La libert femminista meritava il Concorso.
Alina Marazzi (Milano, 1964), regista di documentari, ha aperto ieri la sezione Orizzonti con "La ragazza con la Leica", liberamente ispirato al romanzo di Helena Janeczek, Premio Strega 2018, incentrato sulla figura della fotoreporter Gerda Taro Marazzi si  fatta conoscere nel 2002 con il documentario "Un'ora sola ti vorrei", in cui ricostruisce la storia della madre morta suicida. Tra le sue opere "Vogliamo anche le rose" (2007) e "Tutto parla di te" (2012).
P. Me.
Aperto e chiuso da una riflessione sulla memoria "che  sempre una forma di immaginazione" La ragazza con la Leica che Alina Marazzi ha adattato dall'omonimo romanzo di Helena Janeczek (Guanda) mescola i piani temporali per restituirci una riflessione lucida ed emozionante sulla fotografa Gerda Taro, sul dovere dell'impegno e sulla libert femminile. La protagonista (un'ottima Emilia Schle)  stata la prima fotoreporter uccisa sul campo di battaglia (a 26 anni, durante la Guerra di Spagna), compagna di Robert Capa (Aaron Altaras) ma non solo, e soprattutto indefessa sostenitrice dell'impegno antifascista. Questa parte biografica (il film inizia nel '37 a Parigi per tornare nel '32 in Germania, da dove fugg, poi a Madrid e ancora a Parigi) si intreccia con la riflessione sul valore della fotografia come testimonianza, per usare poi il suo bisogno di indipendenza, sia come artista (all'inizio firma le foto a quattro mani: Capa-Taro) che come donna (rivendicando il proprio diritto a piacere) per offrirci una "lezione" di libert femminile e femminista. Senza dimenticare di essere parte di un gruppo di giovani, pronti a condividere sogni, speranze e voglia di un mondo migliore. Un incrocio di piani storici e narrativi sorretto da una libert visiva altrettanto feconda, dove la ricostruzione degli anni Trenta si alterna all'uso del materiale di repertorio, il colore della pellicola in 16mm (la fotografia  di Manuel Claro) contrasta col bianco e nero delle immagini con la vera Gerda, in un montaggio (di Ilaria Fraioli) capace di trasmettere l'energia e la vitalit che Taro ha sempre cercato e che diventa il vero regalo di questo film sorprendente e originale, che ha inaugurato la sezione Orizzonti ma che poteva meritare il Concorso.
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