LA COMPASSIONE PER UN DIRITTO CHE NON ESCLUDA.
Paola Turani, modella e influencer,  nata il 10 agosto 1987 a Sedrina (Bergamo) Sognava di fare Veterinaria all'universit, ma a 16 anni due francesi di un'agenzia per modelle la notano in un supermercato Inizia una carriera internazionale e sfila per decine di marchi Oggi Turani  influencer e ha 2 milioni di followersu Instagram.
Niccol Nisivoccia.
C arit, compassione, misericordia: sono parole che siamo abituati ad associare al lessico religioso. Ma chi lo dice che non possano contribuire a comporre anche quello politico, che non possano assurgere a categorie anche laiche e giuridiche? "Se la cultura cattolica propone il "realismo della misericordia" - osservava Ferruccio de Bortoli parlando dell'intervento del Papa al Meeting di Rimini - tutto il mondo laico dovrebbe sentire, fortissimo, il dovere civico della responsabilit". E la stessa misericordia pu rappresentare a sua volta un elemento fondativo del senso della responsabilit, inteso come apertura a riconoscere nell'altro da noi e nella sua sofferenza un appello etico che non pu non riguardarci e coinvolgerci. Certo, religione e politica attengono a piani diversi dell'esistenza: perch la religione  un territorio intimo, e contiene verit cui non per forza si debba avere accesso; mentre la politica  uno spazio pubblico e condiviso, e comporta l'esplorazione continua di territori nei quali si misura la nostra appartenenza al mondo, oltre che a noi stessi. Ma qualunque pensiero pu assumere connotati politici, quando si traduca in esperienza pratica e relazionale. Non pu essere forse per questo che Pasolini definiva la carit come "rapporto concreto, vivente e realistico con la storia"? E non  forse questa la dimensione di nobilt che la compassione e la misericordia possono conferire anche alla politica, alle sue leggi? Come premessa per poter concepire il diritto quale luogo al quale ciascuno possa sentirsi di appartenere ma senza escludere gli altri. Come un tenersi insieme, ma senza strangolarsi: ci che il diritto dovrebbe essere, e che troppo spesso non . Pensiamo ad esempio ai fatti di Ceuta, che la politica sta interpretando come una questione contabile da risolvere anzich come una tragedia umana da prendere in carico. Oppure pensiamo alle troppe leggi che il disagio lo criminalizzano, anzich curarlo e tutelarlo. Il diritto dovrebbe promettere la felicit,  stato scritto, o almeno consentire di immaginarla: ma non solo quella di alcuni. Quella di tutti.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
