MICHELA LUCE.
Sguardi.
Un suono avvolgente introduce sin dal pianoterra di palazzo Cavanis alle Zattere alle atmosfere desertiche che si snodano in stanze in sequenza, senza un ordine preciso, passando dalla luce all'ombra, dal suono al silenzio, dal movimento alla fissit di presenze materiali.
Soglie della percezione che fanno parte del un progetto di VCU Virginia Commonwealth University of Arts, l'Istituto per la Ricerca Creativa in Qatar, quale laboratorio sviluppato da dieci artisti che operano con tecniche, materiali diversi e che hanno trovato un leitmotiv comune identificato in una sorta di percorso di migrazioni e dolore, conflitti distruttivi e tradizioni radicate, in uno scenario dove l'acqua della laguna di Venezia  stata scelta per richiamare quella della regione del Golfo su cui si affacciano quei paesi, in uno scambio di conoscenze e di culture stratificate, offrendo un panorama di approcci che si intersecano in narrazioni che diventano collettive.
Aghrab Idrak: Thresholds of perceptions.
tra gli eventi collaterali alla 61a Mostra internazionale di Arte contemporanea della Biennale, gi nel titolo che significa "conoscenza strana" o "percezione insolita", suggerisce un ponte filosofico tra l'antica Grecia e il mondo arabo per arrivare alla contemporaneit su cui  concentrata la sfida del presente.
Albokeh Lab, Anthro  Tech Atelier, Boost Lab, Ga: ma Lab, (In) Tangibile Lab, Mese Lab, Sonic Jeel, Typearaby, Water with water, Xlab, sono i collettivi presenti.
E' una mostra che enfatizza la ricerca creativa non tanto quale summa individualistica e solitaria, quanto una produzione collettiva in una continua prospettiva di relazioni e scambi resi possibili da uno storytelling immersivo.
Forte  la presenza femminile che testimonia l'isolamento delle donne, le svela come le pi lese duranti i conflitti, portatrici di un dolore che sono costrette continuamente a silenziare.
In apertura una sagoma femminile percorre un deserto immaginario quanto reale, mentre nella sala successiva un abito sul manichino realizzato dall'indiana Kathyayini Dash autrice di una performance durante l'inaugurazione, prende la forma del dolore, e le bandane ricamate con giochi di tinture lasciano trapelare un alfabeto arabo.
Apparentemente fredda la.
Crisalide.
di Boot Lab nell'aspirare alla purezza attraverso un purificatore d'aria, unisce design e ingegneria nella forma, che simula un gigantesco bozzolo.
Una selezione fotografica raccolta tra il 2020 e 2025, in cinque volumi senza un ordine prestabilito, immortala uomini e donne, dettagli ed oggetti nella tradizione del Golfo secondo la prospettive di chi la vive.
Lo sguardo  invece protagonista di una improbabile montatura colorata di occhiali geometrici assemblati come dei lego, e l'occhio diviene una sorta di schermo televisivo parlante.
Un tappeto kilim, sovrastato da un lampadario Rezzonico suggerisce un dialogo ideale tra lontane tradizioni, separate dal Mar Mediterraneo.
Procedendo verso il vuoto dell'installazione fatta di led, l'idea  di scrivere con la luce in un sorta di moschea dove sono bandite le immagini sacre e a loop luce e suono ricreano il battito di una macchina da scrivere o da cucire, a discrezione di chi ascolta e ripesca nei propri ricordi.
Ispirata all'invito di Koyo Kouoh a prestare attenzione agli "altri mondi che gli artisti creano, gli universi intimi e conviviali che rinfrescano e sostengono", la mostra sottolinea e accentua dunque la ricerca creativa non come produzione solitaria, ma come indagine collettiva, incarnata e relazionale.
Qui, l'intento diventa aggregazione: assemblare discipline, materiali, storie e sensibilit divergenti in modelli sperimentali di conoscenza e azione.
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La mostra Thresholds of perceptions a Venezia fino a novembre.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
