STORIE E CULTURA.

La rondine non  unoperetta! Intervista a Gianluigi Gelmetti.
di Bruno Bertucci.
 
Ho avuto lopportunit di incontrare in varie occasioni il Maestro Gianluigi Gelmetti. Nel 2003, per la Prima dellOpera di Roma, il Maestro mi ha illustrato alcuni particolari della Rondine, offrendo in tal modo spunti significativi di riflessione sulla sua vita di uomo e di artista e su questopera spesso dimentica. Latmosfera del colloquio  cordiale e rilassata, grazie alla sua proverbiale affabilit.
  
Da dove deriva la sua passione per la musica?
Dalla passione per la vita, per il soprannaturale, per il divino, per le diverse condizioni delluomo che partono dal cuore fino a giungere ai livelli pi alti.
 
Quanto la sua vita affettiva  stata influenzata da quella artistica?
Per me la musica  vita. Parlare solo di vita affettiva mi sembra un po riduttivo. Direi che gli eventi della mia vita hanno contribuito a crearmi. La storia della mia vita  la mia storia;  ovvio che si rifletta sul mio modo di esprimermi. Ricordo quando ho imparato a scrivere le aste, ma non ricordo quando ho iniziato a scrivere le note.
 
C per il Maestro Gelmetti un rapporto musica-spiritualit?
S, ed  completo. Credo che ogni uomo si glorifichi ed arrivi al trascendente attraverso il proprio lavoro, qualsiasi esso sia, dal pi semplice al pi complesso, purch non alienante.
 
Ma lei vive con i suoni... ?
S, ho questa grande fortuna di esprimermi con la musica quindi questo  il mio modo pi diretto e pi autentico di pregare Dio.
 
Qual  il rapporto nella Rondine fra musica e arte scenica?
Lopera dovrebbe essere ambientata nel Secondo Impero, noi invece labbiamo inserita nellepoca in cui  stata scritta, allinizio del 900. C un impianto scenico un po liberty, a mio avviso molto pertinente, che rispecchia appieno anche il carattere della musica.
 
Cosa rappresenta questa composizione per la musica pucciniana?
Sono state scritte tante etichette improprie, come la vecchia denominazione di operetta: la Rondine non  unoperetta!
 
C un messaggio che una rappresentazione lirica deve riuscire a trasmettere al pubblico doggi?
Non sono molto convinto della cultura del messaggio in quanto questo a mio avviso  una conseguenza, non un credo n un fine. Oggi il pubblico  intelligente, preparato, per cui non dovremmo partire con lidea di trasmettere a tutti i costi un messaggio ben preciso, perch rischiamo di compiere un atto di superbia ed arroganza. Noi siamo solo modesti trasmettitori del pensiero dei compositori e di ci che gli stessi hanno voluto scrivere fra le note.
 
Per lei cosa significa la parola potere nellambito di unorchestra?
Tollero maggiormente la parola potenza che, comunque, con il nostro lavoro non ha nulla a che vedere. Il lavoro di direttore dorchestra  di portare i musicisti ad avere ununit stilistica. Chi esercita questa professione non pu utilizzare solo il potere.
 
Ha mai avuto un momento di panico durante un concerto?
Anche per questo bisogna intenderci. Il lavoro che deve fare il musicista  quello di superare la paura, sconosciuta allinizio. Prima di un concerto c ancora una tensione enorme, comunque si cerca di superarla.

