Solo i club di Premier hanno speso pi di noi Ma i nomi non sono tutto la chiave  l'allenatore.
Il lavoro di propriet e dirigenze va valutato rispetto al tempo, al supporto che concedono al loro tecnico durante la stagione.
Lele Adani.
Chiuso il calciomercato, inizia il calcio, quello vero. Che ha dinamiche di racconto e di vissuto decisamente diverse, e soprattutto che vive di due elementi di cui negli ultimi mesi si  parlato assai poco: il lavoro e il tempo. Operatori di mercato e parte della comunicazione vivono con adrenalina i mesi estivi, imbastendo o raccontando di mirabolanti trattative accompagnate per settimane e vivisezionate nel dettaglio. Poi per quella bulimia di notizie alimenta negativamente il calcio vero, dove si pretende che un tecnico, in un paio di sessioni di allenamento, trovi immediatamente l'identit e la chiave adeguata per la performance di tutti. Altrimenti, si reclama subito un nuovo cambiamento. Stessa cosa avviene coi calciatori, che magari provengono da realt lontane, dove, al primo inciampo si fabbricano etichette negative, poi dure da levare in stagione. Non ci siamo. Il calcio, quello vero, ha tempistiche diverse che devono essere rispettate. Oggi tutti assegnano il ruolo di favorita per lo scudetto all'Inter proprio perch anni fa, dalle direzioni Spalletti e Conte, si  iniziato a costruire un gruppo reso sempre pi solido e qualitativo con operazioni mirate e non per forza dispendiose: pensiamo al ruolo chiave dei giocatori arrivati a parametri zero, cio giocatori seguiti negli anni con rapporti coltivati, appunto, col tempo e col lavoro continuo. La continuit, dentro un gruppo e un progetto chiaro, ti permette di integrare con pi facilit i nuovi arrivati. E di raggiungere risultati. Le altre due grandi, Juve e Milan, hanno invece da anni continuamente cambiato calciatori e dirigenti e quest'anno vivono l'ennesimo nuovo avvio che necessita per di tempo e lavoro per farlo fruttare. Serve continuit e fiducia, oltre che lavoro serio. Discorso differente per il Como, una realt talmente specifica che sta attirando studi e approfondimenti anche dall'estero: loro, il tempo e il lavoro lo declinano da anni in programmazione. Hanno le idee chiare, non si fanno condizionare anche quando vanno su giocatori che altrove non conoscono, tipo Luis Milla che nemmeno in Liga attirava cos tanta attenzione. Per il Como, era l'uomo giusto, ed  arrivato. Conoscono la strada, con Fabregas che la illumina ogni weekend. Stessa centralit, anche se in una realt differente, ha l'allenatore nella Roma. Gasperini ha la prima e l'ultima parola sui trasferimenti, e cos Manu Kone, anche davanti a un'offerta importante, rimane. Punto. Questa centralit Gasp se la sta guadagnando sul campo coi fatti, col lavoro e "accorciando" il tempo: al primo anno  andato in Champions. Il volume di spesa delle transizioni legate al nostro calcio  in questa sessione inferiore solo a quello della Premier, ma non fermatevi ai numeri. E se dovete, per davvero, valutare il lavoro di propriet e dirigenze, non fermatevi ai nomi: guardate quanto tempo concedono al loro allenatore e come lo accompagnano durante la stagione. E' quello che pi conta. Altro che calciomercato.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
