STORIE E CULTURA.

Se mi sbaglio mi corrigerete. Joaquin Navarro-Valls racconta Giovanni Paolo Secondo. 
di Bruno Bertucci.

Joaquin Navarro-Valls per ventidue anni ha accompagnato, come direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Giovanni Paolo Secondo nel suo lungo pontificato. La stretta collaborazione con un Papa di tale spessore umano, spirituale e culturale traspare dalle sue dichiarazioni. Il professore, che  anche medico e ha seguito la malattia del Santo Padre fin dagli inizi, ci ha concesso unintervista dai contenuti semplici quanto profondi.
Lei  un uomo di fede nonch di cultura: cosa l'ha spinta dopo la laurea in medicina ad esplorare il mondo della comunicazione?
La curiosit intellettuale. Ed anche il desiderio di scoprire in che modo la comunicazione di massa  stampa, radio, TV, pubblicit  influisce sugli stati danimo delle persone e ne condiziona le abitudini. 
Pu parlarci del rapporto tra scienza e fede?
Avrei bisogno di molte pagine e di molto tempo. In sintesi potrei dire che la natura umana  razionale ma allo stesso tempo incline alla conoscenza della fede. Questa apertura trascendente dellessere umano lo distingue dellanimale. Ragione e fede sono due modi di conoscere Dio: con la ragione luomo pu farsi unidea di Dio; attraverso la fede, lo conosce come Padre, come amico, come speranza. 
Quanto possono influire sull'etica i punti cardine della religione cattolica?
I dieci comandamenti sono accessibili a qualsiasi persona  cristiana e non  perch sono di diritto naturale. Rispettare la moglie di un altro; non rubare; non dire il falso, ecc.: ci  accessibile alla ragione di tutti. Ma se sono consapevole che lessere umano  stato creato a immagine e somiglianza di Dio, come mi dice la Genesi, allora s che posso avere un parametro etico fondamentale che mi porti a rispettare sempre laltro e a non ignorarne mai la dignit. 
In che modo la vicinanza con un Santo le ha cambiato la vita?
Domanda difficile Nemmeno io lo saprei dire. I Santi hanno sempre questa qualit cos speciale: ti aiutano a migliorare quasi senza rendertene conto. E questo perch i veri Santi sanno rendere simpatica la virt. 
Pu raccontarci del primo incontro con Giovanni Paolo Secondo? 
Ricordo che avvenne in un contesto di grande naturalezza. Ero allora Presidente dellAssociazione della Stampa Estera in Italia e lui mi chiese qualche idea per migliorare la comunicazione della Santa Sede. Fu cos che inizi per me un impegno durato 22 anni. Non lo avrei mai immaginato.
Giovanni Paolo Secondo  stato il Papa della comunicazione. Da giornalista, come definirebbe il modo in cui diffondeva la Parola alle moltitudini?
Con convinzione, con autorevolezza, ma anche con simpatia. Ascoltandolo la gente si rendeva conto di poter arrivare molto al di sopra dei loro limiti. Come le dicevo prima, sapeva rendere simpatica la virt, anche quando la virt sembrava  o era  ardua. 
Papa Wojtyla ha dato una grande rilevanza al dialogo ecumenico e si  sempre battuto per l'unit dei cristiani: fino a che punto oggi  stato recepito questo messaggio?
Sicuramente si sono fatti dei grandi passi avanti. Se si pensa, ad esempio, che per secoli non c stato un rapporto vero tra cattolici e ortodossi, si pu capire la grandezza della nuova situazione. Identica considerazione si potrebbe fare ovviamente sui rapporti tra le confessioni protestanti e la Chiesa Cattolica. 
Il Santo Padre ha sempre avuto la capacit di riempire le piazze: per quale motivo il suo carisma coinvolgeva in special modo i giovani?
I giovani vedevano in lui quella voce che non trovavano nella societ attuale, nella cultura odierna e, molto spesso, nemmeno nelle loro stesse famiglie. Una voce autorevole, esigente, paziente, chiara, che non li coccolava ma nemmeno li respingeva. Il Santo Padre infatti sapeva dare risposte alle loro molteplici domande e loro, abituati alla trivialit del momento, sapevano riconoscere in lui la guida che nessun altro offriva loro. 
In che modo descriverebbe la pastorale di Giovanni Paolo Secondo?
Era la pastorale della passione per Dio e per la persona. Tutte e due le cose insieme. 
Cosa significava la parola "verit" per Giovanni Paolo Secondo?
Una volta mi disse che forse lespressione pi bella del Vangelo era quella di San Giovanni attribuita a Ges quando disse: La verit vi far liberi. La vita di un essere umano si pu riassumere nella ricerca del vero. Le cose e le persone non sono come piacciono o sembrano a noi, n come ci piacerebbe che fossero: le cose e le persone sono come sono davanti a Dio.
Qual  il mistero terreno di Giovanni Paolo Secondo e quanto ha influito la sua opera nel mistero celeste?
Penso che nessuno possa rispondere a questa domanda. Dio assegna ad ogni essere umano una missione da compiere nella propria esistenza. Tutti abbiamo davanti a noi un progetto personale tracciato da Dio. Il Santo  coui che realizza stupendamente questo progetto. E questo lo sa solo Dio.
Il messaggio del Papa polacco "non abbiate paura" esprime un ottimismo radicale: in che modo tutto ci  legato al culto mariano?
La persona che ha fiducia in Dio non conosce il pessimismo; la sua devozione alla madonna ha anche a che vedere con questo. Tutto ci  stato dimostrato proprio dalla vita di Papa Wojtyla.
C' stato un incontro delicato (politico, istituzionale o di altro genere) in cui il Santo Padre ha dovuto far ricorso a tutte le sue virt per non perdere le staffe?
Molto spesso faceva ricorso alla sua pazienza. Anzi, la sua pazienza era un arma invincibile in molte occasioni. Per esempio, dal suo primo viaggio in Polonia nel 1979 alla caduta del muro di Berlino e ai successivi cambiamenti nellEuropa dellEst, erano passati dieci anni. Ma alla fine la sua perseveranza e la sua pazienza hanno vinto. 
Qual  stato, da medico, il suo primo pensiero quando si  reso conto del sopraggiungere della malattia?
Era ovvio che la fine della sua vita terrena si avvicinava. Era il momento della preghiera e del compimento di quella magnifica pastorale che vuole ridare senso al dolore e alla malattia in unepoca che sembra ignorare  anche se non lo pu fare del tutto  il senso del dolore e perfino alla morte.
Lei gli  stato vicino fino all'ultimo momento: quanto Giovanni Paolo Secondo  stato aiutato dal suo intenso rapporto con la preghiera?
Finch rimase cosciente, pregava sempre con straordinaria serenit. E chiedeva che lo aiutassero a fermarsi in preghiera leggendogli a voce alta la Via Crucis.
Ho vissuto una grande emozione nell'82 al termine del discorso nel Palazzo della Ragione di Padova. Nel tentativo di raggiungere il Santo Padre stavo creando scompiglio nel servizio d'ordine, ma quando ho detto Voglio vederlo da vicino, perch non ci vedo e ho mostrato il bastone bianco il Papa  tornato indietro e mi ha abbracciato. Ricorda episodi simili con protagonista un handicappato?
Molte volte nel corso degli anni. Ricordo quando, in Francia, visit unistituzione per persone con deficit di diverso grado. Alcuni erano ciechi, altri sordomuti. Il Santo Padre, dopo averli salutati uno ad uno, comunic a tutti loro che, nel celebrare la Messa subito dopo, li avrebbe portati con s sullaltare dove si compiva il sacramento dellEucarestia. 
Ha un episodio che le  rimasto maggiormente impresso tra tutti quelli che ha vissuto con questo grande Pontefice?
Mi chiede una cosa quasi impossibile. Non sono capace di stralciare un solo episodio di questi anni, della totalit di immagini che sono state vissute. 
Assieme a Giovanni Paolo Secondo ha incontrato molti grandi artisti: chi lha maggiormente impressionato dal punto di vista umano?
Forse lo scrittore Solgenitsyn. Ma anche il grande direttore von Karajan.
Unultima domanda da musicologo: qual era il rapporto del Santo Padre con la musica? 
Aveva una grande predisposizione musicale, tanto verso le grandi sinfonie e concerti quanto per la musica popolare. Se poteva, soprattutto quando era in montagna quei pochi giorno allanno, cantava. 

