STORIE E CULTURA.

 I Balkan: strumenti e tradizioni.
 di Bruno Bertucci.
 
 Lo scacchiere balcanico offre oggi molteplici spunti di ricerca ove si consideri la differenza sociale, il variegato panorama culturale e la coesistenza di popoli interconnessi tra loro ma allo stesso tempo indipendenti e autonomi. Nello specifico  questo il caso della Bulgaria, un crogiuolo di etnie e popoli diversi, ognuno dei quali esprime in modo unico la propria musicalit e la propria arte, in una parola il folclore. La Bulgaria, infatti, invita a riflettere su quante e quali siano state le evoluzioni dei gruppi etnici che vi si sono insediati, nonch il retaggio culturale che questi gruppi hanno ritenuto: prova ne sia la loro musicalit che, se da un lato richiama quel magico sapore dOriente, daltra parte ha assimilato inevitabilmente le circostanti aree geografiche e quindi infiniti passaggi e incontri con quelli che oggi vengono definiti impropriamente Stati.
 Indagare gli usi e i costumi dei Bulgari  un viaggio sorprendente ed allo stesso tempo affascinante che presenta mille sfaccettature: dai dintorni di Sofia a Plovdiv, alla Valle delle Rose, ai villaggi che si affacciano sul Mar Nero fino alle citt portuali di Burgas e Varna. In queste regioni possiamo trovare una mescolanza di riti, tradizioni e vite quotidiane condite da ritmi e suoni che spesso richiamano il vicino Oriente e il contagio avvenuto nella storia con le altre genti della Penisola Balcanica, mantenendo per sempre i caratteri propri della lingua, della societ e della cultura bulgara.
 Il saper indagare fra questi suoni  privilegio di pochi. Ad esempio un grande musicista dellepoca romantica come Johannes Brahms ne ha tratto ispirazione per quelle splendide composizioni comunemente indicate come le danze ungheresi, impregnate dei virtuosismi, delle melodie e dei ritmi zigani, che si rivelano molto vicine alle sonorit proprie di questa parte cos ricca che costituisce il Sud-est dei Balcani. Non a caso i Bulgari sono denominati proprio Balkan, accezione derivata dalla catena montuosa. Ed in questo contesto il geografo tedesco Johann August Zeune, nel 1808, identific propriamente la penisola a Sud-est dellEuropa come Penisola Balcanica. Ma non solamente i Bulgari ne fanno parte: perch non parliamo dei Macedoni, degli Albanesi o dei Rumeni? E non dimentichiamo i Traci che furono i progenitori di gran parte di queste etnie.
 I Bulgari o proto-Bulgari, per lappunto, giunsero nella penisola in diverse ondate, probabilmente dalle lontane terre dellAsia Centrale, e qui si stanziarono nel 681 d.C. Questi cavalieri guerrieri si imposero in una regione del Sud-est europeo culturalmente composita da tutti i punti di vista e ricca di tradizioni. 
 Anche geograficamente la regione, come molte altre in Europa, ha subito nel corso dei secoli dominazioni e, di conseguenza, cambiamenti socio-culturali piuttosto evidenti. La parte sudorientale della Penisola Balcanica si caratterizza, naturalmente, anche per la sottomissione al giogo Ottomano dei Turchi Selgiuchidi, che ha lasciato tracce indelebili e non soltanto in quel lembo della Bulgaria che si affaccia di fronte alla Turchia, dove viene parlato uno dei dialetti turcofoni. Dobbiamo sottolineare come questa dominazione dur dal XIV secolo, in cui lo stato bulgaro cess di esistere come unentit indipendente, fino al 1878, ovvero per quasi cinquecento anni.
 Questi popoli hanno nei secoli elaborato una musica molto particolare con alla base alcuni strumenti aerofoni come la gaida, una piccola zampogna, o strumenti a corde sfregate come la gadulka, altrove chiamata guzle. Corrispettivo del nostro violino, ma suonata diversamente, con posizioni particolari e talvolta in modo verticale, cos da ottenere quelle sonorit proprie di questarea geografica. Ma anche il flauto bulgaro denominato quaval svolge un ruolo importante nella piccola orchestra di musica popolare dellarea in questione. Sono questi strumenti a guidare spesso i piccoli complessi della musica popolare; eppure  proprio il corpo umano il primo strumento che, producendo per mezzo delle corde vocali modulazioni fra le pi varie, si dimostra veramente primus inter pares, ed  quasi sempre lo strumento guida per eccellenza nellespressione della quotidianit.
 A proposito, come non ricordare la polifonia dei canti Ortodossi che ci coinvolgono tutti in quei rituali greci che, richiamando il Kirieleison, non sfuggono ad altre parole fondamentali quali Cristos e Amin. In queste cerimonie religiose ci immergiamo nei sapori e nei colori del vicino Oriente, durante lunghe funzioni in cui lassemblea trova, come un tempo, il gusto di ascoltare e partecipare con la propria voce alle Liturgie, senza le consuete interruzioni di cellulari e quantaltro.
 
