STORIE E CULTURA.

Linflazione mozartiana: convinti per definizione? 
di Bruno Bertucci.

Il 1991 ha portato sulla scena tutta la produzione mozartiana, dalle composizioni giovanili alle sonate, ai concerti, allopera. A tal proposito esistono punti di vista assai discordi: c infatti chi pensa che non vi fosse affatto bisogno di celebrazioni mozartiane e chi, invece, si dice convinto che le celebrazioni siano comunque utili per avvicinare il grande pubblico alla musica dei maggiori autori. Vi  anche qualcuno che, pur considerando lanno di Mozart, sia pur velatamente, in senso negativo, ne illustra con equilibrio le ragioni.    
Vorremmo iniziare questa carrellata di pareri con il Maestro Domenico Nordio, che ci presenta le difficolt dei concerti per violino: Negli ultimi tempi mi sono riavvicinato proprio a Mozart, autore fondamentale per la storia della musica. Questo grandissimo compositore ci ha lasciato dei capolavori assoluti scritti nel periodo giovanile.  stata per me la riscoperta di un autore che di solito si affronta, sbagliando, in et giovanile: i violinisti, infatti, studiano i concerti di Mozart in preparazione ai concerti pi impegnativi, sottovalutando quella che  la difficolt essenziale di un autore che richiede una grande pulizia del suono e una grande tecnica.
Il Maestro Accardo, intervistato nel febbraio 1990, quando londata delle proposte mozartiane era ancora in fieri, alla nostra domanda sul perch avesse scelto di eseguire lintegrale di Mozart al Teatro La Pergola di Firenze, ha cos replicato: Ho scelto lintegrale dei concerti per violino di Mozart perch lanno prossimo sar una data molto importante per il compositore salisburghese. La mia idea  stata quella di cominciare in anticipo le celebrazioni. Tra non molto sentiremo tanto Mozart che ho preferito incontrare un pubblico non ancora saturo.
Per il resto, i pareri si mantengono discordi, come si desume dalle dichiarazioni dei vari artisti che hanno esposto la loro posizione su questo tema.
Ascoltiamo Uto Ughi: Per noi che siamo immersi da una vita in Mozart, tutta la vita  un anno di Mozart. Il fatto che il grosso pubblico senta i suoi capolavori  molto positivo, perch la produzione  di una ricchezza e di una variet ineguagliabile.
Profondamente diverso  il giudizio del compositore Sergio Calligaris: Molta gente dice di amare pazzamente Mozart. Pianisticamente preferisco Haydn, e talvolta provo immenso fastidio per il fatto che i direttori artistici delle orchestre sinfoniche programmino anche la minore delle sinfonie mozartiane e trascurino spessissimo i grandi capolavori di Haydn, infinitamente superiori. Talvolta mi impaurisce linflazione di cattive esecuzioni mozartiane. Inoltre, non tutti i concerti per pianoforte di Mozart sono davvero affascinanti: alcuni, pur artigianalmente perfetti, sono abbastanza impersonali. 
Pi sfumata la posizione del Maestro Bruno Giuranna, che sullo stesso argomento afferma:  lecito porsi questa domanda, soprattutto dopo lesperienza che si  fatta con Beethoven. Perch Beethoven, oltre che inflazionato, ne  uscito fortemente penalizzato nelle annate seguenti dal punto di vista esecutivo. Il suo calo  stato incredibile. Non mi sembra per che con Mozart si possa prevedere una cosa del genere. Tanto per dare unindicazione, quando si fa un festival di musica da camera, Mozart  uno dei pochissimi autori che fa sempre la parte del leone. Quindi, non credo che sia possibile. Le ricorrenze, di per s, possono essere utili per attirare linteresse di una certa fascia di pubblico, quello meno specialistico, o per sottolineare temi musicali meno conosciuti.  inevitabile, tuttavia, la commercializzazione del prodotto, fenomeno utile solo se di un autore si eseguono le opere meno note, il che pu servire a completare la conoscenza generale della sua produzione e quindi della sua personalit.  un interesse che pu diventare storico-musicologico. Se le proposte sono buone, ben vengano, sempre.
Sullaltro versante, altrettanto garbatamente, il direttore Giuseppe Grazioli rileva: Non so quanto le celebrazioni siano funzionali: se cio si tratti di operazioni soprattutto commerciali o di una sincera volont di mettere nel giusto rilievo un compositore. Mozart non ha certo bisogno di essere esaltato, essendo gi molto eseguito. Se celebrazione vuol dire ripescare frammenti, rivedere alcune edizioni e ripulire da arbitri ottocenteschi, nonch definire meglio la datazione delle opere, insomma un lavoro musicologico per conoscere maggiormente Mozart, allora  unoperazione da approvare. Se invece significa solo commercio di dischi in occasione di un anniversario, in questo caso non sono daccordo, mentre la ritengo unoperazione idonea per compositori come Prokofev, Martinu e Jacques Ibert, di cui sono trascorsi gli anniversari, ma senza fare granch. Si tratta chiaramente di musicisti di statura inferiore a Mozart, ma di loro conosciamo davvero poco.
Daltra parte, il Maestro Benda distingue: Vedo la cosa sotto un duplice aspetto: da un lato penso allopera di Mozart, che rappresenta un valore estremamente importante per tutti coloro che amano la musica; dallaltro rilevo che si parla molto della vita di Mozart, delluomo Mozart, ma con un certo compiacimento nel mettere in risalto gli aspetti pi intimi della sua vita personale, come a voler dimostrare che era un uomo come tutti gli altri. Ma ci che conta  la sua musica, non la sua vita. E, soprattutto, era un uomo che ha sofferto e che  morto giovanissimo, in miseria.
La pianista Marcella Crudeli ci ha confidato: Io amo cos tanto Mozart che lo ascolterei giorno e notte, per cui penso che non stancher affatto.
Con il suo entusiasmo da tredicenne, Andrea Bacchetti esalta il ruolo di questa celebrazione: Penso che la gente non si stanchi di ascoltare Mozart, che  un autore perfetto proprio per la sua semplicit e per la maniera in cui  riuscito a dare una svolta alla musica.
Un altro pianista, Rudolf Buchbinder, impegnato nella proposizione di alcuni concerti mozartiani, oppone il suo punto di vista: Non penso che stancher, ma purtroppo ne  stata fatta una questione daffari, un business tipo i Mozartkugeln! Mozart non ricever per questo nemmeno una lira, ma persino con questanno non si riuscir ad assassinarlo.
Anche Bruno Schneider, con una certa amarezza, rileva come questanno sia diventato soprattutto un autentico business: Penso che Mozart non avrebbe gradito molto tutto ci. Mi rattrista limpressione che tutto sia fatto per soldi, come una bella occasione per mettere Mozart dappertutto, dal festival ai cioccolatini. Comunque sia, Mozart rimane per me il compositore pi grande, lunico che parli della vita e della morte con la stessa facilit.
Pi positiva la visione del violoncellista Johannes Goritzky: Per noi musicisti  sempre un piacere suonare Mozart. Evidentemente  lo stesso per il pubblico che lo ascolta, perch le sale sono sempre piene e gli organizzatori trovano in Mozart un professionista di prima categoria. Penso che il tutto sia un po esagerato, ma  sempre un grande piacere eseguire Mozart.
Molto diplomaticamente il fortepianista Andreas Staier dichiara: Di Mozart posso solo dire di non sentirne mai troppo, ma naturalmente  unopinione personale. In definitiva, Mozart  il mio autore preferito.
Si pu concludere che, se da un lato per i mozartiani convinti non sembrano esservi problemi di rilievo, dallaltro viene da riflettere sia sul fatto che un po tutti, dai solisti alle grandi orchestre, abbiano contribuito ad inflazionare ogni tipo di esecuzione mozartiana, sia sullindubbio eccesso di speculazione commerciale che ha investito, dalla presentazione del film Amadeus in poi, tutta la musica di questo autore. 

