"Un lavoro collettivo per la dignit Sbaglia chi ci ha dato dei "Signor morte"".
Silvia Madiotto.
venezia Per il centrosinistra veneto  un obiettivo raggiunto. Giovanni Manildo, capogruppo del Pd,  il mediatore che ha aperto il dialogo con il governatore leghista Stefani per arrivare all'approvazione di una legge per il fine vita.
Manildo, la legge passa con una maggioranza mista: centrodestra e centrosinistra. La sorprende?
"No, volevamo arrivare a un testo condiviso per far fare al Veneto un salto di civilt. C' stato un dialogo proficuo fra chi voleva compiere questo passo: una parte del centrodestra ha lavorato per essere utile, per muovere le coscienze, la parte pi progressista, ma permangono ancora chiusure molto forti. Senza il centrosinistra, la legge non sarebbe mai passata".
Si poteva fare di pi? Allargare le maglie o togliere alcuni paletti?
"Questo testo  frutto di un lavoro collettivo, intenso, durato settimane, assieme alla giunta e ai consiglieri, fatto di approfondimenti tecnici e confronti grazie anche all'associazione Coscioni. Un testo che recepisce le indicazioni della Corte costituzionale del 2019 e garantisce, ora, procedure chiare e uguali in tutte le Usl".
In consiglio c' stato anche chi, fra i contrari, ha alzato i toni.
"Una discussione di straordinaria delicatezza non va trasformata in gogna mediatica. Chiamare esponenti delle istituzioni "Signor Morte" e aizzare gli animi in modo facinoroso contro chi sostiene una legge per la dignit dei malati  grave. Lo  stato anche insinuare che sia una scorciatoia per "liberarsi" delle persone vulnerabili:  inaccettabile. La vera libert sta nel garantire allo stesso tempo il massimo supporto socio sanitario e il rispetto per l'autodeterminazione della persona".
E' il momento che si muova il Parlamento?
"Quello che  accaduto in Veneto  un fatto politico importante verso una comunit pi democratica, umana e attenta ai diritti, il centrosinistra ha dimostrato centralit, maturit e capacit di costruire ponti. Ora serve una legge nazionale".
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
