Il teatro, Puccini, "La Lettura" Giuseppe Giacosa fra arte e vita.
Pierluigi Panza.
Giuseppe Giacosa, librettista di Giacomo Puccini, drammaturgo e primo direttore del supplemento "La Lettura" del "Corriere della Sera", moriva 120 anni fa e in occasione di questa ricorrenza il comune che oggi prende il suo nome, Colleretto Giacosa (Torino), da domani a domenica gli dedica il festival "Giacosa - L'uomo, l'amico, il poeta". Il festival ricorre anche nei 125 anni dalla fondazione de "La Lettura" e nei 150 anni di quella del "Corriere della Sera" di cui fu storico direttore Luigi Albertini, marito della figlia di Giacosa, Piera. Pertanto, domenica, alle 17.30, nel Parco di Casa Giacosa (che sar visitabile e che fu sede di un cenacolo letterario), si terr l'incontro Passione geniale , un omaggio a Giacosa e ad Albertini, con intervento anche di Andrea Albertini, erede di Luigi e autore del libro Una famiglia straordinaria (Sellerio). Nei giorni precedenti, al Salone Venesia di Colleretto, il festival presenta pice teatrali ispirate a Giacosa, del quale, per l'occasione,  uscito anche un libro illustrato, I poeti del vino (Infinito edizioni).
Giuseppe Giacosa (1847-1906) fu il tipico erudito dell'Ottocento romantico. Di famiglia nobile e borghese lasci la provincia per studiare Legge a Torino abbandonando poi lo studio legale del padre per dedicarsi alla sua passione: il teatro. Scrisse venticinque opere teatrali apprezzate in Italia, Europa e America e divenne (insieme a Luigi Illica) il librettista di riferimento di Giacomo Puccini, per il quale scrisse Bohme (1896), Tosca (1900) e Madama Butterfly (1904). Puccini lo chiamava il Buddha per il suo equilibrio e per la figura corpulenta; a sua volta, come mostrano le lettere conservate nell'Archivio della Fondazione Corriere della Sera, Giacosa aveva battezzato il compositore con il nome di Puccinone e si lamentava con l'editore Ricordi delle lungaggini nella consegna della musica: "E cos? cosa succede? Aspetto, aspetto, aspetto. Il Puccinone sta colle mani alla cintola, sospirando" (31 maggio 1893).
Suo genero, il pi giovane Luigi Albertini (1871-1941), lo assunse al "Corriere" (Giacosa gi vi scriveva con lo pseudonimo "Montanus") e gli affid la direzione del supplemento culturale "La Lettura". Nell'editoriale che accompagna il primo numero del supplemento, nel gennaio del 1901, Giacosa scrive che "essa deve dunque parlare a molta gente diversa alle condizioni alle abitudini al luogo della dimora": un bell'impegno, visto che l'analfabetismo superava il 70% della popolazione. Sul primo numero fu pubblicato un articolo sulla questione di Napoli firmato da Antonio Salandra, futuro presidente del Consiglio. "La Lettura" divenne sede di storici reportage - come quelli di Luigi Barzini sulla rivolta dei Boxer e sul raid automobilistico Pechino-Parigi del 1907 al seguito del principe Scipione Borghese - e di pubblicazione di inediti, come quelli di Arthur Conan Doyle, Lev Tolstoj, Ada Negri, Giovanni Pascoli. Vi scrissero Trilussa, Gabriele d'Annunzio, Giovanni Verga e Guido Gozzano (1883-1916), pure lui "avvocato" di provincia della vicina Agli, di famiglia borghese benestante, che abbracci la sua grande passione: la poesia (da ricordare, qui, la biografia che gli dedic Giorgio De Rienzo, Vita breve di un rispettabile bugiardo , Rizzoli). Il primo settembre 1906, l'ennesima crisi asmatica fu causa della scomparsa di Giacosa. Il numero di ottobre de "La Lettura" fu completamente dedicato al suo ricordo e si conclude con una poesia di Ada Negri alla madre di Giacosa.
E' curioso notare che a seguirlo nella direzione fu Renato Simoni, a sua volta autore, critico teatrale e librettista della Turandot di Puccini: una sorta di doppio scambio di impegni e passioni. Ma su questo ben strano connubio tra l'opera lirica e la direzione de "La Lettura" c' ancora altro da riferire. A far conoscere Giacosa e la figlia Piera a Luigi Albertini fu il critico musicale del quotidiano, Giovanni Pozza (grande estimatore di Puccini). Curioso poi che a Simoni (che lascer la sua biblioteca musicale al Teatro alla Scala in memoria della madre Livia) succeder alla direzione de "La Lettura" Mario Ferrigni, pure lui autore di un dramma e di innumerevoli cronache teatrali. Infine approder a "La Lettura" pure Emilio Radius, che al "Corriere" era anche critico musicale. Insomma, sembra che quell' imprinting tra "La Lettura" e la tradizione musicale e teatrale italiana dato da Giacosa non sia venuto meno per molte successive direzioni del supplemento.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
