Egonu e Antropova La coppia fenomenale rimonta super Haak Azzurre in semifinale.
Pierfrancesco Catucci.
La Svezia ha una fuoriclasse: Bella Haak da 42 punti. L'Italia ne ha due: Paola Egonu da 27 e Kate Antropova da 22. E vince 3-1 la partita pi complicata di questo Europeo. Una partita in cui le azzurre non sono perfette, ma sono brave a non scomporsi nell'imperfezione. Proprio come chiede il commissario tecnico Julio Velasco. E cos, anche quando la ricezione balbetta, il muro sempre fenomenale non trova la quadra, la costruzione non  precisa, l'Italia alla fine trova le soluzioni che servono grazie alla qualit delle sue giocatrici. Vince una partita sporca e prenota un posto a Istanbul, in attesa di conoscere oggi l'avversaria della semifinale dalla sfida tra Polonia e Olanda. Per fermare una Haak indomabile servivano Egonu e Antropova nella miglior forma possibile. E le attaccanti azzurre sono l. "Sono molto contenta di come siamo rimaste nella partita - racconta l'opposta di Cittadella - e di come, anche nei momenti di difficolt, abbiamo sofferto e ne siamo uscite insieme". Egonu prende per mano la squadra, con un atteggiamento tutto nuovo, sviluppato quest'anno da quando la Numia Vero Volley Milano le ha affidato i gradi di capitano: "Prima avevo la tendenza a chiudermi, soprattutto dopo qualche errore. Ora ho imparato che guardare negli occhi le mie compagne, spronarci e incitarci a vicenda pu davvero fare la differenza in un momento di difficolt. E so che, con questa squadra, posso fare ancora di pi". Di pi servir sabato in semifinale, quando le azzurre dovranno ritrovare la lucidit, a tratti mancata contro la Svezia. "Spesso si parla di pazienza - spiega Velasco - ma non credo che le giocatrici siano impazienti. Piuttosto, in alcuni momenti sono poco lucide e si lasciano trasportare dalla partita. Quando di fronte hai una giocatrice come Haak, non puoi arrabbiarti se fa punto. E' fortissima, ne far per forza. Piuttosto devi essere bravo a difendere i palloni che non tira fortissimo. Cosa che dovremo fare meglio contro le campionesse che affronteremo a Istanbul".
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
