pi famosi dellAmerica latina), con reperti che richiamano le civilt precolombiane. Altra visita importante  stata quella al Museo National dove si possono incontrare strumenti simili a quelli che vengono tuttora utilizzati da unetnia nera del Marocco, gli Gnaua. Sicuramente persone importate come schiavi, i cui discendenti ora popolano la costa Atlantica colombiana.
   Sempre a proposito di gruppi etnici, uno dei simboli colombiani  senza dubbio la possibilit di incontrare, nel parco Simon Bolivar, situato nel centro della capitale e che ci invita ad una passeggiata di circa 6 km, una famiglia multicolore: il padre o la madre bianco, il figlio trigueo, la figlia con la pelle colore cannella, etc. Questo puzzle di colori, ritmi e suoni, di giochi e varie vocalit, stimola lattenzione di un attento osservatore. Nel parco si va anche per un intervallo ludico a fare volare gli aquiloni multicolori, detti dai colombiani cometas, come si faceva una volta da bambini; ci avviene specialmente nel mese daprile. Da qui lo spirito livre, come direbbe un colombiano, ovvero lo spirito aperto ad affrontare anche le situazioni pi serie con un pizzico dironia e una vena positiva per superare le difficolt della vita quotidiana. 
  Unaltra caratteristica che si pu osservare nei rapporti famigliari  lassoluta indipendenza dei ragazzi dal contesto domestico. Mentre purtroppo nel nostro paese siamo abituati a genitori che vanno a prendere i ragazzi a scuola anche a 12/13 anni, in un contesto sicuramente pi pericoloso, o comunque meno sicuro, come alcune zone della Colombia, e della stessa Bogot, i ragazzi vanno a scuola da soli e ritornano semmai con un pulmino, quando c; altrimenti fanno la strada a piedi in gruppo, in tal modo socializzando tra loro. Senza dubbio ci li fa crescere pi autonomi e con la capacit di valutare anche situazioni difficili e rischiose. 
  Una domanda sorge spontanea: dov il terzo mondo?  quello ipertecnologico per pochi eletti dove il dialogo nelle famiglie non c pi, o quello molto pi semplice di un bambino che se ha un quaderno nuovo  contento e lo mostra al padre o al nonno, o alla madre? A mio avviso la seconda situazione culturale si rivela per il ragazzo molto pi stimolante e coinvolgente, dal punto di vista pedagogico e non solo, sotto diversi punti di vista: perch c la scoperta del nuovo, perch si possono confrontare le diverse esperienze culturali arricchendo la propria vita di una vasta quantit di informazioni e, da ultimo, perch tutto questo bagaglio permette al giovane uno sguardo pi profondo e analitico sulla societ in cui vive.
  In conclusione credo che un paese emergente del Sud America, come la Colombia, dovrebbe essere osservato con maggiore attenzione dallUnione Europea, che inviano spesso missioni umanitarie per aiutare alcune situazioni, per certi versi drammatiche; e daltra parte i nostri politici e governanti dovrebbero rendersi conto delle opportunit che possono svilupparsi, per entrambe le parti, da un rapporto interculturale, e di come sfruttare nel modo migliore alcune occasioni che in seguito potrebbero rivelarsi momenti di intercambio anche economico e sociale.

