STORIE E CULTURA.

MUSICA VENETA AL TEATRO OLIMPICO
  
  
  Il Maestro Claudio Scimone e la sua orchestra, i Solisti Veneti, hanno dato luogo il 4 maggio 2000, presso il Teatro Olimpico di Roma, ad un concerto veramente prestigioso che presentava alcune fra le pi belle e significative pagine vivaldiane. 
  Dal Concerto in Si Bemolle Maggiore RV 501 La Notte per fagotto e archi al Concerto in La Minore RV 108 per ottavino e archi, a quello per due violini in tromba marina, due flauti, due mandolini, due salmo, due tiorbe e archi che dimostravano tutta la brillantezza e il fascino tipico della musica veneta, la serata non aveva una battuta di pausa.
  Gli impasti orchestrali di questo prestigioso ensemble, ormai noti al grande pubblico, hanno coinvolto la platea degli ascoltatori. Sia che si trattasse di sonorit particolari come quelle delle tiorbe, dei mandolini, dei violini in tromba marina o degli salmo, sia che si ascoltassero sonorit pi eseguite come nel Concerto La Notte per fagotto, interpretato con precisione da Roberto Giaccaglia, o quello per ottavino e archi, interpretato da Clementine Hoogendoorn Scimone, nel quale lottavino ci proponeva sonorit limpide e chiare cui gli ascoltatori sono abituati da questo complesso, le esecuzioni erano sempre perfette.
  I colori strumentali venivano sottolineati in particolar modo dalloboista Giuseppe Falco, dal mandolinista Ugo Orlandi, sotto la bacchetta vigile del M Scimone.
  Al termine della serata sono stati concessi due bis; da notare la conclusione con le variazioni di Rossini su temi del Mos in Egitto e della Donna del lago interpretate sapientemente da Lorenzo Guzzoni. 
  Una vera festa della musica veneta che ancora una volta ha saputo coinvolgere lattenzione di tutti gli astanti.
  
Bruno Bertucci
  
