STORIE E CULTURA.

I quartetti del dopocena.
di Bruno Bertucci.

FRANZ JOSEPH HAYDN.
Nel 2009 verr celebrato il bicentenario della morte di Haydn, definito padre e creatore della Sinfonia. Per ricordare questo grande compositore  che  riuscito a  diventare, nonostante le condizioni in cui viveva il musicista nel classicismo, un lavoratore autonomo, si vuole illustrare questa figura prendendo in considerazione alcuni tra i pi interessanti aspetti della sua musica e della sua personalit. 

LA VITA.
Franz Joseph Haydn nacque a Rohrau, in Austria il 31 marzo 1732 e mor a Vienna il 31 maggio 1809.
Il padre di Haydn era carradore (carpentiere) e pi tardi divenne l'equivalente del moderno Biirgermeister; la madre di Joseph, Anna Maria Koller, faceva la cuoca nel castello degli Ilarrach. Joseph era il secondogenito dei dodici figli del carradore e della sua prima moglie; molti di questi figli morirono in giovane et, ma due, oltre a Joseph, divennero musicisti: Johann Michael e Johann Evangelist. Joseph fu molto legato alla famiglia, mantenne per tutta la vita rapporti coi fratelli, coi loro figli e nipoti e lasci loro cospicue eredit nel testamento.
Hayden faceva parte del coro degli Esterhzy e l'imperatrice d'Austria Maria Teresa, amava sopra ogni altra cosa occuparsene personalmente (Cattedrale di Santo Stefano, Vienna).
Nel 1749, Haydn era maturato fisicamente al punto da non potere pi cantare le parti pi acute e fu estromesso dal coro. Dopo una notte passata sotto le stelle, venne aiutato da alcuni amici e intraprese la carriera di musicista autonomo. 
Durante questo difficile periodo, prolungatosi fino al 1759, Haydn fece svariati lavori occasionali, incluso il valletto per il compositore italiano Nicola Porpora, dal quale impar "i veri fondamenti della composizione musicale". Il vecchio Porpora si serviva di Haydn durante le sue lezioni e Haydn fu ben lieto dell'incarico; era per lui una fortuna guadagnare due gulden al mese. Mentre Porpora insegnava canto, Haydn lo accompagnava alla tastiera e cos acquis una perfetta conoscenza del metodo italiano di canto e di accompagnamento. Porpora fu molto severo con Haydn, ma il giovane era felice di sopportare tutto ci perch imparava moltissimo dal maestro.
Da autodidatta, complet la sua formazione musicale, scrivendo i suoi primi quartetti d'archi e la sua prima opera lirica.
Nel 1759, Haydn divenne maestro di cappella presso il conte Morzin. In questa veste, diresse la piccola orchestra del conte, per la quale scrisse le sue prime sinfonie. A causa di improvvise ristrettezze finanziarie del conte, Haydn venne licenziato ma trov subito una nuova sistemazione come assistente e maestro di cappella degli Esterhzy, una delle famiglie pi ricche e importanti dell'Impero dAustria. In questo periodo e per mezzo secolo visse come un uccello in una gabbia dorata.
Il mecenate di Haydn era il principe Nikolaus, il pi ricco dei nobili del tempo e uno dei pi preparati artisticamente, soprannominato "il Magnifico". 
Nikolaus si fece costruire una favolosa residenza di campagna, che chiam Hesterhaza. Era una specie di Versailles sul Danubio, coi suoi canali, i cervi nel grande parco, le grotte, due teatri (uno dei quali per l'opera), un coro di cappella, una sala da concerto e un'orchestra di 16 elementi.
Qui Haydn visse come un re.
Nel 1760 il compositore si spos con Maria Anna Keller, dalla quale non ebbe figli.  possibile che ne abbia avuti da Luigia Polzelli, cantante che lavorava anch'essa alla corte degli Esterhzy.
Durante i quasi trent'anni passati al servizio della famiglia, Haydn compose una mole impressionante di opere, fra cui uninfinit di quartetti per allietare le serate del principe,  e and via via affinando il proprio stile. La sua popolarit andava crescendo gradualmente e cominci a scrivere anche al di fuori dall'ambiente di corte. Numerose opere di questo periodo (tra cui le sinfonie dalla n. 82 alla n. 87) furono infatti scritte su commissioni esterne.
Attorno al 1781, Haydn strinse amicizia con Mozart. Quest'ultimo, ancora giovane, era stato molto influenzato dal collega pi anziano e gli dedic una serie di quartetti d'archi, pratica molto insolita in un'epoca in cui i dedicatari erano solitamente aristocratici. Si possono ricercare anche radici massoniche nell'amicizia fra i due musicisti. Infatti entrambi facevano parte della stessa loggia.
Nel 1790, con la morte di Nikolaus, l'ensemble musicale della corte venne smantellato, e Haydn messo in pensione. Il compositore, ormai famoso ma non pi giovane, si trov cos libero di accettare un'offerta, economicamente vantaggiosa, fattagli dall'impresario Salomon: libero dagli impegni di corte, viaggiare in Inghilterra e dirigere sinfonie con una grande orchestra.
Il primo viaggio (1791-1792) e i successivi (1794-1795) furono un successo clamoroso. Il pubblico accorreva entusiasta ai concerti di Haydn, che in breve tempo aument notevolmente la sua fama e le sue ricchezze.
Se Haydn oggi porta l'etichetta di "classico", nel suo tempo fu sovente considerato un avventato innovatore, con un'orchestrazione un po' troppo chiassosa.
Dal punto di vista della produzione, i viaggi generarono alcune fra le opere pi note di Haydn, tra cui le sinfonie n. 94 (Sorpresa), n. 100 (Militare), n. 101 (Lorologio), n. 103 (Col rullo di timpani), n. 104 (Londra), il quartetto Hob III:74 (Il cavaliere) e il trio con pianoforte Rond all'ungherese. In questi lavori si pu rilevare la freschezza e il tipico spirito haydniano.
Alla fine del Settecento Haydn torn a Vienna, dove si fece costruire una grande casa e si dedic alla composizione di grandi opere sacre per coro e orchestra: tra queste si ricordano i due grandi oratori La creazione e Le stagioni, e sei messe per la famiglia Esterhzy, che nel frattempo aveva ritrovato l'interesse per la musica. In questo periodo, Haydn scrisse anche gli ultimi nove quartetti per archi. E a dispetto della non pi giovane et, esclam in una lettera :"Ho appena appreso, nella mia tarda et, l'impiego degli strumenti a fiato, ed ora che li capisco, debbo andarmene da questo mondo".
Nel corso dei suoi ultimi anni di vita, il maestro fu assistito con cura dai suoi servitori, e ricevette pubblici riconoscimenti. Mor nel 1809, durante un attacco delle armate napoleoniche su Vienna.
Quando le truppe francesi occuparono Vienna, Napoleone volle che fosse disposta una guardia d'onore davanti alla casa di Haydn, ma il vecchio musicista non era uomo da lasciarsi adulare o addolcire, malato com'era, chiese di essere trasportato fino al pianoforte e suon l'inno nazionale del suo paese dalla prima all'ultima nota. 

LE OPERE: I QUARTETTI.

La rivoluzione haydniana nella musica del Settecento.
La scena musicale europea tra il 1750 e il 1775, con i suoi conflitti fra le tradizioni nazionali, d oggi unimpressione di caos. La maggiore unit che si afferm verso la fine del secolo non  illusoria. La supremazia del classicismo viennese, o meglio, di Haydn e Mozart,  un fatto storico, riconosciuto a livello internazionale a partire dal 1790. Gli effetti dirompenti della musica degli anni fra il 1760 e il 1770 coinvolsero pienamente lartista, facendone un maestro incontestato delluso delle modulazioni a sorpresa, dei silenzi carichi di significato, delle frasi asimmetriche e a ci egli aggiunse un gusto umoristico unico. Le caratteristiche haydniane che oggi pi ci stupiscono sono, stranamente, le meno personali: la contrapposizione ardita di tonalit lontane, limprovviso ricorso al silenzio e le frasi irregolari erano infatti una eredit della musica della met del secolo, come possiamo ritrovare anche nelle composizioni di Carl Philipp Emanuel Bach. Confrontando questi due Maestri si pu riscontrare come Haydn si dimostri un compositore cauto e sobrio ma la sintesi che riusc a compiere, intorno al 1770, fra irregolarit drammatica e simmetria complessiva risulta senza precedenti. Landamento melodico e il ritmo passano senza alcuna transizione dalla regolarit allirregolarit, affidandosi interamente, in questo ultimo caso, alla ripetizione e alla progressione ereditata dal barocco, allo scopo di giustificare la sensazione di moto.
Questa dicotomia  particolarmente avvertibile in passaggi come quello iniziale della Sinfonia n. 45, Gli addii, in cui tutte le frasi sono della stessa lunghezza e hanno lo stesso andamento.
Non sembri pertanto paradossale che qui si rifiutino i criteri di eccellenza impliciti nelle opere dello Sturm und Drang per garantire invece quelli del primo Settecento. 
Una chiara testimonianza della maturit del musicista  data dai quartetti op 71 e op 20, scritti nel 1771 e 1772, che risultano di livello irraggiungibile per ogni altro autore dellepoca. Nessuna di queste composizioni d una chiara indicazione della via che Haydn avrebbe preso, tanto che si pu soltanto immaginare quanto diversa sarebbe stata la storia della musica se egli avesse deciso di seguire una qualsiasi delle direzioni che queste opere lasciavano intravedere.


1. Il quartetto per archi.
Quasi tutto quello che noi diamo per scontato sui quartetti per archi fu invece iniziato o consolidato da Haydn. I suoi 4 strumenti e le relazioni tra loro, i 4 movimenti, le loro forme musicali, e l'assunto che  dai suoi quartetti che un compositore di musica da camera deve essere giudicato: tutto questo lo dobbiamo proprio al grande Maestro austriaco e alle eredit che ne conseguono. Il quartetto fu infatti il momento per eccellenza della ricerca musicale dellautore. Da evidenziare come Haydn riesca a trasmettere la sensazione che il movimento, lo sviluppo e il percorso drammatico di unopera siano latenti nel materiale, cosicch la musica ne venga letteralmente spinta in avanti, invece che dispiegarsi tranquillamente come nel barocco.  
Nel 1764 apparve sulla stampa parigina l'annuncio della imminente pubblicazione delle Six Symphonies [.] par Mr. Haydn Maitre de Musique  Vienn. L'equivoca denominazione dell'opera indica, in realt, la prima serie dei Quartetti per archi di Haydn, l'opera prima: una prova giovanile, dunque, che tuttavia aveva gi attirato l'attenzione degli accorti editori parigini, i quali gi da prima del 1764, ne avevano ricavato una specie di edizione pirata, divenuta ben presto popolare. 


2. Levoluzione stilistica nel quartetto del Maestro di Rohrau.
Quando fra il 1769 e il 1770 vennero alla luce i Quartetti op.9, Haydn dimostr di aver maturato idee abbastanza chiare per progettare un'organica raccolta di sei brani dove il lessico, la forma discorsiva e la valorizzazione delle sfumature delineano gi un chiaro stile quartettistico. Se i Finali esaltano spesso il gioco dinamico nonch il dialogo serrato fra le voci, in un clima fresco e spumeggiante, i Minuetti sottopongono sin d'ora le figure di danza ad una stilizzazione melodica che le trasforma in autonome immagini musicali. Non possiamo fare a meno di ricordare che queste composizioni venivano eseguite per divertire gli astanti e di conseguenza il Minuetto, di cui Haydn era maestro, era un invito esplicito a ballare. Sempre richiamandoci allopera 9 Haydn analizza qui l'intrinseca fenomenologia del timbro e delle dinamiche, ricavando un fraseggio e un periodare che gli schiudono ulteriori orizzonti e prospettive. La forma rigorosa e organizzata della sua musica nasce dunque da un acuto intelletto costruttivo ma anche da un interesse per il mezzo, che suggerisce allo stile il modo di articolarsi a seconda dei casi. 
I contenuti di questa raccolta vengono sviluppati ulteriormente nei Quartetti op.17 (1771), giungendo ad una prima completa definizione del genere sul piano tecnico e stilistico. Con un motivo che intreccia dinamismo e cantabilit, sin dal Moderato d'esordio del n.1 Haydn garantisce ad interi brani organica coerenza di idee, ribadita nell'Adagio del n.3 da un profilo melodico, mentre il n.5, largamente attraversato da frastagliate scansioni ritmiche, asimmetrie e irregolarit, configura in tal modo una sturmeriana 'crisi del linguaggio' nel rinnovo di lessico e sintassi compositive. 
I Quartetti op. 20 risultano essere un vero tramite verso i successivi sviluppi che si riscontrano, dieci anni dopo, nellop. 33. Haydn stesso descrisse infatti questi quartetti come scritti in uno stile particolare e completamente nuovo. Nellinizio del primo quartetto della raccolta, infatti, laccompagnamento viene concepito contemporaneamente come tema e come parte subordinata. Cos come risulta innovativa la scelta di Haydn di eliminare completamente i motivi e le frasi di transizione, facendo s che il finale di ciascuna frase contenga implicitamente ci che segue, in una parola lo generi. Non risultavano finora, in effetti, esperimenti sonori di questo tipo, in ogni caso i Quartetti op. 33 sono la prima applicazione di questo principio  cio dellaccompagnamento concepito contemporaneamente come tema e come parte subordinata - dotata di qualche consistenza. Ci arricchisce enormemente il tessuto musicale del quartetto, senza per disturbare lo schema settecentesco che stabilisce una gerarchia tra melodia e accompagnamento. Questo significa evidentemente che gli elementi tematici di Haydn divennero spesso molto brevi, dato che bisognava poterli usare anche come motivi di accompagnamento. La sintesi di questi cambiamenti si ritrova in un nuovo e originale senso di scorrevolezza della musica haydniana, che si avvicina a quella dellopera comica, da cui il sottotitolo dellopera Gli scherzi. Il leitmotiv di questa composizione rappresenta laltissima purezza stilistica, intesa finora come autonomo concetto estetico privo di valori aggiunti, che viene adesso investita da una vibrante carica poetica trasformata in simbolo rivelatore di una bellezza ideale, contemplata nell'effimera perfezione di un'arte capace di coglierne i riflessi giunti da lontananze ineffabili. 


3. I quartetti prussiani.
Da un carteggio del 1787 tra Haydn e leditore Artaria veniamo a conoscenza del grande apprezzamento che il re di Prussia dimostrava verso le composizioni cameristiche del Maestro. Guglielmo Federico Secondo, infatti, aveva regalato allautore un anello come riconoscimento del grande valore delle composizioni parigine inviategli dal musicista. I quartetti dellop. 50 furono quindi dedicati e scritti per sua maest, provetto violoncellista. Emblematico  infatti, nel primo tempo del quartetto, lapproccio strumentale di Haydn che in questo componimento d importanza proprio al violoncello come strumento guida. Il primo movimento del quartetto in si bemolle maggiore op. 50 n.1  costruito quasi sul nulla: una nota ripetuta del violoncello, che difficilmente avrebbe messo a dura prova il virtuosismo regale, e un motivo di sei note del violino. Sei anni dopo la composizione dellop. 33 Haydn approfondisce, in seno ad una scritttura formale equilibrata e stabile, luso di un materiale compositivo via via pi astratto, ma allo stesso tempo generatore ddi energie e tensioni contradditorie. I rapporti musicali pi importanti in Haydn non sono mai teorici, ma si rivolgono prevalentemente allorecchio che vi si accosti senza pregiudizi, come laccordo iniziale di questo quartetto, che  di una calma straordinaria. Gli eccellenti pregi tecnici ed estetici dell'op.50 si estendono anche agli Adagio, ai Minuetti e ai Finali con raffinatezza stilistica e procedure altrettanto elaborate, rendendo cos omogeneo il profilo e il rilievo estetico della raccolta. Grazie ad una stilizzazione talvolta particolarmente accentuata, nei primi due numeri della raccolta i Minuetti stabiliscono in modo pi preciso l'identit dello Scherzo haydniano, per aprirsi poi ad eleganti disegni e trasformazioni tematiche capaci di aumentare lo spessore e la consistenza musicale di queste pagine. La ricerca di un equilibrio formale va innanzitutto a ritrovarsi nellarchitettura generale e nellarticolazione fissa dei quattro movimenti, con il movimento lento ormai in secondo piano. Lo svolgimento dei quartetti, come delle sinfonie, in ogni caso prende sempre in considerazione la forma sonata bitematica e tripartita. Daltra parte i tempi conclusivi bilanciano il peso di quelli iniziali, coronando ciascun quartetto con sequenze briose, vivaci e ricche di spirito. L'allegria del Vivace con cui si chiude il Quartetto n.5 appare comunque sottoposta ad un controllo che sembra evitare qualsiasi coinvolgimento emotivo da parte di Haydn. In questo aspetto possiamo scorgere un requisito peculiare dell'intera op.50, giacch il suo stile conserva un tono distaccato che riflette un'olimpica serenit. Per altri versi questo medesimo tono spinge il linguaggio entro una dimensione di confine, dove all'esplicito e all'affermazione definita si preferisce l'accenno, la metafora, il profilo enigmatico e sfuggente. Cos Haydn trova una nuova formula davvero efficace per distinguere l'arte dei suoni dalla rappresentazione degli affetti ed evocare,  nel contempo, un mondo inafferrabile e per certi versi misterioso. La fedelt dellautore verso l'autonoma ed assoluta compiutezza della musica coincide pertanto con il rispetto per lintraducibilit dello spirito, in un'esemplare convergenza di scopi estetici e morali.
Possiamo renderci conto di come in una stessa opera la grandezza di Haydn si misuri in composizioni completamente differenti ascoltando il quartetto in Re maggiore n.6 che, pur nella sua complessit armonica, appare di un umorismo sconfinato e in cui lo spirito  onnipotente. Il soprannome del quartetto, La Rana, deriva dalleffetto sonoro, introdotto dal Maestro nel finale dellultimo tempo, che riproduce con lensemble il gracchiare di una rana. Le varianti strumentali sono un esempio del tipico carattere musicale haydniano e dellinventiva del Maestro, riscontrabile nel corso di varie composizioni sinfoniche che si riflettono sia nelle sinfonie parigine, quanto nelle successive londinesi, dove gli strumenti intrecciano sonorit fra le pi particolari, riproducendo alcune peculiari situazioni ambientali. In questopera il compositore rivela una complessit tematica maggiore. La frase iniziale, che dimostra un notevole sviluppo del suo materiale musicale,  una cadenza conclusiva mentre il diminuendo rappresenta lo scherzo pi straordinario di tutti. Possiamo solo immaginare leffetto che innovazioni di tale genere ebbero sui contemporanei. Una vera e propria rivoluzione delle composizioni da camera, sia pure per un divertimento offerto agli ospiti del dopocena. 

CONCLUSIONI.

La vita e le opere di Haydn  rappresentano levoluzione di una persona che da bambino incontr le prime difficolt in un coro e successivamente divent uno dei pi grandi compositori di sempre. Haydn  infatti riconosciuto come il codificatore della sinfonia.
In questo suo percorso artistico egli  stato influenzato anche da alcuni musicisti napoletani come Galuppi Jommelli e Di Capua nonch dalle scuole tedesche come quelle di Mannhaim e Berlino che avevano rispettivamente a capo i figli di Bach, J.C. Bach e C. F.E. Bach.
Haydn seppe sintetizzare, con la sua musica da camera, levoluzione culturale ed artistica del 1700 componendo sinfonie e quartetti che rispecchiavano i sentimenti ed i valori del periodo classico,  rivalutando, in tal modo, la musica strumentale e dintrattenimento della corte.  

Bruno Bertucci
