"Nuovi spazi, tanti buyer Un successo conquistato".
La novit Il nuovo padiglione amplia il quartiere fieristico di 23 mila metri quadrati Peraboni: l'ennesimo sold out  un ottimo segnale per tutti.
Peppe Aquaro.
Un'altra Italia, un'altra fiera. Era il 1971, anno di costruzione della "Piramide", nel cuore della Fiera di Vicenza, che  andata gi in meno di due anni: ormai poco funzionale per una nuova idea di fiera. E da domani, in occasione dell'apertura di Vicenzaoro September, in programma da domani fino a marted 8, tutto il bello del nuovo padiglione 2, che amplia il quartiere fieristico di ben 23 mila metri quadri, porter sotto lo stesso tetto le diverse sezioni di Vicenzaoro e i 1.300 brand presenti.
"Il padiglione, progettato dallo Studio Gmp di Amburgo, dall'architetto Volkwin Marg. Direi che siamo stati bravi tutti. Noi come committenza, naturalmente il Comune di Vicenza e, dal momento che una volta costruito, occorreva anche 'riempirlo' di visitatori e contenuti, un grande plauso va all'Agenzia governativa per la promozione delle imprese italiane all'estero (Ice), visto lo sforzo fatto: saranno oltre 900 i buyer ospitati (provenienti da 73 Paesi, +33% rispetto a settembre 2025), un numero mai raggiunto per Vicenza Oro", afferma Corrado Peraboni, amministratore delegato di Italian Exhibition Group, organizzatrice dell'evento.
"Il padiglione ridisegna l'intero quartiere. Appena entrati in questo nuovo spazio su due piani, tutto il mondo dell'industria orafa gioielliera  praticamente a portata di mano: dalle vetrine, con anticipazioni di trend e stili, agli aspetti pi tecnologi dell'alta gioielleria", aggiunge l'ad. Tra le caratteristiche principali di questa edizione (e di quelle che verranno) c' l'essere riusciti a mettere tutti sotto lo stesso tetto. Per esempio: "T.Gold, il salone dedicato a macchinari e tecnologie per l'industria orafa, precedentemente ospitato nell'edizione di gennaio nel Padiglione 9 esterno, trova ora spazio nel Padiglione 4, perfettamente collegato al padiglione 2". Una novit nella novit  che T.Gold, solitamente ospitato nell'edizione di gennaio di Vicenzaoro, avr due edizioni annuali.
Del resto, il fiore all'occhiello dell'expertise italiano nella lavorazione dell'oro (tra le 170 aziende espositrici di T.Gold, pi del 50 per cento "giocano in casa")  il perfetto anello di congiunzione tra produzione, uso innovativo della materia prima, efficienza dei processi e design.
A proposito di design, se si dice gioiello non si pu non menzionare "Icon", lo spazio dedicato, nelle hall 6 e 7, all'alta gioielleria: design esclusivo, ricerca estetica e abbinamento di gemme e materiali preziosi. Intanto, merita sicuramente una visita (nella hall 8.1), per un tuffo nel passato (dalla fine dell'Ottocento agli anni '90 del secolo scorso), "VO Vintage", il marketplace di Vicenzaoro aperto al pubblico di collezionisti e appassionati di gioielleria e orologeria vintage: "Saranno poco pi di 50 i rivenditori presenti, tra esperti di gioielli d'epoca e orologi da polso", ricorda l'ad di "Italian Exhibition Group".
Ed ancora: per scoprire il gioiello che verr, tra nuove tendenze e stili praticamente dietro l'angolo, vale la pena appuntarsi "The Jewellery Trendbook 2028+", l'evento nell'evento, in programma il 5 settembre, dalle 11.00, e che dura quanto una partita di calcio: "E' una sorta di libro del futuro, una presentazione del gioiello che verr, realizzata dal team di ricerca di Trendivision Jewellery + Forecasting. Parliamo di un futuro molto pi sostenibile: materiali naturali e un nuovo modo di utilizzo dei diamanti, il tutto inserito in un dialogo tra culture orafe diversi", racconta Corrado Peraboni.
Sar un caso, ma parlando di culture orafe e di una nuova attenzione etica al manufatto gioiello, il centenario di Cibjo, la Confederazione internazionale della gioielleria presieduta da Gaetano Cavalieri,  la classica ciliegina sulla torta.
Un secolo da celebrare in fiera - al teatro Palladio -, da domani: 400 delegati provenienti da ogni angolo del mondo (fanno parte della confederazione pi di 50 Paesi per oltre 7 milioni di imprese), sono pronti a confrontarsi su temi che spaziano dalla nomenclatura comune per i preziosi alla sostenibilit ambientale, dall'approvvigionamento responsabile delle materie prime all'impatto delle crisi geopolitiche sull'industria del gioiello.
"E di crisi ne stiamo vedendo davvero tante, tra dazi, guerre, salita del prezzo e con un export del gioiello che ha fatto registrare nel 2025 un meno 20 per cento rispetto all'anno precedente. Ma questo mondo  anche in grado di risollevarsi: per questo, l'ennesimo sold out fatto registrare qui alla Fiera di Vicenza  un bel segnale e ci fa ben sperare", conclude Peraboni, scombinando anche i proverbi: stavolta  davvero tutto oro quello che luccica.  RIPRODUZIONE RISERVATA

