STORIE E CULTURA.

In attesa della fumata bianca: intervista a Navarro-Valls.

Lincontro con Joaquin Navarro-Valls, portavoce di Giovanni Paolo secondo e Benedetto sedicesimo, offre al lettore unattenta disamina delle evoluzioni dei due pontificati con alcune indicazioni per il prosieguo del cammino della Chiesa, considerando anche alcuni aspetti che riguardano il futuro della Cristianit e non solo. Il professore risponde alle domande con la consueta puntualit e precisione rendendo un quadro completo del corso degli eventi storici.
 
Lei ha collaborato con due pontefici molto diversi fra loro, ma affini riguardo alla conduzione della Chiesa: cosa lha colpita dal punto di vista spirituale di queste due guide?
 Tutti e due erano persone di uno stupendo e per nulla comune livello intellettuale. Giovanni Paolo secondo soprattutto nel campo filosofico; Benedetto sedicesimo soprattutto nel campo teologico. Ma questa straordinaria ricchezza intellettuale era arricchita con quella dimensione spirituale che  propria dei santi. Quello che affascinava di loro era lottimismo che emanavano proprio di fronte ad una cultura, quella di oggi, che in una parte importante del mondo pensa lessere umano in termini riduttivi; perfino negando allessere umano la capacit di conoscere la verit. La visione cupa delluomo, cos drammaticamente presente in tanti luoghi della geografia umana moderna,  stata capovolta dallinsegnamento di questi due Papi. 
 
I due ultimi Pontefici hanno dimostrato una notevole carica innovativa: a suo avviso, come si  evoluto il progetto Pontificale?
Il Pontificato, nei suoi tratti definitivi,  stato consegnato venti secoli fa da Ges di Nazareth a Pietro, suo discepolo. Questi tratti definitivi permangono nel tempo. Ma oggi questi due ultimi Papi hanno configurato il loro ministero facendo s che un Papa sia visto non semplicemente come un amministratore ma come il primo apostolo della Chiesa. Loro hanno saputo avvicinarsi alle nostre vite, ai nostri problemi quotidiani, ai nostri interrogativi e perfino alle nostre gioie per farci capire il senso della nostra esistenza. Oggi, il Papa,  vicino pi che mai ad ognuno di noi.
 
A tal proposito, quali sono stati i risultati pi significativi raggiunti dagli ultimi due Papi riguardo la Pastorale a cavallo del terzo millennio?
Lelenco sarebbe molto lungo. Per esempio, il superamento di quel fossato che si voleva aprire tra la ragione umana e la fede. La coscienza per tutti i cristiani comuni  e non soltanto per i consacrati e per i sacerdoti  di essere chiamati alla pienezza della vita cristiana, cio alla santit. Ma si potrebbe continuare a lungo
 
In che modo descriverebbe la pastorale di Benedetto sedicesimo?
Molto semplicemente: la pastorale dellintelligenza. 
 
Si parla molto della salute del Santo Padre, ma cosa preoccupa particolarmente della persona del Papa Emerito?
Lo ha detto lui stesso in modo commoventemente sincero: quella mancanza di vigore del corpo e dellanimo che gli sarebbe stata necessaria per rispondere al compito immane di un Papa. Oltre allet, ci sono dei limiti fisici che gli avrebbero impedito di dare adeguata guida, luce, stimolo a quel miliardo e duecento milioni di cattolici di tutto il mondo. 
 
Quanto il realismo di Benedetto sedicesimo  riuscito, secondo lei, a tenere dritta la Barca di Pietro?
 riuscito pienamente. Non soltanto per il suo realismo, ma anche  e soprattutto  per il suo magnifico insegnamento spirituale, etico, umano e divino insieme.
 
In che misura il Santo Padre gestisce il rapporto fra scienza, fede e razionalit?
Nella misura in cui si faccia ascoltare e sia ascoltato. 
 
Oggi la Chiesa si trova in un momento difficile. Il pontefice ha abdicato con coraggio: a cosa andremo incontro dopo lelezione del nuovo papa?
Il momento  difficile, come lei dice, ma non principalmente per la Chiesa ma per tutto il mondo doggi.  proprio la Chiesa che d risposte ai temi cruciali e non risolti dalla cultura attuale. Il nuovo Papa non dovr ricostruire nulla poich nulla  stato distrutto con la rinuncia di Benedetto sedicesimo. Con il nuovo Papa andremo incontro alla stessa sfida dei primi Cristiani: convincere il mondo che non siamo isolati sul baratro del nulla, ma siamo figli molto amati da Dio. 
 
Realismo, fede e cultura dovrebbero caratterizzare il nuovo Pontefice: secondo lei cosa ci vorrebbe per completare questo ritratto?
Un Papa porta con se sempre un mistero, anzi, un Papa  gi un mistero. Perch in lui convive tutta la fragilit umana e tutto il potere di Dio. Un Papa sa sempre che  incapace da s di poter realizzare quello che Dio stesso gli chiede di fare. Quindi il Sommo Pontefice  sempre un uomo di orazione, di preghiera. 
 
Papa Benedetto ha parlato fin dalle meditazioni della via Crucis della sporcizia nella Chiesa ed ha lottato con tutte le sue forze per migliorare la situazione. Qual  la figura che secondo lei potrebbe continuare la sua Pastorale Universale?
 Se lei mi chiede di dirle chi sia il mio preferito tra i Cardinali, le dir: il mio preferito  proprio quello che sar eletto. Non so ancora il nome, ma chi sar eletto, gi da oggi  il mio preferito.
 
Dopo il Vaticano secondo, Joseph Ratzinger ha lavorato molto per lecumenismo: ci sono stati evidenti passi in avanti nel dialogo con i Musulmani e, se s, per quale motivo?
 Nella dimensione ecumenica, cio, nel rapporto con i cristiani non cattolici si sono fatti molti passi avanti. Con i non cristiani, e concretamente con i musulmani, c un rapporto frequente a livello locale, vale a dire, nei diversi paesi. Ma nellIslam, come lei sa, non esiste un vertice religioso istituzionale. Questo rende i rapporti pi difficili poich variano molto le situazioni tra un area ed unaltra.  
 
Loccidente deriva la sua cultura da quella greca: in questo quadro che importanza ha avuto laffermazione del Cristianesimo attraverso la figura petrina?
 Direi che leredit da cui loccidente deriva la sua cultura  insieme greca e cristiana. Platone e San Paolo possono essere letti in successione. Aristotele  stato completato da Tommaso dAquino. La figura petrina da lei menzionata non ripudia i classici, ma li completa.
 
Bruno Bertucci
