I bimbi del bosco e la scuola I giudici: "Sia tradizionale" La famiglia teme il bullismo.
Lo scontro sull'istruzione. Pillon: Costituzione violata.
Valentina Baldisserri e Ilaria Sacchettoni.
Roma Il ricongiungimento davvero impossibile  quello tra giudici e neorurali. L'ultimo provvedimento del Tribunale dei minori dell'Aquila aumenta la distanza tra i Trevallion e le istituzioni e separa, forse per sempre, i rispettivi punti di vista. Attorno alla scuola - prioritaria per attuare il riavvicinamento della famiglia - si consuma il vero "scontro". Parentale, dicono Catherine e Nathan, seguaci dei principi steineriani e diffidenti verso percorsi tradizionali. Mentre i magistrati aquilani raccomandano le elementari di Vasto che favorirebbero la vita relazionale dei bimbi. Non a caso il provvedimento sottolinea: "La richiesta di revoca dell'allontanamento dei minori dai genitori resta infatti comunque condizionata al recupero del potere di decidere sull'istruzione dei figli, da svolgersi al di fuori di una scuola pubblica o paritaria, perch la controversia evidentemente appare essere, non tanto sui temi o sul programma didattico, quanto sul condizionamento che ai minori potrebbe derivare dalla prolungata frequentazione di coetanei". Il tema non sono i contenuti, sui quali sembrerebbe esserci intesa, bens il controllo che i Trevallion intenderebbero mantenere sul tipo di formazione da dare ai propri figli. I giudici ritengono prudente non esporre i bambini a sollecitazioni domestiche e farli adattare a un contesto tradizionale.
Una prescrizione che, secondo l'avvocato di famiglia, Simone Pillon, sarebbe incostituzionale: "Siamo in presenza di una aperta violazione dell'articolo 30 della costituzione che assegna ai genitori l'ultima parola sull'istruzione dei figli. Una vera e propria imposizione ideologica" I Trevallion hanno, poi, formalizzato preoccupazioni concrete: "Vi  un rischio bullismo - avverte Pillon -. Le differenze tra i piccoli e gli altri potrebbero portare cattive sorprese". Sar questo uno dei passaggi chiave del suo ricorso alla Corte d'Appello: "Raccomandando la scuola pubblica i giudici esprimono un giudizio non supportato da argomenti giuridici" . Pillon ricorda come, in effetti, i bambini "non abbiano perso neppure mezzo anno scolastico con gli insegnamenti pregressi" considerato che sono stati correttamente inseriti nelle classi di appartenenza (la seconda per i gemelli di 7 anni e la quarta per la bimba di 9).
Il provvedimento del Tribunale ha raccolto critiche sparse. La garante per l'infanzia, Marina Terragni, si chiede "perch i giudici non abbiano definito una data precisa per il rientro dei tre figli a casa".
Anche il sindaco di Palmoli, Masciulli,  perplesso per un ricongiungimento pieno che non  avvenuto "nonostante i Trevallion abbiano compiuto tutti i passi necessari". Tra l'altro c' un aspetto da non trascurare, che  quello economico. Le casse del Comune di Palmoli sono state dissanguate in questi nove mesi. I tre bimbi nella casa famiglia di Vasto costano 7500 euro circa al mese. E ora a pesare sul bilancio comunale ci sono anche le utenze della casa concessa in comodato d'uso ai Trevallion perch la famiglia potesse tornare insieme. Non  accaduto.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
