"Orrori e terapia, ora non sogno pi".
Irene Soave.
"H o amici, ascolto musica, ho un fidanzato, Jean-Loup. Ho delle belle giornate. Faccio colazione, leggo i giornali, ascolto musica. Non ho pi i miei cani, ma faccio lo stesso passeggiate. I miei cari temevano che questa notoriet mi avrebbe cambiata, ma no. Sono sempre "Gig". Non dimentico che ho spesso avuto due euro sul conto, se cener da me le offrir il solito menu, pasta, e se ci sar una torta di mele l'avr fatta in casa. Ogni premio che ricevo lo dono all'associazione di mia figlia Caroline contro la sottomissione chimica. Da Dominique Pelicot, in sede di divorzio, ho voluto un euro, per non averci pi legami. Incontro persone per strada che mi ringraziano. Quando vado a letto la sera, penso: "Beh, oggi ho fatto qualcosa di buono per qualcuno"".
Capelli imbionditi dal sole dell'le de Re, nel golfo di Biscaglia, dove si  rifugiata, profumo muschiato:  difficile, nell'eloquio vivace di Gisle Pelicot, trovare tracce di cupezza. E' a Venezia con la figlia Caroline Darian: entrambe ricevono oggi al teatro Goldoni i DVF Awards, premi che ogni anno la stilista Diane von Furstenberg assegna a "donne straordinarie che hanno il coraggio di lottare". Sono passati quasi sei anni da che Gisle Pelicot ha scoperto, con la telefonata di un poliziotto, che per gli 11 anni precedenti il marito Dominique l'aveva regolarmente sedata e violentata o fatta abusare da sconosciuti reclutati online, filmando tutto. La sua decisione di non celebrare il processo a porte chiuse l'ha resa per milioni di donne un'icona.
Ha detto spesso di voler visitare suo marito in carcere. E' poi andata?
"No. La magistrata del carcere accampa problemi di sicurezza, tutela del detenuto. Bah. Penso che sia un po' semplicistico perch dove si trova non c' pericolo. Quindi il mio avvocato si sta occupando di organizzare l'incontro".
Ha immaginato cosa gli direbbe?
"Gli chiederei perch".
Lui saprebbe rispondere?
"Vedremo. Devo comunque parlargli, perch sentirei che altrimenti qualcosa resterebbe incompiuto".
Di tutta questa vicenda, cosa pensa di non aver ancora capito?
"Appunto: perch. Aveva tutti i motivi di essere felice, certo avevamo problemi come tutte le coppie, alti e bassi, preoccupazioni di soldi, ma mai insormontabili. Mi sono rassegnata a pensare a Dominique Pelicot come a un dipendente dal sesso, come gli alcolisti non riescono a stare lontani dalla bottiglia... ma non mi torna il grado di dettaglio con cui tutto era pianificato, il disciplinare a cui gli uomini che visitavano casa nostra erano sottoposti, non fumare perch mi sarei accorta dell'odore, scaldarsi le mani sul calorifero, fare silenzio. Lo ha fatto per 11 anni, senza mai volersi curare. Ha visto che avevo amnesie, che chiedevo consulti medici, che temevo di avere il cancro che ha ucciso mia madre, o l'Alzheimer... e ha continuato".
Oggi dorme bene?
"Dormo poco. Quattro, massimo sei ore a notte".
Fa incubi?
"Prima dell'arresto di Dominique Pelicot ho avuto sogni premonitori. In uno, due uomini entravano nella mia stanza e pensavo volessero uccidermi. Questo sogno l'ho ripetuto molte volte. Poi in un altro sogno, poco prima dell'arresto, sognai un uomo e una donna che citofonavano: vogliamo parlare con suo marito, riguardo a una denuncia che riguarda una donna. Non capivo cosa significassero. Oggi non sogno mai".
Dopo aver visto molte volte i video degli stupri che ha subito, non ricorda nulla?
"Nulla, e per me  un bene. Una donna che viene violentata da vigile se lo ricorder per tutta la vita, io niente. Nemmeno un flashback. Ovviamente quando tre anni fa ho avuto la fortuna di incontrare il mio nuovo amore, perch non avrei mai immaginato di poter incontrare qualcun altro, mi sono chiesta cosa sarebbe successo se avessimo mai avuto un rapporto sessuale. E in realt non c' stato nessun flashback, niente, come se non fosse successo nulla. Quindi penso che il mio corpo abbia memorizzato le cose, ma non c' stata alcuna reazione".
Il suo caso ha contribuito a far cambiare la legge francese sullo stupro, introducendo il concetto di consenso. Serve una legge anche per la pornografia?
"E' fantastico cambiare le leggi, ma se non cambi la mentalit delle persone  un po' vano. Penso al sito dove mio marito reclutava gli altri carnefici: chiuso dalla magistratura, dopo poco era gi riaperto".
E' a Venezia con la figlia Caroline. Tra voi i rapporti sono stati tesi: anche lei ha trovato sue foto nell'hard disk del padre. Oggi come va?
"Tra noi va molto meglio, perch anche lei sta percorrendo il suo cammino. Ci vuole tempo; non sapremo mai con certezza quello che le  successo. Ma so che non c'entra con quello che  accaduto a me".
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