STORIE E CULTURA.

Ruggero Livieri: arte e musicalit.

Il Maestro Ruggero Livieri, organista e insegnante al conservatorio di Padova,  un non vedente; nellanno europeo del disabile vogliamo affrontare con lui il tema dellhandicap. 

Non le sembra che questa tematica sia stata effettivamente dimenticata?
Effettivamente dei nostri argomenti non se ne parla pi di tanto. Durante il 2003 si poteva presentare loccasione per parlare un po di questa realt e cercare di incentivare eventualmente qualche iniziativa, idea, suggerimento o proposta.
  
La manifestazione  stata organizzata proprio per rendere note quelle realt che molti non conoscono: per esempio, quando qualcuno vede le guide, ossia le linee tracciate per terra per i non vedenti, spesso non se ne rende conto...
Credo che ci sia una scarsissima informazione sulla realt in proposito.  un problema che si  sempre manifestato. Negli anni passati si erano gi riscontrate queste situazioni, ma oggi stiamo un po peggiorando perch viviamo nella societ dellindividualismo e dellimmagine dove la gente pensa molto a se stessa e ai propri interessi personali. 
  
A proposito, so che lei ha seguito un percorso precisamente normale: ha insegnato in tutti i conservatori dItalia per raggiungere una stabilit economica e non solo, anche per avere un posto di lavoro come tutti gli altri.
Diciamo che per mia natura sono sempre stato proiettato verso lautonomia e lautosufficienza e mi piace avere sotto controllo la situazione delle cose che faccio, quello che vivo e poterle gestire in maniera autonoma senza ricorrere agli altri anche se farlo talvolta  una necessit naturale di tutti gli uomini e di tutte le persone di questo mondo: anche chi ci vede ha bisogno, per questioni di forza maggiore, pu aver bisogno di un aiuto. Siamo fatti per vivere insieme, ovvero in comunit, per io ho sempre cercato di risolvere il pi possibile i problemi da solo e di evitare aiuti soprattutto compassionevoli. Il fatto di avere viaggiato molto per insegnare  stata un po una sfida che ho voluto fare a me stesso, mi sono imposto di fare questa cosa per vedere fino a che punto, nelle mie condizioni, sarei stato capace di gestirle e di affrontarle. Quando si  giovani si ha anche molto pi coraggio e incoscienza che in certi casi non guasta. Se avessi ascoltato il parere di alcune persone che mi stavano attorno probabilmente non lavrei fatto.
  
Tipo la mamma?
Certo, i familiari prima di tutto, poich i miei genitori, che non hanno una base culturale, si erano messi in testa che siccome io ho avuto la disgrazia di non vedere lo stato avrebbe dovuto venirmi incontro, darmi un posto sicuro e una casa, onde evitare la tutte le difficolt che ho dovuto affrontare per viaggiare, perch partire e arrivare in treno in una citt nuova, affrontare linsegnamento in un posto lontano da casa, dover andare avanti e indietro tutte le settimane comporta un grosso disagio. Ma credo che facendo in questo modo si consegua una grossa soddisfazione. Se avessi fatto il centralinista a Padova, magari guadagnando anche di pi, questo mi sarebbe stato dato come non vedente e non perch ho dimostrato le mie capacit. Oggi sono orgoglioso di insegnare al conservatorio di Padova.
 
Quanto la tua sensibilit da non vedente ti ha aiutato come musicista?
Certamente vedo che chi  un vero musicista e quindi ama la musica, la vive e la sente dentro dal punto di vista spirituale. Certo che il fatto di non vedere comporta delle grosse difficolt, tipo quella di non poter suonare a prima vista lo spartito e quindi di dovere imparare tutto a memoria; per credo che alla fine questa interiorizzazione della musica sia veramente molto utile perch ti porta ad avere un rapporto molto pi profondo ed intimo. Alcuni professionisti talvolta risultano piuttosto freddi, cio suonano le note correttamente ma non trasmettono un messaggio a chi ascolta. Credo di riuscire a trasmettere dei messaggi ed  questo un dono di natura.
  
Ma qual , allora, la barriera che Ruggero Livieri vorrebbe eliminare?
Non  facile rispondere perch se pensiamo alle barriere architettoniche, possiamo farne un elenco e proporre che vengano eliminate; ma credo che le barriere pi grandi da risolvere siano quelle mentali e culturali. La gente non sa chi siamo e forse non gli interessa, ci interpreta in modo soggettivo e personale che a volte pu essere corretto, equilibrato, a volte invece pietistico, a volte diffidente. Bisognerebbe promuovere la cultura della solidariet fatta con la testa, cio capire chi  veramente il non vedente, cosa pu dare e di cosa pu aver bisogno, in maniera molto razionale. 
  
Dalle sue precedenti dichiarazioni ci siamo resi conto che il Maestro Livieri  un musicista di larghe vedute e per questo motivo ci sembra opportuno proseguire con una vera intervista musicologica che affronta alcuni argomenti concernenti uno strumento oggi poco conosciuto ma molto importante nella storia della musica. Nellintervista che segue il M ci ragguaglia su molti aspetti della musica organistica a partire da quella Bachiana, presentando anche lincisione del compact dal titolo Il Mistero del Natale nella musica di Bach.
  
Come ha avuto lidea di incidere questo compact?
Il progetto lavevo maturato da tempo, ma non mi ero adoperato pi di tanto per realizzarlo; casualmente ho incontrato il produttore della Phoenix il quale aveva gi lavorato con altri artisti, ma non con organisti, e conoscendomi mi ha detto: Perch non incidiamo un cd?. Lidea mi ha immediatamente entusiasmato e allora ho cominciato a pensare ai brani da scegliere. Quando ci siamo risentiti abbiamo stabilito che il cd sarebbe potuto uscire verso Natale. Per questo motivo ho voluto inserire musiche ispirate a questo periodo, dando al cd il titolo Il Mistero del Natale nella musica di Bach.
  
A proposito, come ha scelto le musiche che fanno parte di questo cd?
Considerando che Bach ha scritto molti preludi corali, brani per organo, costruiti sopra la melodia di un canto, inni tipici della Chiesa Luterana, consolidati nella tradizione nordica ed ereditati anche dalle Chiese Cattoliche dove questi venivano cantati dallassemblea, gli organisti si dilettavano ad improvvisare su queste melodie fino a renderle delle vere e proprie forme musicali. Bach ha scritto moltissimi brani ed elaborazioni per questo strumento: infatti ogni preludio corale porta un titolo che si riferisce alla melodia originale. Inoltre, avendo lavorato come musicista da chiesa, ha composto preludi corali destinati ai vari periodi dellanno liturgico come Avvento, Natale, Pasqua o Pentecoste. 
  
Sappiamo che Bach in quanto a composizioni religiose non  secondo a nessuno!
Bach era un uomo di una profonda spiritualit, che ha vissuto in un periodo in cui in Germania la religione luterana era predominante, come del resto lo  ancora. Inserito pienamente in questa cultura, ha ereditato tale spiritualit e lha trasmessa attraverso la sua arte non solo a livello musicale, ma anche emozionale e intellettuale: egli ha compiuto infatti degli studi molto approfonditi sulla Bibbia e nelle sue opere vi sono figurazioni ritmico-melodiche che utilizza per rappresentare dei valori teologici e religiosi ben definiti; ad esempio, il fatto di usare il cromatismo per esprimere un sentimento di dolore oppure un inciso melodico-ritmico per esprimere un sentimento di gioia, ecc.
  
Pu parlarci della diffusione dellopera bachiana?
Lopera del musicista tedesco  conosciuta a livello discografico quasi integralmente, dal momento che se ne possono trovare molte edizioni. Purtroppo a livello concertistico vi sono alcune pagine che si ascoltano raramente o addirittura mai, forse anche data la difficolt intrinseca, in quanto la grande massa del pubblico rispetta Bach perch  opinione diffusa che sia un grande compositore, ma a livello emotivo non sempre la sua musica  coinvolgente.
  
Ce ne pu fare un esempio?
Vorrei citare la terza parte della Klavier Ubung, opera della maturit dellautore, contenente un preludio in mi bemolle, 21 corali per organo, 4 duetti e 1 fuga; ascoltare questopera integralmente a me  capitato solo due volte nellambito di un corso per specialisti. Eseguire questa musica in un concerto di massa  quasi improponibile, ma ascoltarla ha un effetto molto forte, che pochi sono in grado di apprezzare; inoltre esistono moltissimi corali di Bach, scritti per varie occasioni Liturgiche e non, considerati opere minori e poco eseguite, che  un vero peccato non conoscere. Eseguire preludi corali con la partecipazione di un coro sarebbe una bella esperienza, gi proposta in alcune circostanze, ma che non ha preso ancora piede nellattivit concertistica pi diffusa.
  
A Suo avviso, quali sono le maggiori difficolt per un organista nel suonare in una sala da concerto?
Lorgano per tradizione  uno strumento destinato alla chiesa, al servizio, proprio perch i musicisti e compositori del passato erano innanzitutto degli organisti di Chiesa, professione che gode ancora oggi di un buon riconoscimento nei paesi del nord Europa, molto meno nei paesi latini e pochissimo in Italia, salvo qualche eccezione: oggi dire a qualcuno sono un organista di chiesa  come dire faccio il sagrestano, anzi ancor meno poich in certi casi il sagrestano  una figura indispensabile mentre lorganista no. Sta di fatto che mentre nei paesi stranieri si  pensato a render lorgano uno strumento a portata di tutti, quindi anche al mondo laico, inserendolo nelle sale da concerto, nel nostro paese ci  avvenuto in maniera molto parziale. Se guardiamo bene in molti teatri dellAustria e della Germania lorgano ha sempre trovato il suo spazio; anche nei Paesi ex-Sovietici, dove il regime era lontano dalla religione, sono stati costruiti degli organi da collocare nelle sale da concerto che sono stati utilizzati, come avviene tuttora, in varie manifestazioni. In Italia lorgano si ascolta solo in chiesa ed  suonato raramente nelle sale da concerto; purtroppo, nel nostro paese, la chiesa  poco attenta verso questo strumento, per cui la vita dellorganista non  assolutamente semplice.
  
E per quanto riguarda invece i concerti per organo ed orchestra di Handel?
In questo caso c una visione pi laica, pi profana perch lorgano in Handel viene usato appunto con lorchestra e quindi, sicuramente, veniva usato nelle Chiese ma anche nei teatri; pare che tali concerti venissero eseguiti fra un atto e un altro, per cui avevano una funzione musicalmente molto diversa rispetto al pensiero Bachiano. Tuttavia rimangono delle opere dallaltissimo valore musicale, rese pi accessibili al grande pubblico.
  
Secondo lei, perch, nella mentalit comune, il suo strumento non ha acquisito una buona divulgazione?
Il fatto che la gente non lo conosca  legato per lo pi alla sua scarsa diffusione;  un problema culturale: anche la gente che non frequenta la chiesa conosce pittura, scultura o architettura, ed  in grado di apprezzarne il valore; invece, lorgano viene trascurato proprio perch a livello di informazione non gli si presta attenzione. Inoltre, nelle guide delle pi importanti cattedrali europee si trovano delle informazioni dettagliate anche sullorgano presente in quella chiesa e si possono acquistare dei cd per ascoltarlo. In Italia, a volte, si trovano guide dettagliatissime che spiegano dalla prima allultima pietra della chiesa, ma non accennano assolutamente allo strumento. 
  
Cosa si dovrebbe fare, infine, per pubblicizzare lorgano?
Bisognerebbe laicizzarlo un po, inserirlo in ambienti come le sale da concerto, i teatri, luoghi che non abbiano legami con la Chiesa; dobbiamo prendere in considerazione i costi, per cui ci dovrebbe essere una grande sensibilit da parte dello Stato e degli enti locali. Segnalerei, tra laltro, come anche la Chiesa dovrebbe farne un maggior uso nellambito delle celebrazioni Liturgiche, per coinvolgere ed interessare di pi la gente inserendolo in gruppi corali, strumentali o cameristici.
  
 runo Bertucci
  
