Ascari.
Patrizia, figlia dell'ultimo campione italiano "Per il Mondiale tifo Kimi, mi ricorda pap come ha fatto la Ferrari a non prenderlo?" Ragazzi d'oro Antonelli e Sinner sono eccezionali Mi sembrano nipotini cresciuti bene.
Giorgio Terruzzi.
"Questo ragazzino  eccezionale. Bravo, sorridente, solare. Sono contentissima che si torni a ricordare mio padre grazie a lui". Patrizia Ascari, figlia di Alberto, classe 1947,  una signora carica di energia e senso dell'umorismo; di un ironico cinismo targato Milano, la sua citt. E' stata sposata con il pittore Sandro Somar, scomparso nel 2012, ha una figlia, Maria. Suo fratello maggiore, Antonio, detto Tonino (stesso nome del nonno, protagonista delle corse degli anni Venti, morto in pista a Montlhery il 26 luglio 1925) se n' andato nel 2008. Fa il tifo per Antonelli che punta a diventare il primo italiano campione del mondo di F1 dopo il suo babbo. Ascari: vincitore due volte, 1952 e 1953 su Ferrari.
"Mi piaceva Hamilton, cos simile ad un attore da vaudeville, ma ora tengo per Kimi; il suo modo di prendere la vita non  lontano da quello di Alberto che viene descritto come un uomo cupo, preoccupato per la famiglia, per il destino dei propri figli. Colpa di Enzo Ferrari: lo defin cos, e siccome era Ferrari, le sue parole venivano prese per oro colato. Macch, pap era gioviale, divertente e divertito. Superstizioso, quello s, i gatti neri, guai. Del resto lo sono anch'io, un poco. Piccoli vezzi che rendono curioso il vivere".
Eppure, Ferrari forma con Ascari una coppia leggendaria...: "Beh, intanto non  mai entrato in casa nostra. E poi di lui ho sempre avuto una cattiva impressione, forse per ci che ci raccontava Gigi Villoresi, grande amico di pap. Ripeteva che dei piloti a Ferrari non importava nulla, lo accusava della morte di Eugenio Castellotti (14 marzo 1957 ndr ) chiamato a provare a Modena pur essendo reduce dalle notti bianche che trascorreva a Firenze con la sua fidanzata, Delia Scala, celebre attrice e ballerina. Delia divenne molto amica di mia madre, Mietta, veniva a cena a casa nostra con Walter Chiari, noi bambini spediti lontani regolarmente. Castellotti era un po' il delfino di mio padre, si volevano un bene enorme".
Prima corsa di Alberto, in moto, con una Sertum, nel 1936, a 26 anni. Kimi lotta per il Mondiale ad anni 20. L'inversione di tendenza  quasi sconcertante: "Oggi si diventa fenomeni prestissimo. Antonelli come Sinner, come Valentino che ha 47 anni ma a me pare sempre un bimbo prodigio. Mi piacciono da matti, mi sembrano nipotini cresciuti bene. Certo, alla Ferrari sono stati dei polli a farsi sfuggire uno come Kimi. Non riescono pi a fare macchine vincenti ma nemmeno a cogliere certe opportunit".
Patrizia continua a seguire le corse, conserva qualche delusione se parliamo della memoria di suo padre: "Il Gp d'Italia e di Monaco li vedo sempre in tv. In pista a Monza ci sono stata anni fa, poi basta. E' cambiato tutto, non vedi nulla, ti danno i tappi per le orecchie, non si sente pi il rumore delle macchine e l'odore dell'olio ricinato. Per non parlare dell'Automobil Club Milano. Organizzarono una commemorazione e lo seppi dai giornali. Scrissi una lettera un po' piccata a Geronimo La Russa, il presidente, e mi venne risposto che avevano invitato la figlia di Tonino. Ma, dico, abito a Lucca, mica a Shanghai... Vabbeh, lasciamo stare".
Monaco, Monza. Sono i due ultimi tracciati percorsi da Ascari. Domenica 22, fin in mare a Montecarlo con la Lancia; quattro giorni dopo, improvvisamente, volle fare qualche giro con la Ferrari di Castellotti, in prova a Monza, 26 maggio 1955. Senza il casco azzurro, la maglia celeste, i suoi amuleti. Fu una morte misteriosa, senza testimoni, nella curva che oggi porta il suo nome. Patrizia aveva 8 anni: "A noi bimbi non dissero nulla per mesi. Gianni Lancia ci port in Versilia perch a Santa Margherita Ligure dove trascorrevamo le vacanze ci conoscevano tutti. Mia madre prese in mano la situazione con sobriet e serenit. L'unico a pagarla fu mio fratello: lo mandarono in collegio, povero Tonino. In compenso, in quanto orfani, ci coprivano di regali. A Natale, quel 1955, la casa di corso Sempione era stracolma di doni".
Ascari  morto alla stessa et del padre, 37 anni, lo stesso giorno, il 26, in una curva veloce a sinistra, come Antonio. Il finale  tragico, scarica un brivido lungo la schiena ancora adesso: "Ma, vede, non avevo la percezione che facesse un mestiere pericoloso. Per quando torn da Montecarlo dopo l'incidente, ruppi il mio salvadanaio e gli regalai dei fiori. Che poi i fiori a un uomo... strano no? Eppure lo feci. Mi presentai a pap con un mazzo di fiori. E' l'ultimo ricordo ed  il ricordo che pi mi torna in mente".
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