Iran, Trump insiste sulle sanzioni E vuole intitolarsi anche Hormuz.
Il presidente Usa torna a incitare il popolo iraniano alla rivolta: "Quando si solleveranno?".
Viviana Mazza.
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
New York "Ora che ne abbiamo il controllo, dovremmo ribattezzare lo Stretto di Hormuz "Stretto di Trump"?", ha scritto il presidente americano sulla sua piattaforma Truth Social. Mentre la guerra che doveva durare sei settimane ed  durata sei mesi divampa di nuovo e mentre Stati Uniti e Iran continuano a combattere per il controllo dello Stretto, Trump ha proposto ieri l'ennesimo cambio di nome geografico (pochi giorni dopo aver firmato un decreto per cambiare il nome del "Lago Ontario", situato al confine con il Canada, in "Lago America").
Teheran ha bloccato lo stretto di Hormuz dall'inizio della guerra ma gli americani fanno passare le navi commerciali da un corridoio vicino alla costa meridionale dello Stretto e gli iraniani le attaccano; e intanto gli Stati Uniti stanno bloccando il passaggio del petrolio iraniano.
Non  la prima volta che Donald Trump, di fronte a un ostacolo in politica estera, lancia una proposta sorprendente o minacciosa di annessione di un territorio straniero (dal Canada "51 stato americano" alla Groenlandia). A met agosto, Trump aveva pubblicato una mappa che mostrava lo Stretto di Hormuz, descrivendolo come un "nuovo territorio americano" e riprendendo un'idea espressa pochi giorni prima con un tono che lasciava intendere si trattasse di uno scherzo. La sua ultima osservazione sullo Stretto di Hormuz giunge in un momento in cui una soluzione pacifica al conflitto appare lontana nonostante le sue ripetute dichiarazioni di vittoria. Marted sera Trump  tornato a chiedere agli iraniani di sollevarsi in rivolta come fece gi sei mesi fa, all'inizio della guerra, salvo poi riconoscere che sarebbe stato molto difficile farlo, dato l'apparato di repressione del regime. Nello stesso post, Trump ha liquidato i negoziati in stallo dicendo "Non me ne potrebbe fregar di meno se firmano un accordo, per loro senza valore. Mi piace molto di pi la nostra posizione adesso, con il controllo quasi totale dello Stretto di Hormuz e la loro economia che sta completamente crollando. Stanno semplicemente in una situazione inevitabile. Quando si solleveranno e lotteranno gli iraniani?".
In questa fase Trump sembra ascoltare la fazione dei suoi sostenitori che ha sempre favorito le sanzioni economiche e l'embargo piuttosto che una lunga guerra per il cambio di regime; questa fazione dice da sempre al presidente che alla fine il regime di Teheran croller sotto pressione economica. Ma la Cina continua ad essere un salvagente economico per l'Iran, e Trump non vuole aprire un altro fronte con Pechino. Inoltre l'Iran non cede nello Stretto. Trump vorrebbe evitare di riprendere bombardamenti su larga scala, ma si trova costretto a rispondere agli attacchi iraniani contro le navi commerciali e ai continui tentativi di Teheran di piazzare altre mine, come avvenuto nei giorni scorsi, dopo che il Centcom aveva dichiarato di aver ripulito il principale canale di traffico commerciale nello Stretto di Hormuz.
Il presidente sente la pressione politica: il conflitto pesa sull'economia e sul gradimento del partito repubblicano alle elezioni di midterm (si vota tra soli due mesi) oltre che sulle scorte di missili. Ieri sera Trump ha cenato alla Casa Bianca con diversi candidati repubblicani al Congresso che corrono in Stati difficili da vincere e "in bilico".
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