"Gerda, fotoreporter in guerra Esempio per le ragazze di oggi".
La regista Alina Marazzi a "Che Spettacolo!". Oggi ospiti Amelio e Roberta Torre.
dalla nostra inviata Michela Mantovan.
Venezia
La storia di Gerda Taro, prima fotoreporter morta sul campo, ha illuminato il Festival di Venezia, segnato dalla quasi assenza di registe (due su 21 titoli in concorso). Alina Marazzi ha lavorato sul progetto per otto anni, ispirandosi al libro
La ragazza con la Leica
di Helena Janeczek, vincitore del premio Strega nel 2018, che  anche il titolo del film.
In un incrocio tra finzione e documenti dell'epoca sulla guerra civile di Spagna, Gerda, tedesca ebrea in fuga dal nazismo, racconta una generazione di ventenni europei che negli Anni 30 del Novecento vissero in un mondo in bilico. Spesso esuli, braccati per le loro "pericolose" idee ma decisi a scattare verso ci che stava per arrivare. L'incontro a Parigi con il fotografo ungherese Endre Friedmann  fatale perch nasce una coppia leggendaria: i due, legati da un rapporto tanto libero quanto tempestoso, "inventano" lo pseudonimo Robert Capa, convinti che usando il nome di un fotografo americano immaginario avrebbero venduto pi facilmente i reportage nel circuito internazionale.
Cos accade: Gerda,interpretata da Emilia Schle, apprende con facilit la tecnica, tra il 1936 e il 1937  in Spagna per documentare la guerra dalla parte della Repubblica. L muore il 26 luglio di quell'anno durante la battaglia di Brunete, travolta da un carro armato: il 1 agosto  seppellita a Parigi, nel cimitero di Pre Lachaise, proprio quel giorno avrebbe compiuto 27 anni. Al suo funerale, organizzato dal Partito comunista francese e dal Fronte popolare, partecipano decine di migliaia di persone. Nel 1947 Robert Capa, cio Endre Friedmann, fonda l'agenzia Magnum. "Era una ragazza moderna, contemporanea, impegnata nella ricerca di una identit professionale e umana. Le sue domande e i suoi dubbi riguardano le donne di ogni epoca", ha spiegato Alina Marazzi, dialogando con Paolo Mereghetti ospite di Che Spettacolo! , lo spazio aperto al pubblico alle procuratie del Lido e gestito dal Corriere della Sera assieme alla Fondazione Ente dello Spettacolo, istituita nel 1947 dalla Cei.
Ricerca di identit, tormenti e sfide: ne ha parlato l'attrice Ewa Aulin, ospite della cerimonia di apertura cinquanta anni dopo Col cuore in gola con Jean-Louis Trintignant, diretto da Tinto Brass: "Ho fatto un film che era l'avanguardia dell'avanguardia. Mi faccio tenerezza se ripenso alla me stessa di allora, ero cos coraggiosa...Le ragazze di oggi devono capire chi sono e che cosa vogliono. Mai scendere a compromessi". Ieri tra gli ospiti anche il regista Andrea Segre, con quattro giovani autori di Laguna Film Lab , la "residenza" cinematografica dedicata a film maker under 35, che usano il cinema "come strumento di indagine e di trasformazione, mescolando la creativit con il territorio".
L'iniziativa del Corriere prosegue: ogni giorno a pochi passi dal red carpet si svolgono incontri molto ravvicinati con protagonisti e voci dalla Mostra. Il programma di oggi comincia alle 9.15 con l'ambasciatore britannico Steven Hickey, e poi Greta Scarano, co-conduttrice del Festival, Barbara Ronchi e Roberta Torre, Nicola Sorcinelli e si conclude alle 17.30 con Gianni Amelio e monsignor Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
