STORIE E CULTURA.

La vita di Georges Pretre, successi e aneddoti.
di Bruno Bertucci.

Il Maestro Georges Pretre, incontrato a Roma, durante la direzione di alcuni concerti, dopo aver ricevuto il premio Una Vita Per La Musica come omaggio alla carriera nellambito della rassegna Uto Ughi per Roma, rilassato e sorridente, dimostra una verve non comune per un ottantenne. Il grande direttore, con queste riflessioni, vuole inviare un messaggio ai giovani: Dico spesso loro che nella musica troveranno, dal punto di vista generale, un grande aiuto. Per conoscere questarte bisogna avvicinarsi alla letteratura, ma anche alla psicologia, in quanto nelle opere incontriamo la psicologia dellautore, poich egli vi ha messo la sua passione, i suoi sogni, il suo dramma... ! Lo ha fatto per trasmettere al pubblico il suo modo di scrivere. In tutto questo c la vita. Se voi amerete e approfitterete della musica sarete certamente ripagati e felici.
Quali sentimenti ha provato quando ha ricevuto il premio alla carriera nel contesto della rassegna Uto Ughi per Roma?
Ricevere il premio Una Vita Per La Musica  stato per me un momento veramente emozionante per due motivi: lincontro con il pubblico e i ricordi delle tante direzioni nel vecchio Auditorium di Santa Cecilia che mi ha visto sul podio per quarantanni. 
Lei ha diretto la danza n.5 di Brahms per ben due volte: pu parlarci delle differenti interpretazioni nel dirigere lo stesso brano?
  stato un giochetto di fantasia. Lei sa che prediligo le musiche di questo grande autore poich amo i popoli slavi, perci in Brahms vedo degli schizzi delle grandi province proprie di questi popoli e siccome ogni villaggio  differente, ciascuna danza riflette una luce diversa. Quando ieri ho diretto la danza n.5 ho visitato la parte nord e quella sud del villaggio, sottolineandone i contrasti e la danza dei contadini. Per rispondere alla sua domanda mi sono divertito e questo per me  fondamentale. 
Qual , oltre la musica, un altro punto fermo della vita di Georges Pretre?
Naturalmente la religione, o meglio le religioni, in quanto sono tutte uguali, riflettendoci meglio: tutte puntano al bene. Sono gli uomini che hanno modificato le cose. Non posso dimenticare, daltra parte, tutte le arti e direi che la musica  larte pi completa e, allo stesso tempo, la pi effimera. Quando lei assiste ad un concerto le note volano via e adieu!! Il pubblico ha dei ricordi che non resteranno a lungo, mentre nella musica c tutto. Non possiamo dire lo stesso per le altre arti, in una scultura non sempre troviamo della musica, larte dei suoni invece comprende la letteratura, il riflesso della pittura con le sue immagini, e la scultura quando si crea unorchestrazione.
Pu parlarci delle emozioni da direttore dorchestra? 
Difficile a dirsi, ma quando sono sul podio non sono me stesso, da interprete mi sento pienamente immerso nella partitura. Per me  un momento meraviglioso, in quanto devo far rivivere una partitura scritta che rinasce sempre, ed ogni volta  una cosa nuova. Per questo motivo non ho preferenze per luno o laltro autore. Quando dirigo un brano quello  il genere che preferisco. Ho sicuramente grandi ricordi, come ad esempio il mio debutto alla Scala che fu meraviglioso; al Metropolitan di New York la prima volta; e a Vienna, naturalmente, che ritengo la mia capitale artistica: sono francese di passaporto e di cuore, ma musicalmente sono pi vicino ad essere europeo e viennese. Sono rimasto per 35 anni in questa citt dove ho diretto le sue due grandi orchestre; qualche volta ritorno e l ho avuto la fortuna di dirigere tutto Brahms, tutto Mahler, ma purtroppo non tutto Mozart perch la produzione di questautore  molto vasta. Per me  stato un arricchimento.  
C una missione che la musica colta pu svolgere per lunit europea?
La musica si rivolge anche oltre la sola Europa. Pensi ai giapponesi che non sono abituati a questo genere di musica ma ne sono ghiotti. Spesso sono andato in Giappone in tourne con la mia orchestra francese ed  stato sempre un trionfo. La musica ha portato lunione, ma purtroppo alla giovent non viene offerta adeguatamente. 
Ed allora, come dovrebbe essere prospettata la musica ai giovanissimi?
Rilevo un errore molto grave in quanto viene loro proposta la televisione con delle cose straordinarie!!! Unarma nefasta che artisticamente offre zero. E tutto questo solo per la pubblicit! Sottolineerei invece che i giovani andrebbero orientati verso larte prima della scuola media, quando  troppo tardi, poich tutto viene vissuto come un obbligo. Bisognerebbe invece iniziare dai bambini della scuola materna: a 4 o 5 anni i bambini giocano con la creta, scolpiscono e disegnano, si faccia ascoltare loro anche della musica. 
D: Durante la sua carriera si ricorda un aneddoto simpatico in cui lei  stato protagonista insolito?
R. Una volta mi trovavo in tourne con Maria Callas. Durante il concerto lei cantava unaria italiana con una cadenza divina, lorchestra si ferm e Maria continu a cantare. Ascoltando questa magnifica interprete, chiusi gli occhi e andai in trance, dimenticandomi di essere sul podio. Sentivo Maria come se fossi stato tra il pubblico. Avevo dimenticato di ricominciare e tutti ridevano poich avevano capito.
Unaltra volta, al festival di Aix-en-Provence, dirigevo La voix humaine di Francis Poulenc, storia di una donna abbandonata che chiama al telefono sua madre chiedendole il perch dellabbandono, un testo magnifico di Cocteau. Mia moglie era tra il pubblico, io nella buca dellorchestra, mentre gli artisti si trovavano in alto. Alla fine dellopera andai sulla scena per salutare gli artisti e mia moglie domand: Ma chi  quello? Unaltra donna rispose:  quello che ha risposto al telefono.
