mille sfumature di rosso.
a vicenzaoro la storia di liverino "per me il corallo  un romanzo" Inclinazione "Questa gemma  un grande racconto del mare da difendere e preservare insieme".
Luca Bergamin.
"Il corallo  una pietra che porta fortuna. Rispetto ad altre gemme  una fonte inesauribile di storie. Quando parli di un diamante, al massimo puoi svelare la miniera dove  stato trovato. Invece di questi arboscelli marini si pu discettare all'infinito". Anche Enzo Liverino, 74 anni,  una creatura-romanzo. L'incipit va fatto risalire a nonno Basilio, precisamente al 1894, il primo ad aprire la bottega di lavorazione del corallo a Torre del Greco, mentre i suoi nipoti, figli di Andrea e Basilio, scriveranno le prossime pagine. Enzo sar protagonista del nuovo talk di Assogemme a Vicenzaoro (sabato, dalle 14.30).
I capitoli che riguardano il rapporto di Enzo con questo gioiello del mare cominciano prestissimo. "Rappresento la quarta generazione. il bisnonno trasmise al nonno tutta la sapienza del mestiere. All'et di dieci anni, dopo i compiti e le partite di pallone con gli amici, andavo a osservare pap e gli operai al laboratorio che chiudeva alla dieci di sera - dice Enzo -. Mi affascinavano i tagliatori perch mi spiegavano il punto preciso di divisione dei rametti, come individuare un semplice cuore, ricavare i pallini".
Le richieste sempre pi pressanti del mercato arabo determinarono la partenza di Enzo alla volta dell'Ex Impero di Mezzo a 19 anni. "Mio padre volle che mi trasferissi a Taiwan. Dovevo aspettare l'arrivo dei pescatori al porto per contrattare direttamente l'acquisto di corallo. Poi tocc a Hong Kong da dove mi spostavo pi agevolmente. Furono anni avventurosi. Mi sentivo un pioniere napoletano nell'immenso universo all'ombra della Cina". Dopo venti anni, Liverino torn a Torre del Greco e a sua volta trasmise il suo sapere ai figli Basilio, abilissimo nella lavorazione, e Andrea pi sensibile alla cura dei rapporti con la clientela, ma nel frattempo Enzo aveva acquisito conoscenze e amicizie straordinarie. "Umberto Agnelli, Giulio Andreotti venivano spesso in bottega. Il Dalai Lama volle farmi da maestro spirituale. Il cancelliere tedesco Helmut Kohl era anch'egli molto appassionato di corallo - prosegue Enzo -. Soprattutto, il presidente della Repubblica Cossiga non mancava mai durante l'estate di venire a pranzo da noi. E tantissimi artisti: ad esempio, Jan Fabre adorava la nuance di tonalit di colore propria del corallo. Con pap abbiamo dato vita a una collezione privata, un museo aperto nel 1986 in cui esponiamo le opere che aveva raccolto".
Pensate che esistono 7500 specie di corallo, "di cui appena 8 preziose, ovvero quelle che vivono in grandi profondit. Sono affezionato a un gilet tibetano di un principe che reca i ricami in coralli di Sciacca, conchiglie turchesi e pietre sacre per i buddhisti quali agate marine trovate sulla vetta dell' Himalaya di duemila anni fa. I divi del cinema americano ne vanno pazzi perch pensano che sia stato Buddha stesso a portarli lass".
Fiero di essere originario di una cittadina come Torre del Greco dove la navigazione e la pesca fanno parte del dna di tutta la sua popolazione - determinante fu la protezione concessa da Gioacchino Murat e da Carolina Bonaparte ai lavoratori del corallo -, Liverino adesso presiede commissioni e fa parte di organizzazioni che difendono la sostenibilit del corallo. "Mi chiamano i grandi brand della gioielleria mondiale per tenere corsi in tutto il mondo. Io mi impegno affinch si comprenda anche in Europa che  meglio usare i robot per la selezione in mare, pi selettivi e resistenti rispetto a noi umani - conclude Enzo -. Ho voluto raccontare la storia del corallo di Sciacca emerso insieme all'Isola Ferdinandea nel libro Sciacca Coral . E mi interpellano i tribunali nelle varie contese. Per me il corallo  davvero un romanzo del mare che dobbiamo difendere e preservare. Fragile e fortissimo come ogni tesoro sommerso che l'uomo ha portato in superficie e lavorato con fantasia e dedizione infinite. Passo ore nel nostro museo, scavato interamente nella roccia, scoprendo ogni volta dettagli meravigliosi. E ringraziando sempre il Mar Mediterraneo".
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
