l'estate ci ha avvertito.
Carlo Verdelli.
G iugno, luglio, agosto 2026. Mentre gli italiani non parlavano d'altro, per tre mesi la politica ha parlato d'altro. Mentre gli italiani hanno affrontato un caldo mai provato, con danni incalcolabili per la salute, nostra e dei campi (travolti nel loro ciclo naturale di maturazione-raccolta) e dei mari (l'Adriatico bolle
a 33 gradi), la politica si  occupata di un'infinit di temi importantissimi,
dalla cultura woke ai video da caserma di Vannacci, dalla nuova legge elettorale a chi guider il campo mobile delle opposizioni. E si potrebbe continuare a sfinimento con il caso Ranucci, Ceuta&amp;Schengen, pi altre questioni sentite come urgenze solo da chi abita i palazzi, le palazzine e, a scendere, soffitte o cantine delle istituzioni.
Ma sull'unica emergenza percepita come tale da ogni abitante di questo Paese, il caldo atroce appunto, nessun vertice straordinario di governo, nessuna dichiarazione sul che fare, nessuna protesta sul niente che si  fatto. Neanche promesse rassicuranti quanto vaghe (pianteremo centinaia di migliaia di alberi, regaleremo ventilatori alle famiglie meno abbienti, organizzeremo un tavolo bipartisan per proteggere il Paese da questi eventi). Zero assoluto, siamo diventati tropicali, e che sar mai, c' di peggio, ci abitueremo. Il baratro tra il sentimento comune e il senso dei politici per le cose che importano si  dilatato a dismisura. Il che lascia pensare che avremo gi un vincitore alle prossime elezioni, con margini ancora pi ampi di sempre: l'astensione.
L'astensione  il partito che non conta niente ma  anche lo specchio di un Paese ancora pi esausto, per esempio dalla mancanza di ascolto e sintonia con chi per mestiere ha scelto di rappresentarlo. Le scuole pubbliche, 9 su 10, sono prive di impianti di raffreddamento? Amen, c'erano le vacanze. I carcerati letteralmente soffocano? E che soffrano. L'area piantumata in una citt garantisce tre gradi in meno di una a tutto cemento? Cambiate residenza.
Chiunque abbia vissuto l'estate dentro i nostri confini, e la coda infernale ancora continua, ha fatto l'esperienza della mancanza d'aria: aspiri ma non respiri. Non si pu ancora stabilire con certezza se la temperatura media sia stata la pi alta mai registrata, ed  probabile che sia cos, ma comunque gi giugno prometteva bene, anzi malissimo: pi di tre gradi rispetto ai picchi degli ultimi trent'anni, una tendenza comune a tutta l'Europa occidentale e continuata senza tregua per i due mesi successivi. Per le persone pi fragili, l'unica via di sopravvivenza  stata sottoporsi a una specie di lockdown climatico, chiuse in casa con il sollievo di un condizionatore per chi ne dispone. Per un milione e mezzo di lavoratori, stima Greenpeace-Cgil, l'esposizione al caldo estremo ha comportato rischi altrettanto estremi e conseguenze, in alcuni casi, fatali (103 morti sul lavoro solo ad agosto, e le temperature da altoforno non sono completamente estranee al rendiconto). Vero che il governo ha varato misure per sospendere alcune attivit durante le ondate pi insopportabili, consentendo l'accesso alla cassa integrazione. Come  vero che dal 2023 disponiamo di un "Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici", con 361 azioni previste per ogni possibile terreno di prevenzione e di intervento: dalla gestione delle risorse idriche alla protezione degli ecosistemi agricoli, dalle misure per contrastare le isole di calore nelle citt a come affrontare l'innalzamento del livello del mare. Ma c' un problema: non  stato creato un finanziamento strutturato per l'attuazione delle 361 azioni. E i pochi fondi destinati alla causa finiscono inevitabilmente a fronteggiare le emergenze.
Cos ci si limita a consigli infantili, come la raccomandazione di non uscire nelle ore pi incandescenti, o a burocratici bollettini con le 27 citt da bollino rosso, cio oltre i 40 gradi. E si archivia, si passa avanti, si liquida come un'estate sfortunata quella che  invece l'ennesimo allarme di un clima ormai sfuggito al nostro controllo, anche se non alle nostre enormi responsabilit. E basta unire i puntini per capire il punto di non ritorno della situazione, l'altra faccia di temperature al di l di ogni umana sopportazione. Il fiume dirompente di acqua e fango che ha devastato il confine tra Tibet e Nepal nasce da una frana che ha sviluppato un'energia pari a quella dell'atomica di Hiroshima. La tromba d'aria che ha scoperchiato Cremona  durata pochi minuti e sembrava venire da un altro pianeta. Non serve essere profeti di sventura per immaginare che non resteranno casi isolati. E basta ascoltare i pronostici degli scienziati per vietare di liquidare i tre mesi d'inferno del 2026 come una bizzarria atmosferica. Il 2027 sar peggio. Non torneranno le vecchie stagioni, e di fatto non saranno pi nemmeno quattro, divise in parti uguali come le torte di compleanno. Il clima  cambiato. La domanda  se cambier anche la politica. A giudicare da questa estate, non si direbbe. La nuova linea di demarcazione non sar comunque tra chi ha coscienza del disastro ambientale (anche se non  pi di moda parlarne) e chi invece lo nega o comunque se ne frega. Sar tra chi pu permettersi un condizionatore d'aria e chi no: dovendo scegliere per chi votare, andrei su chi mette nel suo programma politico buoni sconto per comprarne uno o per cambiare quello in uso con un modello pi performante.
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